Ellah K. Drake.
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IL MIO SOGNO TUTTO BLU.
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Serie: Nei sogni di Angie. 3.
2015. Autopubblicato.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Angie  felice. Sono trascorsi due anni e la sua relazione con Alex fila liscia come l'olio mentre la carriera di scrittrice  al vertice. 
Alex, per, si trova a Miami a girare un film piuttosto scabroso e per quanto Angie sia tranquilla c' sempre qualcuno della sua famiglia allargata che le mette la pulce nell'orecchio. Ma lei non  pi Angelica Hood,  convinta del loro amore e si fida ciecamente. 
Le sue ferme convinzioni vacillano quando Sara, editor e migliore amica, riceve una telefonata inaspettata da parte di James. 
Infatti, l'attore, che si trova a Miami per le riprese di un thriller,  suo malgrado testimone di un fatto che potrebbe distruggere la felicit della donna che ha amato in passato. 
Sar proprio quella telefonata a innescare una sequenza di avvenimenti e vicissitudini che avranno il potere di cambiare per sempre il destino di Angie Moll. 
Riuscir finalmente a realizzare Il suo sogno tutto blu? 
Dopo Sognando una Stella e Sogni Apparenti, si conclude la trilogia de Nei Sogni di Angie con un ultimo capitolo ancora pi scoppiettante dei precedenti, divertente e rocambolesco nel quale il colorato clan di Angie giocher un ruolo fondamentale. 
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Questa  un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice e sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi riferimento a fatti, luoghi o persone esistenti  puramente casuale.
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PROLOGO.
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James (durante la presentazione del romanzo di Angela) due anni prima.
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Stringere con forza la copia del suo romanzo non mi aiuter, per  tutto ci che mi rimane di lei. Posso toccarlo senza temere che si disintegri. I ricordi invece mi tortureranno all'infinito. Lei, noi, io e lei, noi contro tutti e poi ancora lei contro di me e io contro di lei, il mondo contro il nostro amore, noi e le nostre speranze perdute. Mi sento come un ubriaco in astinenza. La testa comincia a girare. Mi viene da vomitare. Quel bacio, il loro bacio, un vero e proprio tormento, ha ridotto il mio cuore in minuscole schegge di vetro. Si  sciolto come neve al sole. Lacerato come uno stupido sacchetto di plastica. Stracciato come un insignificante foglio di carta, ridotto in minuscoli pezzettini. Speravo che avessimo trovato entrambi la serenit restando separati. Mi sbagliavo, almeno per me. Le ho fatto un piacere andandomene e sposandomi con Anne. Sono un bastardo, l'ho fatta soffrire, le ho strappato l'anima. Ma alla fine ha vinto,  lei che  risorta dalle ceneri di un amore malato qual era il nostro. Non ne avevo alcun dubbio, dopotutto  e rimarr sempre una iena. Sono io lo sconfitto. L'ho abbandonata. L'ho estromessa dalla mia vita. Le ho anche mentito. Ho voluto ritornare con lei quando era ormai troppo tardi, quando avevo capito che c'era qualcun altro che si era impadronito del suo amore, rubandomi la scena. Da quel momento, la mia collezione di azioni spregevoli ha subito un picco considerevole, relegandomi alla stregua di chi non avrei mai voluto essere.

Un uomo infelice, che rende infelici le persone che lo circondano, pur amandole. Ma che razza di cretino sono diventato? Angela non pu certo amare ci che sono adesso. Ho perso me stesso, arso nelle braci di un amore che non riuscivo a gestire come avrei voluto. Amare troppo, fa troppo male. Fingere di amare una donna, essere prigioniero di me stesso, dei miei imperdonabili errori.  un maledetto inferno che mi sta bruciando l'anima. Ora so che vuol dire la solitudine, quella vera, quella che ti lacera le viscere, quella che mi ha reso la brutta copia del James di un tempo. La vera solitudine  stare senza di lei, in mezzo a tanti conoscenti, insieme con un'altra donna, per sempre. Sono condannato e, pur non volendo far soffrire Anne, purtroppo, l'ho coinvolta in questa mia follia, l'ho avvolta nelle mie spire come un demone assetato di sangue, di carne umana. Non c' redenzione. Dovr imparare ad amarla, ad amare un'altra che non sia Angela, questa  l'assurda verit. Ho conosciuto la passione, lo struggimento, la rabbia, l'orgoglio, la tenerezza, la dolcezza solo una volta. Sono stato me stesso per dodici lunghi vibranti e incredibili anni. Ora mi rendo conto che ho perso e su tutta la linea. Angela  innamorata di Alex, si nota lontano un miglio. Non vorrei ammetterlo, mi sanguina il cuore al solo pensiero, ma quel dannato inglese  invaghito di lei. Come biasimarlo? Di Angela ce n' una sola. Unica. Irripetibile. Frustrante e cocciuta, ma adorabile. Darei qualsiasi cosa per poter tornare indietro, farei anche un patto con il diavolo se potessi. La vita non  un film, purtroppo. Se solo non fossi venuto alla presentazione del suo romanzo, se fossi rimasto a casa insieme con mia moglie. Cazzo, ho una moglie! Sono un uomo sposato, ho una fede al dito che lo testimonia, per tutti gli avi. Avanti, James, sii uomo e lasciali perdere, dopotutto sei tu che hai rovinato ogni cosa, tu e la tua idiozia.

Non puoi ottenere sempre quello che desideri. L'hai abbandonata tra le braccia di Roberto e poi l'hai ritrovata tra quelle del tuo caro amico Alex, gli hai lasciato campo libero pensando che nessuno mai avrebbe preso il tuo posto nel suo cuore. Hai sempre dato per scontato il suo amore, come un attore consumato, hai recitato la parte dell'uomo tutto d'un pezzo, senza renderti conto che ti stavi rovinando la vita, ecco la fregatura. Sei stato fregato e da un ragazzetto qualunque. Lo so, lo so, Alex non  affatto un ragazzino.  bello, intelligente, brillante, abbastanza dannato per incantare e intrigare qualsiasi donna, giovane o meno giovane che sia. Non  scontato.  un bravo ragazzo, Alex, un vero amico, ora, un ex amico. Sono io uno stupido stronzo. Me lo merito. Angela non mi merita. Non credo mi meriti nemmeno Anne. Ma se ho perso con Angie, con Anne sapr rimediare. Dopotutto, non ho pi l'et per fare lo stupido galletto dietro alle sottane sbagliate. Deglutisco l'amarezza, devo accettare la triste realt. Angela non  pi mia.

LIBRO PRIMO. La felicit  una cosa seria.
 
1.

ANGIE Non aprire, lascia che squilli! intimo con voce atona. La mia editor si blocca a met strada, lungo il corridoio, con un piede alzato, come se qualcuno avesse fermato il tempo. Ha persino una smorfia ridicola, una specie di ghigno. Mi fa un versaccio, mentre me ne sto tranquilla davanti al computer a digitare il nuovo romanzo, fregandomene di chi sta bussando come un forsennato alla porta e pure telefonando da un po'. A Sara  invece venuto un coccolone. Una specie di mancamento, ha persino roteato gli occhi in alto, appoggiato una mano alla fronte e finto di svenire. Il divano era bello e pronto ad accogliere le sue grazie. La solita teatrante. Se a me ci che so e che le ho appena riferito non ha prodotto alcun effetto, perch l'ha scombussolata a quel modo? Boh, non la capir mai. Un enigma, un cubo di rubik, svolgi una prima facciata e quando vuoi fare la seconda ti accorgi che la prima la smonti tutta. Ecco, Sara  cos. Pensi di essere in grado di capirla e invece c' sempre qualcosa che ti sfugge. Ad esempio, mi ha detto che non gliene frega pi niente di `quelgranpezzodifigodigeorge'. Sono rimasta sconvolta perch mi ha scocciato cos tanto per lui, quando ancora stavo insieme con James, che ero convinta lo avrebbe amato per sempre. Invece, la mia amica passaguai mi ha dato un'ennesima mazzata. Quella sua malsana passione per George Gordon, che continua imperterrito a inviarle biglietti d'auguri a ogni festa importante,  terminata. Non dovr pi asciugarle le lacrime come quando vedevamo un suo film, n metterle la camicia di forza come quando al cinema diceva a tutti che quel George le invia biglietti d'auguri, non penser pi che quella sua malattia fosse incurabile. In fin dei conti, una cura esiste. S. Si pu rinsavire da determinate malattie, ne ho esperienza pure io. Beh, con qualche strascico, come quintali di lacrime e vomito abbandonati qui e l in ordine sparso nei miei ricordi, ma la guarigione  stata definitiva.

La mia malattia di nome James Mckinney ha avuto il suo decorso e ora sono super vaccinata, mai avr ricadute, dato che il vaccino  letale per quel dannato batterio, virus o qualsivoglia calamit. Cos  stato anche per Sara. Prendiamone atto e amen. Io credo che tu sia diventata pazza, mia cara. Come diavolo non puoi incavolarti per questa cosa? Ma sei rincretinita del tutto? Lo ami cos tanto da lasciarglielo fare? Finir in tragedia, lo so, me lo sento, ahim che vita grama con certi scrittori e amiche dementi!. La smetti di sproloquiare? Hai una vena sul collo che ti pulsa, ti verr un'emorragia cerebrale!. Che stronza!. Sboccata. Non vedi a un centimetro di distanza, no... Che dico, a un millimetro, sei miope e anche rimbambita. Alzo lo sguardo truce e vendicativo su di lei e le rendo il concetto di vendetta molto pi chiaro. Sollevo il mouse brandendolo come un'arma. Sara sbuffa. Ritorna a osservarsi le unghie, borbottando come una caffettiera. Ogni tanto mi raggiunge qualche sua parola, detta volutamente a voce alta. Demente. Rimbambita. Alex. Streap tease nel didietro. Comincio a pregare il Signore di darmi la forza per sopportare, nel qual caso mi aspetta un posto di tutto rilievo in Paradiso. Sempre quello dei VIP, per, altrimenti non vale. Ovviamente la pentola a pressione bofonchia, che  un piacere ascoltarla. Nel frattempo suonano in ordine: il telefono di casa, il campanello e pure il cellulare, un iphone di ultima generazione che  gi tanto se riesco a leggerlo, mentre per usarlo ci vuole un genio dell'informatica. Alex e i suoi regali ultracostosi. Non mi sto lamentando, per carit, anzi. Mi sento fortunata, in pace con me stessa, amata e innamorata. Da due anni navigo su una nuvola rosa e soffice, profumata del profumo di Alex, che  bello, bravo, giovane e un attore

talentuoso. Tra di noi c' alchimia, magia e passione. La nostra  proprio una bella storia d'amore, contrariamente a quel che tutti immaginavano e cio che sarebbe finita non appena Alex si sarebbe stancato di una nonnetta come me e sarebbe ritornato sulla piazza. Ribadisco che non sono matusalemme, ma ho solo otto anni pi di lui. Da quel giorno, sono trascorsi due bellissimi e felici anni, per cui... Chi aveva ragione? Io o loro? Mai mettere la mano sul fuoco, mai giudicare gli altri. Loro si sono bruciati e anche confessati per aver peccato. Donna Maria ne aveva ben donde di volerli fustigare qualora non fossero andati da don Francesco. Una di quelle persone negative e porta-iella, sta seduta sul mio divano a rimproverarmi proprio di questo e cio che quel momento che lei paventava, in cui Alex mi avrebbe buttato via come una scarpa vecchia, un po' come aveva fatto James all'epoca,  arrivato. Le ho riferito del film nuovo in cui reciter. Beh, recitare in quel caso  parola grossa.  di secondaria importanza recitare in un film dove ben sette bellissimi e machissimi uomini ballano lo streap tease. Un intero film basato su questo, come sar? Visioni di uomini oggetto che si vendono per lavoro, indossando un costumino che lascia poco all'immaginazione, lasciandosi toccare da nugoli di donne assetate di sesso. Non appena ha saputo che Alex  volato a Miami per le riprese, lasciandomi a casa da sola a sbrigarmela con le solite ributtanti riviste di gossip, con le fans, con facebook, con twitter, con tutto il mondo giornalistico che vuole vedermi KO di nuovo, perch  certo che ci sguazzano con me `sti maledetti, Sara si  lanciata in una filippica snervante contro di lui. Non vedeva l'ora di trovarmi con le difese abbassate, la solita incazzatura a livelli record e le spalle al muro. Roteo gli occhi infastidita e continuo a difendere l'amore della mia vita, dell'infinito e oltre. Non sono gelosa,  il suo lavoro, non posso mettermi in mezzo, non me lo perdonerei mai. Mi disturba che lo faccia, certo. Se penso a quante lo toccheranno vorrei ammazzarle tutte all'istante, ma  il suo lavoro e non posso interferire. Sono matura, non sono pi Angelica Hood che piange ogni tre secondi con il timore di essere abbandonata, oppure la solita prefica che urla e sbraita contro un destino avverso, tanto meno sono Penelope, n la signora nessuno. Io

sono qualcuno, sono Angie, la scrittrice famosa di chick-lit e Angie non ha pi paura. Il passato  svanito come bolle di sapone. Se il nostro amore  forte, costruito sulla fiducia e su un sentimento vero e profondo, non ho alcun motivo per dubitare. Alex  molto bello e so che non posso sempre averne l'esclusiva. Possono ammirarlo, toccarlo e dio solo sa cos'altro (preferisco non saperlo, per), ma solo io amarlo. Sara incalza rincarando la dose, cocciuta come un mulo. Non ti capisco, proprio. Non ti rendi conto che quel film, che giuro non guarder cascasse il mondo, non  come gli altri che ha interpretato! Avr culi e tette sempre davanti al naso, voglio vedere se non ci sbaver sopra e si dimenticher di te in un battibaleno.  troppo. Scatto in piedi facendo cadere la sedia con un tonfo, mi avvicino furente e con i pugni chiusi verso di lei. Sara indietreggia impaurita e ci manca poco che il divano la fagociti, stordito da tutto quel bailamme. Le punto un dito contro e le urlo: Mi hai veramente stancato. Capisco che tu sia preoccupata per me, mi vuoi bene etc... Ma stai esagerando. Primo: devi rispettare l'amore che provo per lui. Secondo: devi rispettare l'amore che prova per me. Terzo: non ti permettere mai di parlarmi a quel modo oppure mi trovo un altro editor e non parlo a vanvera. Se non fossi la mia migliore amica, direi che la tua  solo invidia, altroch. Presa alla sprovvista, si gonfia a mo' di rospo,  tutta rossa e capisco che non sa come uscire da un'impasse che la vede in difetto. Invidiosa, io? Ma fammi un piacere,  un bambolotto, potrebbe essere mio figlio. I miei occhi sono saette, inviano ai suoi lampi assassini. Se continua l'ammazzo. Sara digrigno i denti e li sfodero come un lupo. Alza le mani arrendendosi all'evidente evidenza, cio che stava davvero esagerando e ci mancava tanto cos che le mozzassi la testa, e abbassa lo sguardo ferita. Ferita solo nell'orgoglio, perch a me non la d a bere.

Scuza, ahi, la lingua, mi zono morzicata la lingua. Ah, ben le sta. Giustizia divina. Alzo gli occhi al cielo inviando un ringraziamento ai santi degli scrittori che mi proteggono. Sfodero un sorriso di contentezza e lei mi guarda in tralice, con la lingua penzoloni. Non fiata. Spero si calmi. Ritorno al mio lavoro e lascio che il mondo squilli senza degnarlo di attenzione. Purtroppo, accade l'inaspettato. Quell'evento che mai e poi mai nessuno, n io, tantomeno la mia amica, ci saremmo immaginate, nemmeno tra un milione di anni. Squilla un altro cellulare. Quello di Sara. Mi volto verso di lei, infastidita all'inverosimile, ma mi blocco non appena la scorgo impalata come uno stoccafisso, come colta da paresi e con la bocca aperta. Oddio, che c'? chiedo in ansia, pensando che qualcuno stia morendo. Suo marito, sua figlia, il suo cane. Lei nega, meno male, s, ma allora che sta succedendo? Ritorna seria e compita, chiude per un attimo gli occhi, mentre immagino che stia per finire il mondo, e, fissandomi come se volesse inviarmi un messaggio telepatico di compassione, afferra il cellulare e risponde inespressiva: Ciao, James, qual buon vento ti porta al cospetto della regina cattiva?. Il mondo smette di squillare all'improvviso, come se tutti sapessero che c' James e non debba essere disturbata. Ma che cavolata immane! Per un istante, per, cessa di battere anche il mio cuore, che continua a farmi le pernacchie. Come un automa continuo a lavorare al computer, offrendo le spalle a Sara ignorando la notizia bomba. Le mani tremano, ho il fiatone, ma cerco di fare l'indifferente.  pi dura di quel che immaginassi, ma devo farcela. Lui  fuori dalla mia vita.  sposato. Come ciliegina sulla torta, Anne sta pure aspettando un figlio. Saranno una bella famigliola felice, come quella del Mulino Bianco. Quindi, la situazione  chiara.

Chiarissima per tutti. James? Chi perdincibacco  James?

2. ANGIE. 

Dopo un minuto di silenzio totale, durante il quale un'affannata e gesticolante Sara parla fitto fitto con James, digito parole senza senso al computer. Mi  volata l'ispirazione e la curiosit  talmente femmina che vorrei trasformarmi maschio all'istante. Squilla il mio cellulare, di nuovo.  come se non lo sentissi, l'interesse concentrato sulla mia editor.  grave. Mi distolgo dallo stadio ipnagogico e osservo con noncuranza il display del mio iphone. Caccio un urlo di gioia e afferro l'aggeggio, non senza trovare difficoltoso riuscire a rispondere. Con le dita premo il tasto sbagliato, che mi apre una finestra con le immagini. Perdindirindina. Continua a squillare e non so come rispondere. Urlo come una scimmia, tanto che Sara  costretta a girarsi e mi fissa sbigottita, ma non le bado. Ci riesco e grido: Alex con cos tanta foga, urgenza, amore e passione, che penso di avergli rotto il timpano. Ehi, ehi, tesoro, calma, che c'?. Che c'? Sei in culo al mondo e sono importunata dai miei fantasmi in kilt, ecco cosa c'. Nulla, sono solo cos felice di sentirti. Eppure, sembra allarmato, come se gli avessi inviato con la forza del pensiero tutte le mie paturnie. Come stai? Come vanno le riprese? domando, mentre ho ancora il fiatone e con la coda dell'occhio non perdo Sara. Sono in multitasking, ma ci riesco con facilit, potrei leggere, guardare la televisione e pure darmi lo smalto alle unghie contemporaneamente. Angie la maga. Al solito, nulla di cos interessante ah, beh, se escludiamo tette e

culi, immagino. Esita. Sembra voglia dirmi qualcosa, per forse  solo la mia immaginazione, perch  la prima volta dopo due anni che viviamo distanti per parecchi mesi e per quanto sia tranquilla, c' sempre qualcuno che mi mette la pulce nell'orecchio e la mosca al naso e mi fa dubitare del nostro amore. Qualcun altro, invece, mi ha rivelato che la mosca comincia con J, ma soprassiedo. Nel frattempo, dal suo cellulare scaturisce un vociare assordante, simile a strepitii e starnazzi. No, non credo sia in uno zoo, a meno che le attrici e attricette del film non siano scimmie volanti. Non  nulla di cui dovresti temere, Angie, non ti devi preoccupare, sono solo un po' di bagordi dopo le riprese in questa piscina enorme. Ho l'impressione che sia una frase trabocchetto, come quando uno vorrebbe dire qualcosa, ma non riesce a riferirla per evitare di far soffrire, cos rivela qualcos'altro sottintendendo quel che voleva dire sul serio. Non ho studiato psicologia, ma dati i miei trascorsi, ne so parecchio di certi trucchi. E poi sono pi vecchia e ne ho viste molte di pi, per cui... Quindi, ammetto che quelle parole hanno acceso tutte le lucine a intermittenza, semafori rossi e segnali d'allarme possibili, immaginabili. Sto temendo il peggio, non credo di sopportare altro dolore. Ho vissuto sull'altalena con James, mentre con Alex  sempre stato tutto perfetto. Con James ho sofferto anche le pene dell'inferno, godendo il paradiso per cos poco tempo, che il mio cuore ardeva sempre nelle fiamme e bruciava nelle ceneri vita natural durante. Con Alex, invece,  sempre stato tutto regolare, lineare, bellissimo. Non ho quasi mai avuto ripensamenti, tentennamenti, ripercussioni psicologiche, come per esempio ubriacate e vomitate, ma sono sempre stata decisa, sicura e fedele. Quel quasi per  d'uopo trattandosi di me. Se dovessi considerare le due storie, direi che quella con Alex batte James tre a uno. Purtroppo, per, c' quell'un per cento che in una storia con un attore pesa moltissimo. Le distrazioni alle quali  sottoposto e che sono onnipresenti.

Sono femminili e bellissime, per giunta. James in un certo senso ci  cascato con tutte le brache, dato che una di loro se l' sposata, mentre Alex, invece, era talmente assuefatto a farsele tutte che quando incontr me, fu come se avesse visto la Mecca in persona. O almeno cos mi ha detto. Alcune di queste attrici belle e incantevoli sono pure molto intelligenti. Le dee intoccabili, le chiamo. Quelle dee possono anche far innamorare gli attori. Certi attori possono innamorarsi delle dee, pur essendo gi impegnati. Mi sto deprimendo e la cosa pi stupida  che lo faccio da sola, sono un caso senza speranza. Per fortuna che nel film di Alex non mi risultano presenti tali dee. Sto divagando e questo serve per scongiurare quel vecchio timore che s'impossessa di me ogni qual volta sento puzza di bruciato distante un miglio, in questo caso ne sento la puzza anche se sta oltre oceano. Angie? Ci sei? la voce suadente, morbida e dal timbro roco di Alex, mi addolora. Sei sicuro che non sia tu quel che mi deve dire qualcosa? Posso tranquillamente sfogliare le riviste senza trovarmi sorprese sgradite? anche perch mi  gi capitato e vorrei evitare. Silenzio. Scosto l'iphone dalla bocca, perch uso sempre il vivavoce e lo fisso come se stessi guardando in faccia Alex. Il suo bel volto nel display mi osserva, con occhi verdi brillanti e un sorriso sornione che aleggia sulle labbra grandi come due canotti. Alex? temo davvero il peggio e cio che nel momento delle mie cruciali domande, la linea sia saltata e lui non abbia avuto il tempo di ascoltarle. Non capisco il motivo, ma ho la vaga impressione di stare sulle palle al destino. Dopo qualche scarica, mi arriva la sua voce a sprazzi. Tesoro? Scusami, ma ci sono problemi con la linea. Ci sentiamo presto, fai la brava, mi raccomando. Non faccio nemmeno in tempo a rispondergli quanto lo amo e quanto mi manca che il cellulare  muto. Vorrei fracassarlo per terra, ma me l'ha regalato lui e devo portare rispetto. Lo guardo lo stesso in cagnesco. Va bene, Angie, non  accaduto nulla, va tutto alla perfezione, promettimi che n domani, n per i giorni a venire comprerai quelle

maledette riviste. Avevo completamente dimenticato che la mia editor era al cellulare con il mio ex. Penso sia ancora l che cammina su e gi gesticolando come una forsennata, ma non c'. Caso strano, non vedo nemmeno alcun giornalista fuori dalla porta di casa e il telefono si sta risposando dalle fatiche dello squillar per nulla. Sara?. In cucina risponde concreta. Cammino speditamente, con la speranza che non mi dica nulla di quella sua telefonata. Sono troppo presa dal mio breve e scarno interludio con Alex per poter ascoltare chiss quali prodezze da futuro padre e marito provetto, anche se James e Sara non si sono mai degnati di diventare amici, un vecchio contenzioso per quel George che lei non adora pi, quindi la domanda mi nasce spontanea: hanno parlato di me? Rabbrividisco. Per logica dovrei arrivarci da sola, ma non sono cos modesta. Sara mi d le spalle e traffica con la macchinetta del caff espresso. La osserva come se dovesse fare il caff da sola. Mi avvicino e prendo in mano la situazione, dopotutto  casa mia. Da' qua le sfilo di mano la capsula, la inserisco nell'apposito vano, chiudo e premo il bottone. Il caff scende liquido, denso, profumato e ho gi l'acquolina. Faccio finta di non accorgermi che Sara  silenziosa e le sue mani tremano leggermente. Prendo la tazzina, ci metto una zolletta di zucchero di canna e gliela porgo. La fisso e mi restituisce un'occhiata sconsolata e triste, cos m'irrigidisco talmente che ci manca poco che la tazzina con il caff mi cada. Resto indifferente e me ne preparo uno, anche se l'avevo bevuto mezz'ora prima. Ne berrei a litri, anche se il mio gastroenterologo me l'ha sconsigliato, ma, da quando Alex se ne  andato, chissenefrega  diventata la mia parola d'ordine. Sono anche diventata pi scurrile da quando sto sempre insieme con Sara. Le cattive compagnie. Mi siedo accanto a lei e sorseggiamo la bevanda in silenzio tuttavia la cucina  piena di cariche elettrostatiche, ho persino i capelli ritti in

testa. Ora li porto corti e mi hanno detto che sto divinamente, per cui mi stanno davvero ritti come aculei. Ho i brividi lungo la schiena. Sono certissima che non vorrai sapere, per cui non ti dico nulla esordisce la disgraziata, battendomi sul tempo. Stavo giusto per dirle che anche se aveva qualcosa da dirmi, avrei preferito fare come gli struzzi. Non le rispondo e sorseggio il caff, come se quella conversazione non fosse avvenuta. Ma una sua unghia laccata di rosso batte sonoramente sul mio tavolo di legno di noce e anche se volessi essere eterea e svanire come un fantasma, purtroppo non posso farlo. Dato che Sara ha la lingua come un cane sciolto, come io avevo un tempo, ma poi ho debellato quel brutto difetto passandolo a lei, che  sempre stata una rompipalle, sono pi che certa che quel che le ha detto James di cos sensazionale, prima o poi me lo spiatteller e avr l'effetto di una bomba nucleare sul mio povero cuore. Alzo perci lo sguardo contrito e incazzato, funereo, sperando che non ci vada gi troppo pesante, ma tanto so che con lei non varrebbe nemmeno se le puntassi una pistola alla tempia. Non mantiene un segreto,  peggio di un uccello del malaugurio. Socchiude gli occhi pensierosa. Io ti voglio un sacco di bene, Angie, tu sei la mia migliore amica, no... Anzi, che dico? Per me sei come la sorella che non ho mai avuto. Tu una sorella ce l'hai, per ribatto con logica annacquata. Ah, ma Sabrina non conta, non abbiamo nulla in comune, le voglio bene, s, per carit, ma con chi mi confido se non solo con te?. Vai al sodo, Sara, e... S, anche io ti voglio bene e indorarmi la pillola non  nelle tue corde perch t'incarti sempre rimarco. Sorride. Allunga una mano e l'appoggia sopra la mia.  calda e confortevole. La stringo.  una cosa seria, quando ci sono io di mezzo c' sempre qualcosa di serio che mi riguarda. Non sono pi la giullare di corte. Si passa una mano tra i lunghi capelli ricci e poi punta di nuovo lo sguardo contrito su di me. James sta girando un nuovo film, un thriller pieno di azione, morte e tutto quel che ne concerne.

La blocco. Ehi, a me non interessa un cavolo, mi spiego?. Sara alza una mano per farmi capire che s, lei lo sa, era solo per introdurre quel che dovrebbe dirmi. Se parte dalle calende greche domani siamo ancora qui a parlarne. Si d il caso che lo stia girando a Miami. Le mie orecchie si tendono come quelle di un asino. Si d anche il caso che tra i vari set di film, quello degli streap-men si trovi poco distante da quello dove gira James. Le mie orecchie sono ora come quelle di Dumbo. Non la interrompo, ma lei continua a deglutire e non  buon segno. Cos, una sera la troupe di James va a sbevazzare in un pub, un VIP pub come li chiami tu, e.... Ma il cellulare di Sara trova il momento pi intelligente per squillare di nuovo. La mia amica rotea gli occhi in alto, osserva il display e mi fa cenno che quella telefonata deve assolutamente prenderla, poi con un altro mi promette che torner tra pochi minuti, lasciandomi macerare nell'incertezza. Ora che sto scrivendo il terzo romanzo delle avventure di Angie Moll, non ho la bench minima intenzione di vertere su un horror, e dare alla protagonista l'onore di trucidare tutti come in Shining. Desidero un romanzo romantico, meno tragicomico, pi chick-lit e possibilmente meno autobiografico Ogni volta lo prometto, ma alla fine adoro lavare i panni privati in pubblico. Sono un caso clinico. Cerco sempre di lavorare di fantasia, ma la fantasia  meno fantasiosa della mia realt, lei stessa m'invidia. Nel frattempo, odo le parole di Sara, credo che abbia problemi con un autore che rappresenta. Gli scrittori, brutta razza. Arrabbiarsi non le far bene, se la notizia per me  da codice rosso. Respiro a fondo, vorrei intonare un mantra, ma non ne conosco nessuno che possa calmarmi il pi velocemente possibile, per una camomilla potrebbe aiutarmi. Se impiego il tempo senza pensare a nulla, allora riuscir a sopravvivere quello necessario perch Sara ritorni. Dopo mezz'ora ormai scalpito come un cavallo da corsa. Sono in

fibrillazione perch la camomilla mi ha innervosito, se prendevo un ennesimo caff mi sarei calmata di pi. Sara si getta sulla sedia, stremata. Chiude gli occhi e poi sbraita di autori incompetenti e chi per loro. Lascio che si sfoghi, la comprendo. Dicevi? la interrompo nel bel mezzo di uno sproloquio in solitaria. Si blocca come se si accorgesse di me solo in quel preciso istante. Le sorrido e poi ritorna con la faccia pi rabbuiata di prima. Povera me. Ah, s. Dunque. James si trovava in questo locale, quando a un certo punto si accorge che c' Alex. Il mio cuore perde un battito. James e Alex, da grandi amici a rivali per colpa mia. In teoria, James si  comportato male con Alex perch ha fatto di tutto per dividerci sapendo che Alex provava qualcosa per me e io per lui. Si  messo in mezzo, pur essendo fidanzato con Anne e in procinto di sposarla. Ricordo perfettamente le parole di due anni prima, l'ultima volta che lo vidi: non  finita tra noi. Ho sfatato quella credenza. Lui si  sposato e sta per diventare padre. Angie e James non sono pi n una equazione matematica, n esistono elastici che ci legano. Solo che adesso sembra che stia arrivando un tornado di notevoli dimensioni pronto a devastare per sempre la mia serenit. E, guarda caso, James ne sembra l'artefice, ma non poteva farsi i cazzi suoi? Angie? Terra chiama Angie, mi ascolti?. Annuisco con la testa, cos prosegue concentrata. Alex per non lo nota, perch si trova in un posto appartato del locale. James vuole salutarlo, cos invece di ritornare sul set e andarsene a dormire, decide di rinnovare l'amicizia di un tempo. Strabuzzo gli occhi, sta parlando di James? S, s, proprio cos. Almeno  ci che James dice, eh? Quindi diciamo che dovremmo prenderlo con le pinze, magari si sono mandati affanculo, chi lo sa. Probabile replico. Ma  qui che la situazione diventa difficile per James.

Oh, e perch, di grazia? chiedo reprimendo un attacco d'ansia. Perch Alex non  da solo in quel pub dei VIP, ma con.... Non voglio sentire altro. Mi alzo repentina, sono inviperita, incavolata nera, un demone pronto a incenerire chiunque. No. James, voglio davvero uccidere James. Bene, il mio prossimo romanzo sar un horror. Rubo il cellulare di Sara, che non riesce ancora a capire cosa stia accadendo, perch ha a che fare con una folle in preda a una crisi isterica. Cerco tra le sue chiamate ricevute, la penultima. Sara non ha il numero di James, per cui vado per logica. Ma la sorpresa mi lascia esterrefatta. Sara ha il numero di James, perch lo leggo nella rubrica. Dopo te la vedrai con me, prima lui, per sbraito furibonda, come posseduta. Sara, contrita, cerca di frenarmi dicendomi qualcosa che sono certa sia importante, ma non le do retta. Si getta su di me placcandomi come un rugbista, ma sono pi allenata. Sguscio come un'anguilla e guadagno la porta di camera mia entrando e chiudendomi dentro a chiave. Batte con foga alla porta urlandomi di non fare la telefonata. Il cellulare squilla, ho il cuore che va a mille, perch sono due anni che non sento la voce di James, quindi spero di non cadere nei panni da prefica o peggio ancora in quelli di Angelica Hood, che ho lasciato pi di due anni prima. Me la stanno facendo alle mie spalle, la qual cosa mi fa diventare verde come Hulk. Odio Vico e i suoi corsi e ricorsi. Sara? Cosa c'? attacca senza nemmeno salutare. Per un attimo, sono convinta che stia parlando con me, per cui mi arrabbio per il suo mancato saluto. Per un istante, il cuore manca un battito perch mi rendo conto che la sua voce, melodiosa e dall'accento tipicamente scottish, mi  terribilmente mancata. Per un secondo, ho lo struggente desiderio di ritornare indietro nel tempo. Ma  tutto per un istante che se ne va all' istante. Cosa c'? Te lo dico io cosa c', testa di cazzo. Vorrei sentirlo da te,

James, dimmi... Quale nefandezza hai scoperto su Alex, adesso? E non mentire perch sai bene che capisco quando lo fai replico con voce astiosa, volgare quanto basta per mandarlo in bestia.  il momento della verit, Mckinney, avrai il coraggio di distruggere ancora la mia vita?

3. JAMES. 

Per quanto sia diventato una celebrit, mi rendo conto che non ho sempre voglia di gozzovigliare dopo le riprese. Un film pieno di adrenalina, come quello che sto girando, mi esaurisce talmente, che alle dieci me ne vado a letto sfinito e dormo come un sasso quelle sette ore di fila, per poi riprendere la solita routine il giorno dopo.  un film duro, il regista uno schiavista impossibile. Per  un genio, per cui gli concedo di trattarmi male senza recriminazioni. Non chiedo mai controfigure, anche se ci sono scene piuttosto difficili e pericolose, come inseguimenti in macchina, sparatorie e salti da altezze elevate. Non sono l'uomo ragno, ma me la cavo abbastanza bene, a parte alcune botte e contusioni che hanno richiesto l'intervento del dottore. Ci sono abituato, mi era anche successo durante le riprese di Moonlight in Paris, durante un corpo a corpo con Alex. Alex. Da tempo non ci vediamo. Plausibile, dato che vive con Angie e sono una coppia molto affiatata. Chiss perch ci penso proprio adesso. Due anni sono trascorsi senza vederla, n sentirla e ammetto che il tempo ha ricucito le ferite. Credevo che il matrimonio con Anne fosse come vivere in una gabbia e invece, con molta pazienza, siamo riusciti a instaurare un feeling che ci ha portato pian piano a voler costruire una nostra famiglia. Diventare padre mi far dimenticare ogni dolore vissuto precedentemente. Ho cancellato il passato e sto ricominciando daccapo. Angie non fa pi parte dei miei pensieri. Ogni tanto la sogno, ma non mi scopro arrapato come ai primi tempi, quando non accettavo di averla perduta per colpa mia. Il primo amore non si scorda mai, non voglio

dimenticarla. Solo che non  pi tempo per noi. Il mio cuore non freme pi per lei. Ehi, James, stai sulla luna? Immagino che diventare padre ti dia un bel po' di grattacapi, eh? salta su Daniel, interrompendo i miei pensieri. Lui  la mia nemesi nel film, il cattivo che ammazza solo per piacere. In realt,  un bel ragazzo, anche se poco sveglio. Non fa che prendermi in giro, ma non lo assecondo, perch non m'interessano le sue opinioni. Sorrido senza rispondere, prendo il bicchiere con la vodka e mentre lo alzo verso di lui per un brindisi al nostro film, mi blocco. Lo sguardo rivolto a un tavolo separato da una parete, che divide in due il locale, ma dal quale  distinguibile quella schiena che sussulta, come pure la sua risata. Che diavolo ci fa qui, Alex? domando a voce alta, tanto che Daniel, incuriosito, si gira. Ah, Lynch, s, sta girando un film su degli uomini che ballano lo streaptease, fortunato lui che se la spassa aggiunge, ridacchiando come un cretino. Sono basito. Avevo sentito parlare di quel film, piuttosto scabroso e senza una trama che invogli una persona intelligente a guardarlo, se non qualche donna a sbavare, per il quale nomi altisonanti del jet set Hollywoodiano gareggiavano a prendervi parte, ma mai immaginavo che ci fosse anche Alex. Beh, un bellone come lui non poteva rinunciare. M'irrigidisco. Se ci fossi stato io, Angie me lo avrebbe fatto rimpiangere a vita. Deve amarlo molto, se lo lascia libero di decidere autonomamente. Un punto per Angie, anche se non sono del tutto certo che lasciare Alex libero a quel modo sia intelligente. Con la coda dell'occhio lo scruto. Non riesco a vedere con chi sta parlando cos disinvoltamente, ma sembra che abbia bevuto. Alticcio  la parola giusta. Ma non sta insieme con la tua ex, la scrittrice? ribadisce Daniel. Grugnisco un s e lo ignoro, come se non m'importasse, per quel tavolo mi attrae parecchio.  anche tardi, ma sono incollato alla sedia. Reprimo il disgusto al pensiero che Alex stia facendo ci che non dovrebbe. Quella era la sua vita prima di conoscere Angie, che non merita pi alcun dolore.

Vorrei andar l e affrontarlo, ma lei non mi riguarda pi. Meglio lasciar perdere. Uhm, James,  tardi e domani si presenta una giornata movimentata continua Daniel osservando l'orologio. Annuisco, ma prima di uscire mi volto per vedere con chi si sta intrattenendo Alex e la sorpresa mi mozza il fiato. Lingua lunga Joyce farfuglio accigliato. Che? domanda Daniel, poi sbircia e ride con quella fastidiosa voce in farsetto. Sembra un mosca. Aspetta, ma come mai sta da solo con lingua lunga Joyce?  una mantide quella.... Appunto, va' pure, ci vediamo domani sul set. Daniel annuisce, senza chiedermi delucidazioni. Sar anche stupido, ma  discreto. Con una pacca sulla mia spalla, si congeda. Mentre mi avvicino ad Alex, non sapendo nemmeno che diavolo gli dir, penso a Angie e mi si spacca il cuore.

4. JAMES. 

Mi sto avviando verso il suo tavolo quando sono testimone di un incontro corpo a corpo che lascia poco adito all'immaginazione. Lingua lunga Joyce si alza, vestita da puttana, perch in effetti lo  oltre che un'attrice mediocre, si sporge oltre il tavolo che li divide, lo prende per la collottola della camicia, gli stampa un bacio sulla bocca e ci affonda anche la lingua, non per niente la chiamano l'aspirapolvere. Mi sembra di sentire pure il risucchio. Non  quello che fa lei che mi sgomenta, ma la reazione di Alex. La lascia fare. E sembra pure divertito, come se se lo fosse aspettato e gli piacesse. Chiudo le mani a pugno e vorrei colpirlo con tutta la forza che possiedo. Provo contrastanti emozioni, tra le quali l'ultimo avvertimento a Angie. Alex  abituato ad avere il mondo ai suoi piedi. Pur essendo un bravissimo ragazzo, non ama la routine, n qualcosa di duraturo, ma 

sempre di corsa, frenetico, poco amante delle abitudini. Mettigli le catene e cercher di far di tutto pur di sciogliersi e di navigare in acque agitate, con mare grosso e tempeste in arrivo. Joyce ha tette grosse. La tempesta sta arrivando, eccome. Un tornado di notevoli dimensioni che travolger per l'ennesima volta Angie e la far soffrire forse pi della nostra storia. Lui  ci che non ho mai voluto essere. L'ho amata troppo e stavo male proprio perch quell'amore mi pareva malsano. Mi suscitava paura amarla cos. Ho imparato ad amare anche Anne, ma in modo pi tranquillo, meno possessivo ed egoistico. Sto bene con lei, tutto fila liscio senza particolari scossoni. Come pu Alex far soffrire Angie ancora, dopo quel che lei ha passato a causa mia? Scoprir il suo tradimento tramite i video e le foto, magari adesso c' qualche paparazzo appostato dietro a una palma. La vita degli attori  cos, o siamo bravi e andiamo a letto presto, facendoci ignorare dai giornalisti di gossip, oppure sguazziamo nella merda e diventiamo cattivi ragazzi con un bacio o qualche avances con la donna sbagliata. In alcuni casi sono cose innocenti e ci andiamo di mezzo senza colpe, nella maggior parte, per, ce le cerchiamo. M'imbestialisce vedere Alex in atteggiamenti equivocabili in un locale che attira paparazzi a frotte. Se l' cercata? Lo fisso intensamente, sperando mi veda. No.  troppo indaffarato, ora la lingua ce l'ha messa lui e anche qualche palpatina. Se non fossero cos appartati, farebbero disgustare chiunque. Mi volto deglutendo bile e corro fuori dal locale mentre mi manca l'aria e i polmoni bruciano. Appena uscito mi accuccio, le mani sulle ginocchia, inspirando, ma fa un caldo da pazzi e comincio a sudare come un tricheco. L'umidit  molto alta a Miami, insopportabile. Che fare? Un tempo eravamo amici. Anche se ero innamorato di lei, in me c'era

il desiderio di proteggerla perch sapevo che, per quanto fosse caratterialmente forte, in fattore sentimenti era ancora una gracile bambina fiduciosa nell'amore di un padre, che l'aveva abbandonata a dieci anni. Per lei  tutto un corso e ricorso storico. Sembra che tutti gli uomini la feriscano indicibilmente e a volte senza rendersene conto. Ho una mia teoria a riguardo. Quando un uomo sta accanto a lei, alla lunga finisce per sentirsi inferiore. La capacit di Angie di amare  illimitata,  grande a tal punto che non ci si sente all'altezza di provare sentimenti cos belli e puri. Che cosa  passato nel cuore di Alex per porre fine in modo tanto terribile a una storia d'amore come la loro? Lo dir o continuer con lei come nulla fosse? Mi viene la nausea nel saperla ignara a scrivere romanzi d'amore, ispirata da uno come lui. Non posso nemmeno chiamarla di punto in bianco dopo due anni, perch so che non mi crederebbe mai. Ho perso punti ai suoi occhi, ora sono relegato alla stregua dei fessi. Eureka. Chiamer Sara, la sua editor e che i miei avi mi proteggano perch Sara  un osso duro e non siamo mai andati d'accordo.  la sua migliore amica e sono certo gestir la situazione meglio di me. Sar l'uccello del malaugurio, ma la supplicher di non dirle della soffiata, non voglio entrare in questa storia, anche se so che scatener degli eventi molto tristi e che vorrei essere vicino a Angie per confortarla. Le braci del nostro amore non possono essere rinfocolate. Il pericolo esiste, ma lo devo scongiurare. Per mille ragioni.

5. ANGIE. 

Non capisco pi nulla. Mi sento ardere dentro, mentre l'adrenalina scorre e le mani stringono il cellulare cos spasmodicamente, come se stringessero il collo di James. Per quale motivo, proprio adesso che sono felice, irrompe nella mia vita per annientarmi nel profondo? Perch devo avere sempre a che fare con le teste di cazzo del pianeta? Preferirei di gran lunga il gobbo di Notre Dame, sarei certa della sua

fedelt. Beh, no, nemmeno lui, non sono mica Esmeralda. Io amo Alex.  tutto ci che ho sempre desiderato. E non  James. Allora, sto aspettando... replico con voce bassa e minacciosa. Silenzio. Mi ha di nuovo chiuso il cellulare in faccia? Il cuore va in fibrillazione, se solo... Angie. Una parola, il mio nome in un sussurro roco. Occhi blu come il mare, capelli rossicci, labbra morbide create per baciare e perdo la battaglia in un nanosecondo. L'effetto James sembra non aver perso d'intensit. Ma che diamine. Sto aspettando, James, ti manca il coraggio?. Io... Sara non doveva.... Ah,  cos? Tu sei l'artefice di tutto questo e volevi passare la palla a Sara? Ma che razza d'uomo sei diventato, James?. Dio, Angie, sei intrattabile sibila incazzato. Stai gettando fango nella mia vita privata e sono io l'intrattabile, vero? Bene, mio caro, resta sul tuo pianeta rosa insieme con la mogliettina e il figlioletto, ma non rompere le palle alle persone che non se lo meritano. Io non me lo merito, forse tu hai dimenticato tutto quel che ci siamo fatti in passato, ma io no, James che razza di conversazione! Invece di parlare di Alex, parlo di noi due, mi si  fritto il cervello? Sara sta ascoltando con l'orecchio appiccicato alla porta e sbraitando pi di prima. Un altro po' e mi rompe le finestre con i suoi acuti. Effettivamente, sto esagerando. James ha ancora il potere di farmi perdere la bussola. Angie, credimi, non volevo sapessi nulla, ho chiamato Sara appunto per dirle che quel che ho visto non  sicuramente quel che.... Un campanello d'allarme. James ha visto Alex fare qualcosa? Sto tremando, i nervi a fior di pelle. Se ha ` visto' vuol dire che  una cosa molto seria. Se ha pensato di chiamare Sara, la cosa  seria, molto seria. Mi sgonfio come un palloncino, cado in ginocchio, il cellulare scivola via.

Sento la voce affranta di James che, allarmato, si sprofonda in mille scuse, lui non voleva farmi star male, ed  quasi sicuro di aver scambiato persona. Quello che ha intravisto non era Alex. E certo, perch ce ne sono altri di cos belli? Riprendo in mano il cellulare, mentre James sta snocciolando tutta la Bibbia e i sacramenti per farsi perdonare. James. Angie, avresti preferito che non te lo avessi detto? Che avessi voltato lo sguardo, ignorandolo, come se quel che c' stato tra me e te non fosse mai esistito?. Parole che mi fanno troppo male in entrambi i casi e non so quale dei due sia il peggiore. Sono senza forze, non ho voglia di rispondergli. Ascoltami, io... Io non sono andato da lui, non ho voluto, non me la sono sentita, ecco tutto. Spalanco gli occhi e la rivelazione mi trafigge ancora di pi.  in questo modo che dici di volermi bene, James? Alla fine sei corso ai ripari, senza intrometterti. Era un tuo amico, potevi, anzi, dovevi cercare di... Ma poi, che diavolo ha fatto, Alex? Dimmelo! incalzo. Mi sto struggendo per un amore perduto senza sapere che cos'abbia fatto. Magari ha solo cenato con un'attrice del film, una di quelle scimmie volanti che ho sentito quando mi aveva chiamata. Sorrido. Adesso capisco. James pensa che cenare con un'altra donna sia sufficiente per avermi tradita. Non so se debba offendermi oppure ridere. James, anche se fosse uscito con un'altra, credi che mi getter da un ponte? Non sono gelosa, io e Alex ci amiamo e se anche tu non ci credi, fattene una ragione aggiungo senza preamboli. Sto gi meglio, ma sono furiosa. Con chi credeva di avere a che fare? Con la vecchia e piagnucolosa Angelica? Mi ha sempre vista cos, non mi ha mai dato il beneficio del dubbio, uno dei motivi per cui tra noi  finita. Angie... Io... No, non  andata come credi... risponde sospirando rumorosamente.

Il mio cuore comincia a battere forte. Tachicardia. James  implacabile, da bravo dannato scozzese. Mi racconta ogni cosa senza risparmiarmi i minimi particolari. Credo che non user pi l'aspirapolvere. Dinanzi a me, tanti puntini bianchi e neri danzano vorticando. Mi abbandono in quel vortice e tutto si oscura.

6. ALEX. 

Sono un emerito bastardo. Che diavolo mi sta succedendo in questo periodo? Il film porta male, sono sceso a livelli di nefandezze oltre i quali c' la pura idiozia.  emersa la parte oscura di me stesso e quel che ero un tempo. Non mi piaccio. Ahi, Alex, diamine, sta' attento. Scusa rispondo con un grugnito a Matthew, al quale ho appena pestato il piede. Oggi non  giornata per le riprese. Non riesco a ballare, sembro imbalsamato, sono rigido e non ricordo nemmeno i passi. Mi fermo e mi siedo un istante, gridando `timeout' al coreografo. Mi guarda di sbieco, ma non m'importa la sua predica, adesso. I miei compagni di ventura cercano di stare al ritmo. I balli sono difficoltosi per chi non fa parte del mestiere. A volte mi sento come in un tritacarne. I muscoli devono essere sempre molto caldi, altrimenti potremmo stirarceli. Quando ballo sul palo, mi sembra che si stacchino dal corpo. Sono molto tesi, un passo falso e sarebbe la fine. Il film agli inizi mi galvanizzava, poi, durante le riprese, mi sono reso conto che non era una storia che avrei voluto recitare. Che idea avrebbe dato alla mia immagine d'attore rispettabile un film del genere? Non ambisco a recitare film porno. Perch diavolo ho accettato l'ingaggio e peggio ancora voluto a tutti i costi fare il provino? Ero posseduto quel giorno, poco ma sicuro. Adocchio le varie comparse sedute ai tavoli. Sono tutte donne, il range d'et varia dai venti ai cinquant'anni.

Tuttavia, hanno tutte la medesima faccia. Si leccano i baffi, sembra vogliano spogliarci con gli occhi, santo Dio. Sono carne da macello. Un oggetto da toccare. Il cervello  solo un optional, siamo giocattoli da usare a loro piacimento. In sostanza, il film sta tutto qui. Siamo un gruppo di uomini che ballano lo streap-tease in un locale, ognuno con una propria vita, ma alla fine il film  incentrato sulle nostre perfomance come streap-men, nulla di pi. Dicono che  il film pi atteso dalle donne, figuriamoci. Non vorrei mi strappassero pure le mutande. Il fatto pi terribile e illogico  che tutto questo mi stava piacendo. Mi sentivo adulato, non facevo in tempo a vestirmi che mi spogliavano e se non era per il film, lo era durante le feste in piscina. Un'azione voluta, quella. Sono anche un gran bastardo, una contraddizione vivente, un pervertito. Qui c' di che spassarsela e per un uomo giovane come me  il massimo. Schiocco le dita e una ragazza sarebbe disposta ad aprire pure le gambe. La fama alimenta tutto questo, non solo il mio bel faccino. Sono ritornato a essere lo stronzo di un tempo. Da due anni non lo ero pi. Mi sono allontanato dalla mia vita meravigliosa con Angie per qualche mese e guarda come mi sono ridotto. Il mio alter ego si  risvegliato dal letargo, ha soppiantato il buono e bravo Alex, l'uomo che ama profondamente una sola donna. Quel che pi m'infastidisce  che Angie  la prima e unica che abbia mai amato con tutto il cuore. Lei  singolare, eccezionale, inimitabile. Rispetta se stessa, non andrebbe mai dietro a un bell'uomo per dargliela la prima sera dopo un drink. Non mi vengano a parlare della parit di sessi, n di femminismo. In queste ragazze ne vedo poco e non faccio assolutamente nulla per far perdere loro la dignit. Anzi, alcune sembrano schiavizzate da determinati corpi maschili, come se un ampio torace, la tartaruga negli addominali, un sedere sodo e un attributo imponente, fossero l'unica cosa interessante in noi. Sono un bastardo. E infedele.

Credo ci voglia un analista, la faccenda  piuttosto seria.  seria perch anche se il mio corpo mi tradisce ed  schiavo del sesso, il mio cuore lo  di lei e del suo amore. Se Angie mi lasciasse, mi sentirei perduto. Ragion per cui, per quanto sia una gran testa di cazzo e abbia il piede in due scarpe, non le riveler mai e poi mai quel che ho fatto con Joyce. Sono andato in quel locale perch mi avevano detto che non era per VIP, n che c'erano paparazzi e altri giornalisti di giornali scandalistici. Non volevo fidarmi di Joyce ma mi tranquillizz a riguardo, forse avrei dovuto stare attento e andarcene in un motel lontano da Miami. Il danno  fatto e mi  pure piaciuto. Joyce mi ha fatto cose che... Il sesso con lei non  stato affatto banale, non che con Angie lo sia,  solo che con lei non mi scateno per timore di farle credere di essere un depravato. Con lei sono passionale, ma dolce e delicato. Angie  la donna che tutti vorrebbero amare, ma in pochi riescono a farlo come merita. Su questo James aveva perfettamente ragione. Quando  in vena creativa non pensa ad altro che ai suoi romanzi e legge, legge, legge, Dio quanto legge quella benedetta donna. I soldi li spende solo in libri. L'ultima volta che le ho visto comprarsi un vestito  stato un anno fa. Le ho domandato se decider di vestirsi con i libri, un giorno o l'altro, e mi ha restituito un'occhiata indignata. Di certo non  affatto schiava del sesso, n lo utilizza nei suoi romanzi, che in effetti sono ironici e sarcastici, poco erotici.  un'anima romantica e dolce, anche se piuttosto iena. Non gliene faccio una colpa, Angie  perfetta cos com'. Ha sofferto cos tanto, prima per il padre, poi per James. Non riesco pi a guardarmi allo specchio da giorni, le telefonate sono sporadiche. Non merita un uomo come me, ma non voglio lasciarla. Non voglio perch, a dispetto di tutto, io sono felice solo quando sto con lei. S, sono da psicanalista. Mi alzo di scatto e sbatto contro un torace. Ahi, cazzo, Alex, guarda dove metti i piedi rimbrotta Matthew. Continuo a scusarmi, non  normale. Matt mi fissa con intensit,

sembra mi stia leggendo dentro. Abbasso lo sguardo perch temo di tradirmi.  come un fratello maggiore per me, conosce tutta la mia storia nei minimi dettagli. Lo stimo molto, sia come attore, che come uomo. Al di fuori dal set  un'altra persona. Gentile, cordiale, un marito che ama la propria moglie e figlia alla follia e che durante le riprese sul set adora parlarne, anche quando si deve togliere i vestiti di dosso. Una persona da prendere come esempio. A lui, un film simile  utile solo per sbarcare il lunario, non per scoparsi le attrici, che gli sbavano dietro come se avesse vent'anni. Per essere un uomo oltre la quarantina,  un complimento, ma per Matt no. Odia vedere quelle oche, nemmeno le considera. La sua metamorfosi  per noi, attori giovani, un esempio concreto di come dovrebbe essere la vita di un attore serio. Il lavoro  lavoro. La vita vera  tutt'altra cosa.  seria, per l'appunto. Dev'essere tenuta lontano dal lavoro altrimenti si diventa succubi di un alter ego che non ci rispecchia. Noi non siamo i personaggi che recitiamo. A volte, per, si rischia di cadere in quella maledetta trappola. Per Matt la seriet  un marchio di fabbrica,  il motivo che lo ha spinto a prendermi sotto la sua ala protettiva, per cercare di redimermi. Ammiro i suoi sforzi, ma alla fine li ho vanificati e per giunta non lo nego. Sono un emerito bastardo. Ho solo ventisette anni, crocifiggetemi e lasciatemi sul Golgota a crepare! Lynch? il segretario di produzione mi fa un cenno con il dito. Matt mi guarda con occhi strani, quasi accusatori, mentre mi avvicino a Paul: Che c'?. Paul si toglie gli occhiali e cerca di pulirseli con un fazzoletto, sbuffa e sembra prolungare l'inevitabile. S, perch qualcosa dentro di me sa, che c' qualcosa che non va. Paul mi guarda contrito e risponde atono: C' di l un certo Mckinney, mi ha detto che lo conosci,  l'attore che ha vinto l'Oscar. Spalanco la bocca, mentre immagino i peggiori scenari. Che vorr da

me, James? Non sapevo fosse a Miami. Fisso con intensit Paul, gli sto sulle scatole e cos ogni pretesto  buono per farmi perdere le staffe. Dov'? incalzo, voltandomi a destra e sinistra. Alza il dito e lo punta al di fuori della sala di recitazione. Bene, ottimo, cazzo. Non lo ringrazio, mi giro invece verso Matt che mi osserva mesto. Sono stronzo e prima o poi dovr pagare per i miei errori. Inghiottisco e annuisco nella sua direzione, per dirgli che s... So benissimo che tutti i nodi sono arrivati al pettine e che James non  qui per una visita di cortesia. E se il mio fiuto non sbaglia, si tratta di Angie. Mentre esco, le gambe sono cos pesanti e il cuore talmente greve che mi sento un condannato alla sedia elettrica. Sar pronto al peggio? Gli sbagli si scontano sempre. Le conseguenze si pagano care. L'ho imparato da Angie, pensa un po'. Strano, ma vero, me l'ha insegnato proprio lei.

7. ALEX. 

All'uscita, il caldo mi mozza il respiro. Comincio a sudare. L'aria  irrespirabile e mi faccio vento con la mano, anche se non serve. In realt, sono cos preoccupato che il cuore ha accelerato i battiti. Mi guardo intorno e non lo intravedo tra la folla. Sono dalla parte riservata alla troupe e non devo nascondermi dalle fans, per fortuna. All'improvviso, l'occhio cade a qualche metro da me. Un uomo con un ciuffo di capelli ribelli piuttosto lunghi e spettinati che gli cadono sulla fronte, una maglietta blu e un paio di shorts color cachi si sta avvicinando. James  maturato. La barba rossiccia incolta  un must che lo fa sembrare non solo un duro, ma anche un ribelle figlio di puttana. Occhi blu, magnetici, carismatici. Se ci fosse Angie non avrebbe resistito al suo fascino. Digrigno i denti dalla rabbia. Calma, Lynch.

James mi sorride, tento di restituirgli lo stesso sorriso, ma non ci riesco,  pi forte di me. Lynch!. Mckinney!. Una volta ci chiamavamo cos per prenderci in giro, con ironia, mentre ora lo facciamo con sarcasmo velato. I tempi sono cambiati. James non si ferma, ma continua a camminare tranquillo, come se stesse pregustando qualcosa. Vendetta? Ne fiuto persino l'odore. Non mi resta che seguirlo. Camminiamo per cinque minuti buoni, in mezzo a quel bailamme che  un set cinematografico, ma a un certo punto m'irrito e lo blocco con una mano sul braccio. James si volta e mi fissa, quegli occhi gelidi m'impressionano.  arrabbiato. Con me? Ne intravedo le scintille. Andiamo nel mio camerino, l saremo tranquilli, ti va?. Annuisce e mi permette di precederlo. Recito tra me un mantra, per poter sopportare la sua fredda accondiscendenza. Non  passato inosservato l'esame che mi ha fatto appena m'ha visto. Mi ha squadrato dall'alto in basso con una smorfia. Non credo invidi i miei muscoli, avrebbe aborrito una parte in un film simile. Con lui mi sento sempre sotto esame, proprio perch  netta la mia inferiorit. Ha vinto pure un Oscar, ma non  da lui vantarsene, tuttavia quando le persone glielo ricordano si gonfia di orgoglio e gli luccica lo sguardo. Quell'Oscar  l'unico legame che ha con lei.  quello il motivo del suo vanto. La rabbia monta all'improvviso e fatico a controllarmi, infatti entrando in camerino inciampo sui miei piedi come un salame. James non fa una piega. Chiudo la porta dietro di me e lo guardo mentre si accomoda sul divano. Mi accorgo che ho solo quello, per cui stargli vicino non mi aiuter. James mi osserva di sottecchi sfidandomi. Con uno sbuffo, mi siedo ugualmente accanto a lui e ci pesiamo come su un ring. Ho le mani che prudono. Evitiamo le frasi di circostanza, Mckinney, ti va? esclamo senza

preamboli. Il suo sorriso  indecifrabile. Vorrei gi affibbiargli un manrovescio, ma mi trattengo. James  una persona tosta, un dannato scozzese, come dice sempre Angie. Pensare a lei non mi aiuta di certo. Alex, vorrei fare a botte, non sai quanto te lo meriteresti, soprattutto quando due anni fa mi hai fatto una ramanzina su alcune decisioni che avrei dovuto prendere, per non far soffrire una determinata persona di nostra conoscenza, ma a quanto pare non servono pi adesso, dato che predichi bene e razzoli male!. Quel discorso mi manda in tilt. Mi viene persino da vomitare. Avvampo d'imbarazzo perch non serve fare due pi due per comprendere dove voglia andare a parare. Joyce me la pagher cara questa, lei sapeva perfettamente che locale fosse. Brutta vipera. In certi casi, ragiono proprio con il cazzo, brutto a dirsi, ma  cos. James mi scruta con occhi indagatori. Sono gelidi cristalli di ghiaccio, mi trafiggono. Annaspo in cerca di qualcosa da dire, le mani tremano e mi sento perduto. Lei lo sa, gliel'hai detto tu. Bastardo! urlo spiazzato. Non sono io il bastardo, Alex, e no... Non l'ho fatto per vendicarmi, come al solito, quando c' di mezzo Angie, non sai mai che pu succedere.... Eccola l, nei suoi occhi socchiusi, quella sfumatura nostalgica di profonda adorazione. Macch, vi leggo brama, un desiderio represso che forse da tempo non affiorava in superficie. Non  facile soffocare i sentimenti e James non  cos bravo a nasconderli, se si tratta di Angie. Lo so alla perfezione. James china la testa colto in flagrante, ma sa che io so. Non posso crederci, l'ama ancora il maledetto. Povera Anne, una battaglia persa in partenza, sia per me che per lei. Ma non lo ammetter mai, il che viene a mio vantaggio, perch sono certa che Angie ami me, anche se a quest'ora credo vorr uccidermi. Non capisco come riesco a starmene cos calmo, quando in realt la mia vita  finita. Letteralmente. Forse me l'aspettavo. Che fosse proprio

James a rovinarmela  solo la ciliegina sulla torta, il finale degno di una soap opera. O di un film di seconda mano o di un romanzo, magari il nuovo di Angie? Gi,  lei che lava i panni in pubblico. James si alza brusco, non credo voglia star con me un secondo di pi. Faccio altrettanto, ma lo trattengo perch devo sapere. Mi anticipa alzando una mano. Senti, Alex, mi dispiace, davvero. Io ti ho visto in quel locale, Cristo, ma proprio lingua lunga Joyce dovevi scegliere? L'ha data a quasi tutti gli attori sui quali ha posato lo sguardo, quella  una vera puttana. Non sgranare gli occhi, n abbassarli, Lynch! E ora ascoltami, brutto cretino. Non ti  stato di esempio il mio comportamento con Angie? Che cazzo ti  saltato in mente, eh? Se non l'amavi pi avresti dovuto dirglielo, Alex, non comportarti come un bambino fesso e per giunta poco intelligente. Io ho solo chiamato Sara per avvisarla. C'era un paparazzo appostato dietro a una palma, Lynch, perch altrimenti a Angie non l'avrei mai detto. Sai bene quanto soffre per quelle dannate riviste di gossip. Sarei venuto da te ad ammazzarti di botte, te l'assicuro. Quindi, trova una scusa plausibile per il tuo comportamento perch non credo Angie ti perdoner facilmente, non te e non questa volta. Vorrei mettermi a piangere. Che razza di codardo, sono. Arranco dinanzi a James pensando a quanto sia stronzo, quando in realt non ha alcuna colpa. Anzi, mi ha fatto il piacere di avvisarmi, al suo posto io avrei gongolato di questo passo falso. A maggior ragione sono certo che l'ama ancora. Non  venuto per amicizia nei miei confronti. C' molto pi di quel che mi ha raccontato, anche se non lo ammetter mai a se stesso. Quante cose sappiamo l'uno dell'altro, quanta ipocrisia. Crollo di peso sul divano e mi copro il volto con le mani in un gesto disperato. Non era colpa del film, volevo provare a rivivere l'ebbrezza della mia vecchia vita da scapolo. Sentirmi di nuovo vivo e libero. Non credevo che stare con Angie fosse per me come una prigione, ma, in un certo senso, mi sentivo ingabbiato. Alex, amare qualcuno significa migliorare te stesso insieme con la

persona che ami. Essere un uomo migliore. Tu non volevi essere un uomo migliore insieme con lei? Dio, Alex, che casino hai combinato.  dispiacere ci che traspare dalle sue parole cos assennate? Devo trovarmi in una realt parallela. Non sono venuto a brindare alle tue disgrazie se  quello che pensi. Sto diventando padre, Alex. Alzo gli occhi di scatto. James mi sta osservando con intensit e una punta di rassegnazione. Vorrei dirgli che sono felice per lui, ma non ci riesco. Sai bene quanto me che la vita che stai vivendo non  quella che avresti voluto vivere, James da dove mi  venuta questa pillola di saggezza? Non potrei che battergli le mani se mi prendesse a sberle. Lo sguardo  vitreo, ha accusato il colpo, ma non reagisce, non contrattacca. Mi fa peggio di quel che avrei voluto, perch significa che ho detto una grande verit. Ho ragione. Come pensi di rimediare? incalza ancora. Mi fa terribilmente male al cuore questa sua lungimiranza. Preferirei che mi pestasse a sangue. Non ho intenzione di fare nulla, James, non c' futuro per noi, lo sai meglio di me. Mi trovo con la faccia sul pavimento e un forte dolore alla mandibola. In bocca il sapore ferroso del sangue, credo di essermi pure morsicato la lingua. Abracadabra. Ho trovato le parole magiche per essere picchiato. La mia rinuncia. Non vuole che mi comporti cos, perch altrimenti avrebbe campo libero. Agire come se gli importasse di me gli evita di pensare, per cui, se lo conosco bene, quel pugno non era per me, ma per se stesso. Un po' arzigogolata come logica, ma liberargli il campo in questo momento per lui cos delicato, equivarrebbe alla devastazione psicologica pi totale. La caduta di un meteorite avrebbe meno effetti letali. James sei fottuto e non te ne rendi nemmeno conto. O forse s? Mi aiuta ad alzarmi, mentre un rivolo di sangue scende dal labbro, mi offre persino un fazzoletto. Perch ragioni sempre col cazzo, Alex?. La mia natura, James, dovresti saperlo da tempo.

Credevo l'amassi ancora, che quella tua stupida avventura fosse un modo per evadere da una realt che ti fa paura, che voi due foste una coppia inossidabile, s,  cos Alex, vedervi insieme mi ha fatto credere che tu fossi la persona giusta per lei. Illogicamente pi giusta. Non riesci ad ascoltarti, Mckinney, vero?. James mi osserva interrogativo, non vuole ancora comprendere. Cazzate! Spara, che voglio saperlo da te, guru. Sorrido mesto e aggiungo: James, quando ti renderai conto che la vita che ora cerchi disperatamente di vivere e la famiglia che vuoi crearti  solo il riflesso di quella che avresti voluto con lei? Ami ancora quella donna e non potrai mai dimenticarla, nemmeno se facessi una squadra di calcio con Anne,  la verit e se anche mi picchiassi a sangue per avertelo detto, quello che non capisco ... Perch non vedi dentro te stesso una buona volta? Certo che l'amo, pi di qualsiasi altra in vita mia, ma so purtroppo che la mia battaglia  gi persa in partenza! Capito, Mckinney? Persa sbraito contro di lui con tutto il fiato che posseggo. Resta di fronte a me, muto, rigido, mentre stringe i pugni, le braccia lungo i fianchi, la mascella trema, gli occhi mandano lampi, ma non replica. Esce dal camerino, lasciandomi senza una plausibile risposta. Quella che avrei voluto ascoltare per trovare il coraggio che mi manca. Non  solo lui il vigliacco.

8. ANGIE. 

Sono affannata, il respiro corto, e sudo. Sudo davvero tanto. Strano, sono ancora giovane per la menopausa. Ho una pletora di capelli bianchi, causati da una miriade di angosce e dolori patiti, il mal di schiena, il mal di pancia e credo di avere anche la pressione bassa. Fai davvero schifo, Angie, non ti rendi conto che  inutile ridurti cos per quel bambolotto?.

Ehi, ehi, non mi sono ubriacata, n mi sono buttata sulla serata nonstop-film di Alex se  questo che ti preoccupa. Sto invecchiando e forse questa ennesima mazzata ha accelerato il processo. E poi, smettila, non ho intenzione di sentire altre battute al vetriolo su di lui, intesi?. Sara indignata guadagna a passo di marcia la camera da letto, avvicinandosi minacciosa. Mi punta un dito contro e ringhia: Quel che vorrei  spaccargli quella faccia da Ridge dei poveri. S, non mi contraddire, che lo sai benissimo, quel brutto mascellone ti ha tradito con un'attricetta qualsiasi, mentre tu piangi per lui. Se non fosse perch  morto e sepolto, direi che Vico abbia fondato la sua teoria su di te!. Mi soffio il naso e sbuffo contrariata. Non ho la forza per arrabbiarmi e non ne capisco il motivo. Dopo la rivelazione di James sono svenuta. Il colpo  stato duro e sferrato dall'uomo che ho amato alla follia per molti anni, si  rivelato simile a un macigno sceso pesantemente sulla mia testa. In un certo senso, il fatto che sia stato James a scoprire il tradimento di Alex mi ha sconvolto. Un passo falso che agli occhi di James equivale a una sconfitta da parte mia. Mi sono sbagliata. Ho fatto male a fidarmi di un giovane, cos giovane. Avrei dovuto dar retta agli avvertimenti velati di James, che lo conosceva molto meglio di me. Ma due anni varranno a qualcosa? Non sono stati n due giorni, n due mesi, ma due lunghi anni, costituiti da trecentosessantacinque giorni di puro e delizioso amore. Quindi settecentrotrenta giorni di devastante, estatico, appassionato amore. Quando la matematica non  un'opinione. Di contro, ammetto che quando scrivevo, vivevo come un'eremita. Di contro, quando recitava o doveva presentare qualche film, scompariva per settimane. Di contro, c' stato un periodo lungo qualche mese in questo anno che ci ha allontanati, ma per colpa esclusivamente mia. Di contro, per, c' da dire che per merito di un uomo meraviglioso che ho conosciuto, la mia vita si  ridimensionata, anche a livello spirituale, e io e Alex siamo ritornati pi innamorati e felici che mai. Forse non saranno stati settecentrotrenta giorni, ma  l'amore che

conta. Per quanto Sara sbraiti e s'infuri con Alex e cos pure Dante, che  volato da Parigi dove vive sei mesi all'anno con un grande amore che ha soppiantato Alberto, per venire da me e spalleggiare la mia editor, non sono in grado di essere arrabbiata parimenti. Sto invecchiando, lapalissiano. Perch l'unica cosa che penso  che... No, non voglio perderlo, questa volta non rischier di rovinare ogni cosa. La tua logica  annacquata, purtroppo non sei stata tu a rovinare tutto. Angie, pensavo che fossi pi razionale, ma hai solo i prosciutti del fisico di quel bambolotto negli occhi. Non  una sconfitta per te, ma una rinascita, tesoro, credimi. Un attimo, io sono gi rinata e risorta come una fenice qualche mese prima, perch diavolo devo incenerirmi di nuovo per risorgere? Vorrei porre questo quesito alla mia amica che sa tutto, ma mi trattengo. Non voglio darla vinta a James, non voglio che se la rida sotto i baffi, Sara. Non lui, non questa volta, mai pi mi scopro a piangere, mentre sto preparando la valigia. Ebbene, parto, ma non  importante in questo momento. Ci che importa, adesso,  quel che ho appena rivelato a Sara. Forse sono posseduta da un'altra entit che sta parlando al posto mio? Improbabile, non sembro affatto la ragazza dell'esorcista! Quella verit mi mozza il respiro. Sto singhiozzando e non riesco nemmeno a fermarmi. In realt mi fa pi male che l'abbia visto James, che non il tradimento in s. Perdonerei ad Alex tutto quanto e quando dico tutto, dico sul serio. Alex  parte di me, come un braccio e una gamba, restare senza di lui, sarebbe come essere amputata. Ma James... Quando entra in scena, quel che vivo, sono, faccio, perde di significato, come se avesse operato su di me un sortilegio impossibile da cancellare. James lo stregone di Scozia. Gi. Quella innegabile rivelazione mi devasta. Che cosa vuol dire? Come mai la mia sofferenza in un modo o nell'altro  sempre imputabile a quel dannato scozzese?  uno stregone con enormi poteri.

La mano di Sara mi accarezza un braccio. Angie... nemmeno lei sa cosa dirmi. Sono un caso clinico, senza speranze di salvezza. Forse, se fossi stata posseduta sarebbe stato meglio, almeno non me ne sarei data la colpa. James. C' sempre lui di mezzo,  come la gramigna, non muore mai. Avevo detto di essere immune al suo virus e invece sembra non esserci cura. Sono condannata da una malattia rara e incurabile. Osservo Sara con rabbia: Sara, non dovevi dirmi che  stato lui a vedere Alex, se davvero sei la mia migliore amica sibilo furente. Sara indietreggia colpita dalla veemenza delle mie parole. Si rabbuia e abbassa la testa: Scusami, sono una fessa, ero convinta che James non fosse pi campo minato, volevo tentare di mediare un po'. James sar sempre campo minato, mi pare abbastanza ovvio. Scusami, s, lo so, sono una cretina, fustigami, adesso, me lo merito. Ok, passami il battipanni che ti batto sul culetto. Un sorriso a tutti denti restituito con gli interessi. Mi arriva una cuscinata tale che mi stende sul letto. Gli occhi scintillanti, osservo la mia amica squinternata con un ghigno. Vuoi la guerra? E guerra sia. Volete dimenticare un dolore? Fate a cuscinate con la vostra migliore amica e ritornerete a sorridere. Pi o meno. Tra risate e lacrime alla fine siamo esauste e spossate. Ci guardiamo e poi ci abbracciamo.  Sara che mi asciuga le lacrime adesso. Sei sicura di andare a Miami? Non potresti lasciarlo a marcire in quell'inferno di film dove hanno sempre le mutande abbassate? Non potresti telefonare al tuo guru, Sananda, e domandargli se stai facendo la cosa giusta?. Mi alzo dal letto confusa e nego con il capo. Riprendo a preparare le valige mentre il cuore  pesante. Sananda, il mio guru spirituale. S, certo, dovrei telefonargli. Preferisco di no, voglio che sappia che me la sto cavando alla perfezione,  lui che mi ha detto che Alex  l'uomo della mia vita. Cio, non esattamente: mi ha detto che lo sarebbe se non avessi un moscone

che mi gironzola sempre sul naso. Papale, papale. Dannato moscone scozzese. Non si  fatto nemmeno pi sentire quel bastardo, solo per quello io lo avrei mandato a... fortunatamente il mio cellulare squilla, salvandomi dalla scocciatura di sentire sempre le solite dalla bocca della mia editor, che sembra da giorni un disco rotto. Adocchio il display e mi manca il respiro. Comincio a sudare di nuovo e sembro appena uscita dalla doccia, solo che in questo caso puzzo. Non ho la forza per rispondere. Sara si avvicina, ma le intimo di non intromettersi,  come se il cilicio si fosse materializzato nelle mie mani perch si ferma, rigida come uno stoccafisso. Lascio squillare e attendo di calmarmi. Ciao attacco inespressiva, dopo due minuti buoni. Nonsonoaffattoarrabbiatanelsaperecheseiunfottutofigliodibuonadonn a Ciao, non credevo mi rispondessi... replica. La sua dolce voce mi sconvolge sempre. Alex mi fa questo effetto. Occhi a mandorla verdi con pagliuzze dorate, ciglia all'ins, labbra morbide e grandi come canotti, mani forti, che danno piacere e che sanno come proteggere. Sembra trascorsa un'eternit. Mi manca terribilmente. Lo amo. Malgrado ci, siamo cos lontani, non solo per i chilometri che ci separano. I nostri cuori sono distanti. Silenzio, nel quale non mi sento affatto a mio agio, perch avverto onde piuttosto negative che mi raggiungono dall'altra parte di quel maledetto oceano. Comincio a tremare. Angie... Io... James... Ci siamo visti, ecco... Non, non so come spiegarmi.... Alex, tutto si pu superare, ti capisco, sei giovane, hai tutte quelle tette e culi davanti, capiterebbe pure a me, se fossi un uomo naturalmente ebbene, sono impazzita,  una telefonata surreale.

Eh? Mi dispiace, Angie, io ti amo, ma non posso... Non meriti uno come me. Beh, certo, non merito uno che mi tradisce, ovvio, chi se lo meriterebbe? Mi sgonfio come un palloncino, ero convinta di avere il coltello dalla parte del manico, ma se lui vuole mollare la nostra storia in questo momento, non so come potrei reagire. Mi sgretolerei in mille pezzi. No! Alex, senti, ci sono delle cose che devo dirti. Dobbiamo parlare, ti prego, evitiamo queste baggianate, sai bene che non sopporto quando mi si lascia al telefono. James, maledetto James. Angie, io pensavo che fossi arrabbiata, io... Oh, Angie, lo sai che ti amo, vero? prosegue con voce greve, quasi affannata. Vorrei piangere dalla disperazione. Ho dubitato di lui, lo ammetto, ma so che mi ama. Lotter per Alex, anche se mi trasformer in una femmina di alce. Andr a Miami, attender che termini il film e poi lo riporter indietro, anche se dovessi incatenarlo o prenderlo a calci nel sedere. Aspettami Alex, sto arrivando. Domani parto e dopodomani sono a Miami lo faccio per te, perch fosse per me, verrei a nuoto invece che prendere un aereo. Che cosa? sbraita. Eh?. Ma non era lui che voleva appianare le divergenze? Faccio il replay della nostra conversazione e cerco di carpire altri significati reconditi. Quelli sottintesi, i detti non detti, sono un asso nello scovarli. Alex, non puoi.... Ho la vaga impressione che ci manchi tanto cos a diventare una piagnucolona, una prefica, la signora nessuno. Angela Hood e il suo ritorno, prossimamente sui teleschermi. Vico, dovevo sposare te quella volta. No. Mai. Ommmm, respira, inspira, respira, inspira.

Un'attesa infinita, mi sembra addirittura di sentire le rotelle del cervello di Alex che ronzano, girando con qualche cigolio. Credo ne abbia una sola a questo punto, perch non si degna di rispondermi. S, effettivamente, qualcosa non va. Angie, tu sei magnifica. Non credo amer mai altre cos tanto come te, ma... Saresti una stupida se mi volessi ancora, non credo di essere degno di te. No, non  una scusa,  la sacrosanta verit. Tu e James, l'ho sempre detto io. Sei libera di trovare la vera felicit, addio. Mi chiude il cellulare senza che possa replicare a quella filippica. Resto con l'i-phone in mano e lo sguardo perso nel vuoto. Mi ama, ma non vuole lottare per me. Non  da lui. Qui c' lo zampino di James, me lo sento. Deve essere cos, altrimenti ho perduto di nuovo. Io e James non siamo pi niente, perch Alex non lo capisce? Sara mi scuote e cerca di confortarmi, ma non riesco a parlare, a pensare, a riflettere. Il mio mondo  andato in pezzi per l'ennesima volta. Alex mi ha mollato. James, vade retro, tu e la tua sfera di cristallo. Sananda, aiutami. La mia vita sta affondando di nuovo nella melma. Tento di respirare a fondo, congiungo pollice e indice, alzo le braccia, chiudo gli occhi e canto un mantra per rilassarmi, ma con scarsi risultati.

9. ANGIE. 

La vita riserva sempre delle sorprese. La maggior parte delle persone, quelle sane di mente per, si impegna per viverla al meglio, dignitosamente, rispettandosi e tentando di migliorarsi. Parecchi mesi fa, prima di questo ennesimo patatrac, la carriera di scrittrice era diventata pressante a tal punto da mandarmi fuori di testa. Sembravo uno zombie e mi comportavo come tale. Dovevo ai lettori la mia celebrit e dato che sono una perfezionista, tutto quello che scrivevo non mi soddisfaceva.

Mi gravava sulle spalle una responsabilit non da poco e non avevo mai considerato di fermarmi un po' per ricaricare le batterie. Volevo rigenerarmi, trovare ancora soddisfazione nello scrivere, senza essere spinta a farlo perch gli altri se lo aspettavano. Ero diventata intrattabile, nervosa, irascibile, mi ero ienizzata alla massima potenza, oltre la quale esiste il delirio di onnipotenza, e nessuno mi sopportava pi. Se mi avessero scritturato per un film horror, avrei avuto un gran successo. Io e Alex eravamo a uno stallo. Non sopportavo nemmeno lui, a dire il vero. Era troppo pieno di energie e non riuscivo a stargli dietro. Lo reggevo a mala pena e mi infastidiva che volesse sempre uscire e andare a ballare in discoteca (che fosse in quel periodo che il ballo lo infervor a tal punto da volerlo provare sul set?) oppure fuori a cena, due sere s e una no, mentre io ero sempre tanto stanca e poco disponibile. In effetti, le mie defezioni mal tollerate avevano subito delle ripercussioni. Alex aveva finito per uscire da solo e la mia casa era diventata un albergo. Andava e veniva come gli pareva, dato che aveva le chiavi. Alcune volte non lo vedevo nemmeno. Il nostro rapporto era in crisi, ma nessuno dei due ammetteva che lo fosse e cos prolungavamo il momento fatidico, ignorandoci bellamente. Da brava zombie, non curavo pi il mio aspetto, mangiavo schifezze e stavo ingrassando a dismisura, strascicavo i piedi e invece di parlare mugghiavo a bassa voce, `ehhh'. Chi mi incontrava scappava a gambe levate pensando fossi uno zombie vero e proprio. Sara incalzava per un nuovo romanzo, pi ironico e coinvolgente del precedente, mentre visitavo cimiteri nei miei panni zombeschi, determinata a seguire la scia di King. Alla fine, odiavo sia me stessa che le cavolate che scrivevo. Urgeva una decisione repentina. O venivo redarguita come una bambina da tutti coloro che mi amavano, oppure ricominciavo daccapo. Avevo optato per la seconda, perdere sempre chi amavo stava risultando alquanto poco intelligente e Angelica Hood cominciava a starmi sugli zebedei.

E nel bel mezzo della mia voglia di recuperare il mio io spirituale, di risvegliarmi e risorgere dalle ceneri come l'araba fenice, avevo fatto l'incontro degli incontri, quello che ti cambia la vita, che t'illumina d'immenso, che ti ritempra l'anima, che ti porta a vette elevate di serenit con una sola parola: OM. Sananda Deva  il mio salvatore. Il mio guru spirituale. Sananda Deva, alias Maurizio Mauri, ecco perch mi piace chiamarlo con il nome spirituale, che  decisamente pi originale. Come l'ho conosciuto? ...Durante una delle numerose ed estenuanti presentazioni di Sogni Apparenti, un'amica dell'amica di Sara mi prese in disparte. Oltre a farmi i complimenti per il mio romanzo, che apprezzai molto, mi squadr da cima a fondo e schioccando la lingua, negando con la testa, come se stesse guardando la figlia del ciclope, mi apostrof: La tua aura  parecchio sporca, sai?. Sgranai gli occhi stranita. Non ero interessata alle discipline spirituali o new age, a volte mi sembrava sfornassero tante idiozie solo per spennare qualche rimbambito credulone. Mi prese la mano e la scrut con aria saputa, schioccando sempre la lingua, tanto che mi convinsi avesse un tic. E chi non ne ha? Il mio tic si chiama Alex. Scusa? replicai di rimando, a quelle diavolerie dell'aura e compagnia bella non credevo affatto. Ti vedo davvero spenta, sei sotto stress, hai anche un periodo turbolento con il tuo attuale fidanzato. Stai cercando invano qualcosa che non riesci a trovare, pure la tua vena creativa  spenta ero stupefatta, poi indirizzai uno sguardo di indignazione a Sara. Ovvio, le aveva raccontato tutto, altrimenti come poteva averlo intuito da quella beata aura? In effetti, ero piuttosto incazzata con Alex, che aveva disertato la presentazione per timore delle fans. Ero cos arrabbiata con lui per il poco rispetto nei miei riguardi, che mi ero anche vestita di nero. Vedi... Nero? domandai con consapevolezza cercando di stemperare l'atmosfera. Mi restitu un'occhiata interrogativa e mi diede pure un colpetto di circostanza sulla mano con aria di chi la sapeva lunga. Mi sorrise e replic: Oh, no, no, per carit, non stai mica morendo, non sei

nemmeno uno zombie. Mi feci gli scongiuri. Tentai di sorriderle, ma mi usc una smorfia. La conversazione assunse connotati grotteschi, poich l'amica dell'amica di Sara snocciol tutte le malattie che avrei potuto avere in futuro, oltre a quelle che presentavo in potenza in quel momento. Se non pensavo di pi a me stessa e alla, come diceva lei, mia interiorit, e soprattutto non decidevo che strada intraprendere o che cammino seguire, tutti i problemi non risolti sarebbero diventati a poco a poco malattie da curare. Prevenire  meglio che curare. Pensai che fosse il caso di farmi un chek-up, non perch le credessi, ma perch mi stavo convincendo portasse una leggera sfiga. Prima di congedarmi, per, mi regal un opuscolo. Parlava di un'associazione, il giardino dei sapienti. Nella locandina pubblicitaria era raffigurato un giardino rigoglioso con delle persone inginocchiate in preghiera, tutte vestite di bianco. Quella foto mi ispirava calma e serenit. Provavo sintonia con tutti loro, anche perch Donna Maria ha fatto un buon lavoro con me in precedenza. Che fosse un segnale divino? Ti cambier la vita, Angie, vedrai. Restai con la locandina tra le mani e negli occhi una muta domanda, che non volevo fare all'amica dell'amica di Sara per educazione. Eppure continuava a girarmi in testa: Chi  Sananda Deva? Una persona vera?. Con un sorriso a tutti denti, si conged da me come se avesse sempre avuto a che fare con dementi del mio calibro, mentre quel quesito rimase senza risposta. S, desideravo conoscere Sananda Deva, chiunque fosse. Mi accorsi con stupore che l'associazione non era lontano da casa mia. Svestii i panni della zombie e cercai qualcosa per non equivocare, ma che desse il messaggio chiaro: voglio rinnovare me stessa, voi siete perfetti per farmi rinascere. Scovai nel fondo dell'armadio un caffettano bianco e fuseux bianchi. Sembravo un'infermiera, ma forse avrei dato l'impressione giusta alle persone giuste, anche se non conoscevo nessuno e non sapevo che cosa mi aspettasse. Andavo perci sulla fiducia. Alla cieca. Fare gli

scongiuri era d'obbligo. Sara, da brava amica passaguai, mi fiss sgomenta per un paio di minuti prima di sbellicarsi dalle risate. Sbuffai come un toro, ma non mi cambiai per nessuna ragione al mondo. Se Sananda era quello che tutti dicevano, mi avrebbe accolto a braccia aperte e aiutato a riprendere in mano la mia vita, anche se mi vestivo come una suora. Vestirmi di nero o di grigio m'inquietava, dati i trascorsi con l'amica dell'amica di Sara. Temevo per la purezza della mia aura. Il bianco era d'uopo. Per precauzione, non avvertii dei miei piani Donna Maria. Se avesse saputo che rifuggivo Don Francesco, preferendo qualcosa di assolutamente pagano, mi avrebbe fustigato con il cilicio. Non li ho mai visti, ma potrebbe averne uno in casa, magari all'interno del reliquiario fatto di santi, santini, statuine votive, rosari e acque benedette. L'incontro con il mio guru spirituale, colui che realmente mi ha aiutato a risorgere dalle mie ceneri e non  un eufemismo,  stato perci alquanto bizzarro. L'associazione si trovava in uno stabile anonimo, che da fuori mi sembrava un ospizio. Aveva persino i muri scrostati. Mi domandai dove fosse il bellissimo giardino della locandina quando, voltandomi, ne intravidi un piccolo lembo: due piante mezze rinsecchite e una giungla di arbusti. Restai dubbiosa sulla soglia, nel cuore una strana sensazione, delusione? Un pochino. Ma le apparenze ingannano sempre, cos mi feci coraggio ed entrai. Non c'era anima viva. Non sentivo nessuno intonare cantici celesti, non sapevo dove andare, c'era solo un lungo corridoio e tante porte bianche. C' nessuno? domandai con voce flebile. Camminai lungo il corridoio, fino a che mi sembr di sentire una lieve nenia. L'ultima porta bianca. Respirai a fondo e apro. Restai a bocca spalancata, impalata come uno stoccafisso. Cercai di sorridere. Ehm, salve dissi a una dozzina di persone vestite d'arancio disposte in circolo. E ti pareva che avessi sbagliato colore d'abito!

Indietreggiai piano per guadagnare l'uscita, scusandomi per l'intrusione, rossa d'imbarazzo. Nessuna di loro alz la testa, come se non si fossero accorte di me. Stavano seduti nella posizione del loto, occhi chiusi, gambe incrociate e intonavano una cantilena piuttosto triste e fastidiosa alle mie orecchie poco abituate. A fianco c'era un uomo con in mano una specie di pentola e uno stantuffo di legno e lo rigirava su questa, con il risultato che ne usciva uno strano suono metallico alquanto assordante, che mi faceva vibrare i denti. Solo uno di loro sollev il volto. Spalanc gli occhi come se mi avesse riconosciuta. Con un largo sorriso si drizz avvicinandosi a me come se fluttuasse. I suoi passi erano silenziosi, il sorriso mi attraeva come un magnete. L'uomo pi carismatico che avessi mai incontrato. Alto, spalle ampie, occhi verde muschio, sorriso accattivante, mi ricordava un... attore? S, cavoli, uno molto famoso. Eh, no, Angie, basta, sei tarata, fatti curare da uno psichiatra, pensai avvilita. Balbettai parole senza senso, quando quell'uomo bellissimo mi afferr le mani tra le sue. Avvertii un calore che si diffuse in tutto il corpo e mi rasseren. Si scost da me, pieg la testa da un lato, inarcando il sopracciglio che gli confer un'aria molto sexy e poco spirituale. Non ti preoccupare, tesoro, vedrai che ritroverai te stessa. Non ho mai saputo come facesse a conoscere la mia situazione da zombie sfigata, n gliel'ho domandato, ma credo non ci volesse un mago per intuirlo dalla mia faccia. Quando incontri Sananda ogni risposta non  mai quella che ci si aspetta. Non l'ho divinizzato, ma la sua straordinaria pazienza e le peculiarit come guaritore sono encomiabili per una scettica come me. Eh, s, anche il suo charme mi ha ammaliata.  cominciato cos il mio percorso spirituale con Sananda Deva. Ha salvato la mia vita e la mia relazione con Alex, anche se gi a quei tempi mi aveva redarguito sulle mille difficolt che avrei incontrato a causa di quella mosca che gironzolava sempre sul mio naso.

10. ALEX. 

Alex, avanti, sei troppo rigido, lo so che  da copione, ma cos una scopa sarebbe migliore di te. Che ti prende? La scena in cui devi abbassarti gli slip la dobbiamo fare oggi, chiaro?. I presenti ridono a quella che dovrebbe essere una battuta, ma preferirei recitare in un thriller e sterminarli tutti, nessuno escluso. Mi hanno dato la bicicletta,  giusto che pedali, ma ho perso l'entusiasmo. Annuisco al regista, pur odiandolo cortesemente. Non ne ha colpa. Semmai  solo mia. In questi giorni faccio davvero schifo, di questo passo perder la reputazione e non avr pi alcun film da fare in futuro. Chissenefrega, s, proprio cos, non me ne frega un cazzo. Chiudo gli occhi e respiro a fondo, mi manca l'aria, fa un caldo pazzesco e per quanto sia quasi nudo, mi sembra di ardere. Alex, senti, ci sono delle cose che devo dirti. Dobbiamo parlare, ti prego, evitiamo queste baggianate, sai bene che non sopporto quando mi si lascia al telefono. Le sue parole mi martellano da giorni. Le mie invece mi marchiano a fuoco il cuore, dilaniato da una decisione avventata, che mai avrei voluto prendere. L'ho lasciata andare per potermi un giorno rendere conto di quanto la vita senza di lei sar insulsa, proprio come il film che sto girando. Azioni da scontare, responsabilit da sobbarcarsi, incapacit di relazionarsi con le donne, dopo aver tradito quella che amo. Un caso clinico? S, portatemi in clinica e gettate la chiave. Mi sto torturando da solo, mi sono gettato fango addosso, mi sto perdendo. Al pensiero che James possa approfittare della situazione, gli spaccherei la faccia. Alex, sii ragionevole, te l'ha spaccata lui cercando di aiutarti. Ma sei del tutto partito con la testa? Alex, svegliati, non stiamo giocando!. Sollevo gli occhi, mi sono dimenticato di dove mi trovo. Spalanco gli occhi, mi stanno fissando con sdegno. Credono che la stia prendendo troppo alla leggera, come si sbagliano! Il regista si avvicina mentre sono sul palco e mi devo per forza abbassare i pantaloni davanti a una ragazza, la devo toccare e pure baciarla

infilando la lingua. La osservo. Ci manca poco che sbavi,  carina, ma al solo pensiero di quel che devo fare con lei, vomito. Credo abbia l'et di Angie, ma... E se ci fosse lei al suo posto? Se tutto questo fosse vero? Sembro l'antitesi del pervertito che ha scopato con Joyce. Sono folle. Fino a che non ci si mette nei panni altrui, non si potr mai capire. Ora comprendo come si  sentita Angie quando mi ha lasciato libero di recitare in un film dove, da bravo ragazzo ingenuo divento: un drogato, gran scopatore e quell'ossessione mi rovina la vita per sempre. Una trama banale, lo ammetto. Ricordo che una volta mi raccont di essere entrata in uno streap-club non sapendo che lo fosse e l conobbe Roberto, il fotografo, ed ebbe una relazione con lui dato che James l'aveva abbandonata al suo destino. Il tarlo della gelosia mi rode al momento e al posto sbagliato. Angie non ne fa mai menzione, ma so da Sara che quell'uomo era entrato nel suo cuore molto velocemente e altrettanto ne era uscito per andare in un luogo pericoloso per lavoro. Un uomo serio, maturo, non un bamboccio come me o uno psicopatico come James. Nella vita di Angie gli uomini sono una calamit naturale. Il suo guru, Sananda Deva, ha fatto con lei un buonissimo lavoro restituendole amore e fiducia in se stessa. Come mai proprio adesso ricordo il discorso che mi ha fatto la prima volta che l'ho visto? Caro Alex, l'et non conta, dato che avete vissuto insieme pi di una vita. Anche se non rimarrai con lei per sempre, ricordati che tutto quel che vi accade ha uno scopo ben preciso. Quel giorno l'ho fissato meditabondo, poco incline a certe stronzate new age, ma in fin dei conti ne sono stato sempre certo: Angie mi ha cambiato radicalmente e con lei sono maturato. Non capisco che ci faccio qui a Miami quando vorrei amarla e fare l'amore con lei.  il mio lavoro, devo terminare il film. Ho perso l'entusiasmo perch ho abbandonato l'unico punto di riferimento. L'ho perduta e mi sento perduto.

11. JAMES. 

Ehi, James. Poso lo sguardo sul mio truccatore, mi prende il volto e lo osserva sotto la luce del neon che mi acceca. Alla faccia delle occhiaie, direi che non dormi da giorni aggiunge, mentre  intento a impiastricciarmi di sangue finto lo zigomo e un occhio. Rispondo con un grugnito e una smorfia di disappunto, ma non recrimino. Meglio, cos sar pi nella parte, no? Adam mi fissa con gli occhi azzurri che si allargano circospetti, come se non se la fosse bevuta. Ma che vuole da me? Non voglio amici che mi ricordino quanto la mia vita da attore sposato e quasi padre sia perfetta come nelle favole; che mi rimproverino del fatto che non dovrebbe andare sprecata perch altrimenti perderei occasioni che pochi possono concedersi. Non mi sento il principe azzurro di nessuno. Non in questo momento, per lo meno. Mugugno un non rompermi, ma Adam non demorde. Vuoi per caso parlarne? Ti far bene rincara con saggezza, come se mi conoscesse da una vita. Invece, sono solo pochi mesi, che ne pu sapere del casino nel quale ho sempre vissuto? Arabella. Lei s che riusciva a calmarmi, a dirmi sempre la cosa giusta al momento giusto. Quanto mi manca. Non la sento pi da quando ha deciso di mollare il lavoro di mia agente tuttofare. Non ho saputo che risponderle, non me l'aspettavo. L'ho lasciata andare solo perch Anne aveva preso il suo posto, decidendo ogni cosa per me. Sono trascorsi due anni da quel giorno e per quanto con me non si sia fatta pi viva, so che si  messa in proprio e gestisce una sua agenzia con polso fermo e comandando tutti a bacchetta. Dopotutto, la chiamavamo Rottenmeier non per nulla. Molte volte ero tentato di chiamarla e domandarle se poteva ritornare a farmi da agente, ma Alberto le ha vietato ogni contatto con me. Sono sempre stato un uomo senza palle, Alberto ha ragione. A quel tempo non ho combattuto n per la mia agente, n per la donna della mia vita, figurarsi! Ehi, James rimbecca Adam. Lo guardo di sbieco, alzando il sopracciglio che so essere una specie

di arma per allontanare gli invadenti. Adam ritorna al suo posto e continua il proprio lavoro senza fiatare. Il pensiero di Angie, per, mi tortura all'inverosimile. Basta. Basta, James, dimenticatene. Ero andato da Alex per rimediare al guaio che aveva combinato, per rispetto della nostra amicizia di un tempo e anche per mettermi a posto la coscienza, invece mi si  rivoltato tutto contro. Bravo, James, la prossima volta ti fai gli affari tuoi. C' voluto questo guaio per ricominciare con i miei pensieri ossessivi su di lei. Oramai viviamo vite differenti, separate, siamo lontani mille miglia, ma alla fine si ritorna sempre a noi due, io e lei, noi contro tutti gli altri, noi contro quel destino assurdo che continua a rimescolare le carte a suo piacimento. Ci sar mai modo per me di dimenticare? Di scordarla per sempre? James, quando ti renderai conto che la vita che ora cerchi disperatamente di vivere e la famiglia che vuoi crearti  solo il riflesso di quella che avresti voluto con lei? Ami ancora quella donna e non potrai mai dimenticarla, nemmeno se facessi una squadra di calcio con Anne,  la verit e se anche mi picchiassi a sangue per avertelo detto, quello che non capisco ... Perch non vedi dentro te stesso una buona volta? Alex, maledetto testardo di un inglese! Giovane, ma perspicace, sincero e brutale, mai falso. Quanto ti sono costate le tue parole, imbecille. La notizia  da giorni che circola nell'ambiente del gossip. Alex Lynch tradisce la sua attuale fidanzata con la coprotagonista del film, per la quale ha perso la testa durante le riprese. Un film orribile, senza trama e con un messaggio piuttosto negativo sia per i giovani, che per la stessa societ. Non tutti gli uomini sono cos. Alex non  superficiale. Si  bruciato la carriera, ha perso la sua donna, ma che ci prende quando stiamo con Angie? Diventiamo caricature di noi stessi, invece di ringraziare Dio tutti i santi giorni per avere al nostro fianco una donna simile. Siamo stati due

stronzi, meritiamo di perderla. L'unico uomo che avrebbe potuto conquistare il suo amore preferisce il lavoro a lei. Roberto, anche tu! Pensare a lei mi annienter. Ho contribuito a distruggere il loro rapporto quando in realt volevo il contrario, nello stesso tempo il mio cuore esulta di gioia sapendola libera, ma non potr mai riaverla. Alex ci ha visto giusto, ma non posso. Non posso permettermelo, non pi ormai. Non  n tempo, n luogo. Le scelte devono essere rispettate, ho delle responsabilit, ho preso le mie decisioni e non torner mai pi indietro. Ma che ne sar di lei, adesso? Un pensiero che mi assilla. Vorrei starle vicino e confortarla. Ero sempre io che asciugavo le sue lacrime. Il passato si  ripresentato e finir per cancellare tutto ci che ho costruito con sapienza e determinazione. Mi travolger inesorabilmente e non potr evitarlo. Mckinney, ti cerca il regista. Forza, Adam, finisci di truccarlo che siamo in ritardo annuncia l'aiuto regista con solerzia. Mi desto dai miei convulsi pensieri e, come un automa, ritorno a fare ci che so fare meglio: fingere di essere un'altra persona.

12. ANGIE.

 Devi incanalare la tua energia in pensieri positivi, cosicch questi si formino prima nell'etere per poi materializzarsi. Se fai cos, vedrai che tutto andr per il meglio, Angela mia. Ma che pensieri e pensieri! Lei non deve andarci, punto e stop. Non si  resa gi abbastanza ridicola stando insieme con uno cos giovane e pervertito nell'animo? Ma scusa, Sananda, non lo vedi anche tu che lei  sprecata per quel tipo? Pensavo che i tuoi consigli fossero in linea con i miei. Mia cara Sara, non devi intrometterti nella sua vita, ricorda che basta accendere una candela nell'oscurit per intravederne la luce. Se Angie deve commettere errori sar perch lo ha deciso lei, non ti

sembra?. Ma chi raccatter i cocci del suo cuore, eh? Io e solo io!. Chiamala modesta di secondo nome, dai Sara non farneticare, Sananda ha ragione,  lui il mio guru e non tu. Ahhhh, sei sempre contro di me, se non fossi la tua editor ti avrei gi mollato da un pezzo.  cos che dici di volermi bene, eh? Che razza di amica sei!. Certo, finch continui a farti del male da sola, sei testarda come un mulo e tutti poi devono asciugarti le lacrime, per fortuna che non  pi il vomito; ma per carit, Angie, gli uomini della tua vita sono delle macchiette!. Continui a infierire su di me, Sara, sei una vipera. Meglio vipera che rincoglionita. Fai presto a parlare tu, che sei una donna sposata e felice, nonch madre di una bambina che sembra un angioletto, ma fammi un piacere, Sara, smettila di prendermi in giro. Ok, basta ragazze, fine primo round. Sara, devi darle spazio e tempo per comprendere con chi vuole stare. Angie, se vuoi riprenderti Alex, anche se ti ha tradita, lo devi fare, ma non saresti onesta con te stessa se non pensassi che a Miami hai sempre quella certa mosca che ti gironzoler davvero sul naso. Sei pronta ad affrontare da sola tutto questo senza di noi?. Sfodero un sorriso sincero al mio guru, che cerca sempre di darmi l'input decisivo per riflettere sulle mie sventure e trovarvi soluzione, senza spargimenti di lacrime o sangue. D'altro canto, noto con dispiacere che Sara mi osserva come fossi un demone senza cuore che vuole distruggere se stesso senza speranza di redenzione. Non mi sento cos buona da perdonare Alex, n vorrei rivedere James dopo due anni. Dentro di me per c' molta confusione. L'unico modo per risolvere i miei dubbi e far pace con me stessa  tentare di salvare il salvabile e di cancellare l'inevitabile. Non so quale dei due sia il peggiore. Che la mia vita sia di nuovo a un'ulteriore svolta decisiva? Non mi fanno paura i cambiamenti, Dio solo sa se li ho sempre desiderati, ma...

Vorrei cambiare in maniera positiva e possibilmente con un uomo al mio fianco che faccia l' uomo e non il toro da monta. A proposito di toro da monta, ho vaghi ricordi di un altro esemplare di tutto rispetto, moro con occhi scuri come pozzi di pece, che mi aveva rubato il cuore, anche se per un impercettibile attimo. Lui s che era un uomo con tutti gli attributi, fisici e metafisici, maturo e responsabile. Ahim, il nostro legame si  dissolto come polvere nel vento e lui se ne  andato in Afghanistan da pi di un anno. Una maledetta mina potrebbe averlo dilaniato e non posso nemmeno piangere sui suoi resti. Pur inviandogli mail ogni settimana non risponde pi. Al giornale sono convinti che gli sia accaduto qualcosa di grave, poich nemmeno loro hanno pi notizie. Ma che diavolo di datori di lavoro aveva? Sar stato anche freelance, ma almeno un minimo d'interesse per un uomo che rischiava la pelle ogni giorno per uno scoop su un dannato giornale, diamine! Piangere per lui  l'unica cosa che mi  rimasta. Almeno c' una reale motivazione. Possibile che il mio karma sia cos terribile? Sananda  sempre stato piuttosto criptico su Roberto e anche su James, a parte il fatto della mosca, mentre per Alex ha sempre avuto un occhio di riguardo. Pur affermando che non  possibile sia la mia anima gemella, ho sempre creduto che dopo due tentativi, il terzo fosse il decisivo. E invece... Noto che il mio guru mi sta scrutando come fossi trasparente. Sa leggermi dentro, ma la sua reticenza sulla mia vita  a volte sconfortante. Mi piacerebbe ovviare ai disastri, ma pi di darmi l'aiuto necessario con il suo appoggio, le letture spirituali e le sue perle di saggezza, non fa molto altro. Mi dice sempre che devo vivere la mia vita senza condizionamenti. Non  un mago, ma un uomo che aiuta il prossimo, lo appoggia qualora ne abbia bisogno con la sua infinita saggezza e consapevolezza. Non  un truffatore, ma un sapiente. Ha all'attivo anche molte conferenze con alcuni maestri di saggezza tibetana. Lo hanno anche intervistato in televisione e a dirla tutta  pure un uomo bellissimo. Hanno cercato di metterlo alle strette e accusato di far parte di una setta, ma non hanno mai avuto alcuna prova. Nel suo centro si entra, ma si esce. Non ci sono misteri. Non ci sono truffe,  tutto alla luce del sole.

Ha rapporti anche con il Dalai Lama. Se non lo avessi conosciuto, chiss dove sarei adesso. Forse a fare la zombie dentro a qualche cimitero. Vai ad aprire, Angie!. Che, Sananda? domando sovrappensiero. Mi sorride e mi sciolgo. Se non fosse un guru, mi innamorerei di lui all'istante. Oddio, sono posseduta dal solito demone dell'anima gemella, che posa il suo sguardo su tutti gli esemplari maschili del pianeta, meglio se sono attori o ci assomigliano. Maestro, ma non hanno bussato alla sua... Sara si blocca impietrita, perch, s... Bussano davvero alla porta. Io e la mia editor osserviamo con reverenza Sananda, che continua a sorridere seduto sul tappeto del mio salotto nella posizione del loto. Praticamente, ci vive cos. Con passo tremante, mi accingo a raggiungere la porta d'entrata, chiedendomi chi possa essere pur sapendo di non aspettare nessuno. Nessuno che non possa avere la chiave di casa mia. L'hanno tutti coloro che mi conoscono, compreso ancora Alex e pure James. Ho deciso che cambier le serrature. Da quando ho detto ai giornalisti che il tradimento di Alex non  pi affar mio e che tra noi  finita, non sono pi oggetto d'interesse, meno male. Mentre sto per aprire, mi volto verso il mio guru che, con gli occhi chiusi, sta intonando il mantra del settimo chakra. Se levitasse da un momento all'altro non mi sorprenderei. Sospiro, guardo nello spioncino e intravedo un uomo, vestito casual, ma trasandato, con barba e capelli lunghi. Sembra un barbone. Non lo conosco, non vorrei aprire, c' qualcosa che mi fa tremare indicibilmente la mano e non capisco il motivo. Un mitomane? Uno stalker? Un maniaco che ha letto i miei romanzi e vuole trucidarmi? Angie, sei paranoica! Osservo Sara, ma sono titubante. La mia amica mi restituisce uno sguardo fiducioso e rassicurante. Sar... Apro, fisso a lungo l'uomo di statura media che mi scruta da sotto la barba sale e pepe e i capelli mossi dal vento. Quegli occhi singolari, scuri come braci, si allargano dapprima dubbiosi, poi via via

sempre pi audaci e infine stanchi, ma felici. Roberto? Io ti credevo mo... Ti credevo, omioddio sussurro mentre mi manca il respiro e il groppo in gola m'impedisce di aggiungere altro. Resto impietrita, senza la forza di fare alcunch, il cuore martella furioso, si  arrestata perfino la salivazione.  trascorso tanto di quel tempo dall'ultima volta che l'ho visto, ma sembra essersi all'improvviso cancellato come per magia. Roberto spalanca le braccia sostando esitante sulla soglia e m'immergo con gioia nel caldo conforto di un abbraccio che mi ero solo concessa di sognare. Ora no,  reale e solido.  ritornato. Roberto  ritornato. Da me.

13. ANGIE. 

Dopo l'abbraccio, Roberto si  districato da braccia e mani come tentacoli, che lo stringevano quasi a soffocarlo. Non lo perdo di vista un secondo, nemmeno quando mi domanda urgentemente di andare al bagno perch lo accompagno e diligente lo aspetto davanti alla porta chiusa, la schiena appoggiata con noncuranza. Sono immersa nei ricordi quando esce. Mi sento in imbarazzo, ma sono cos felice che mi prostrerei ai suoi piedi come fosse la mia Mecca personale. Fatti vedere dice disinvolto, come se fosse stato cinque minuti al mercato e non due anni e mezzo in luoghi pericolosi. Come ha vissuto? Che cosa ha portato dentro di s di quelle esperienze? Perch  cos emaciato, stanco, come se la vita fosse defluita e avesse perso tutta l'energia che lo contraddistingueva? Avrei mille domande da porgli, ma so che non  il momento. Mio Dio, ancora non ci credo che sei tornato esclama Sara per l'ennesima volta, con le mani alla bocca e gli occhi umidi di pianto. Non l'ho mai vista ridotta a quel modo. Roberto ci ha sciolto il cuore. Roberto, dopo un accurato esame della mia persona, mentre mi scruta con gli occhi scuri cos scintillanti che dentro di me provo uno strano,

ma dolce languore, si volta verso Sara e la fagocita di nuovo nel suo caloroso abbraccio. Sono esterrefatta, ma non stupita, perch lei  sempre stata dalla sua parte, fin dai turbolenti inizi della nostra relazione a met. Gi. Non era nemmeno cominciata che mi aveva lasciata per andarsene prima nella striscia di Gaza e poi in Afghanistan. Da allora, poche sporadiche mail, in una delle quali aveva ben compreso che tra di noi non poteva esserci nulla se non una grande e profonda amicizia. Ammetto che fare l'amore con lui sia stata una delle pi belle, sensuali e incredibili esperienze della mia vita, con un uomo maturo, si potrebbe dire. Ma come tutto ci che  meraviglioso, era gi tutto finito. Due anni prima, per, non mi ero accorta quanto fosse importante il nostro rapporto. Immagino di essere alquanto meschina nel comprendere solo adesso la verit, ma in effetti sono stata troppo impegnata a innamorarmi di un ragazzo pi giovane e poco fedele e a cercare di dimenticare colui che ho sempre creduto l'uomo della mia vita. La mia amicizia con Roberto  un dono dal cielo. Lo osservo di sottecchi, mentre parla tranquillo del pi e del meno con Sananda. Il mio guru lo studia a fondo e gli prende le mani. Roberto  restio, ma non esita un attimo a esporsi a quell'esame minuzioso di s. Un uomo con le palle, il mio Roberto! Eh, il mio che? Angie, su, ritorna in te, vuoi davvero entrare in clinica psichiatrica? Stai piangendo per l'amore appena perduto, versi stupide lacrime per quello che hai perso da anni e pretendi di riuscire anche a gestire una storia altrettanto difficile con un vero uomo? No. Giammai. Lui  ritornato da me solo per quell'amicizia che ci ha sempre legati, un paradosso, dato che s e no siamo stati insieme per tre mesi o gi di l, ma quando una persona ti entra nel cuore, pu farlo in un millesimo di secondo e rimanere l per sempre. Vorrei che restasse, ma non ho alcun diritto di porgli condizioni. Un uomo simile non  da tenere incatenato. Una volta gli domandai se avesse voluto un giorno farsi una famiglia e lui rispose assentendo, ma quante cose sono cambiate radicalmente nella sua vita da allora? Si pu anche essere sposato un'araba. Salam, pace e bene. La nostra amicizia non verr distrutta per i miei assurdi capricci o desideri. Angie?. Sussulto, destandomi dai miei torvi pensieri. Roberto 

accanto al tavolo della cucina. Non vedo nessuno. Do un'occhiata alla porta d'entrata, non mi sono accorta che Sara e Sananda se ne sono gi andati, lasciandoci soli. Ne sono felice, ma arrossisco come una ragazzina quindicenne. Mi perdo in un esame dettagliato del mio amico e mi rendo conto che  dimagrito, anche se il volto non  cos scarno, mentre l'accenno di barba incolta gli conferisce maturit e severit. I capelli non sono pi cos neri come la pece, ma brizzolati sulle tempie. Gli occhi hanno all'improvviso perso la loro lucentezza, sono spenti e tristi. Veste pantaloni neri e maglia verde militare, ricordo quando restai impalata a fissare il suo ampio e villoso torace, mentre adesso... Deglutisco. Che cosa ti ha segnato cos tanto, Roberto? S? gli rispondo con un sussurro. Non ho la pi pallida idea di che cosa dirgli, ho il timore che se divento ironica, mi possa trucidare all'istante con una sola, cupa occhiata. Attendo che sia lui a proporre una conversazione qualsiasi, anche fosse parlare del meteo o delle mie sfighe, che di sicuro lo divertirebbero molto. Invece, si avvicina lentamente, mentre il suo sguardo m'infonde una calma solo apparente. Ha il volto serio, un lieve sorriso per gli increspa le labbra. Una scintilla nei suoi occhi quando incontrano i miei. Allunga una mano, ma non tocca la mia. Tuttavia, sembra che mi stia spogliando, anelo un suo tocco, bramo una notte d'amore. Non penso al fatto che fino a qualche giorno prima stavo ancora con Alex e mi reputavo fedele, tutte queste diventano quisquilie dinanzi alla profonda gioia del suo ritorno. Comincio ad annaspare, a respirare affannosamente, mentre il cuore galoppa, ho i brividi. Sono eccitata, pozzi di brace sondano la mia anima, si fanno spazio tra le pieghe del mio io con astuzia. Mi mordo il labbro perch vorrei fare cose che non posso permettermi. Con un dito mi accarezza la guancia. Vinta, mi avvicino, appoggiando il mento alla sua mano. L'altra mano sull'ampio torace, come batte frenetico il suo cuore! Chiudo gli occhi. Vorrei... sussurra piano, sfiorando il mio orecchio. La sua voce

vibra dentro di me come un mantra. Li spalanco, sono a un soffio dalle sue labbra, carnose e invitanti. Lo sguardo cupo, nero come una notte senza stelle. Metafora tipicamente da scrittrice, ma  proprio cos. Profondo. Intenso. Intensamente scuro. Profuma di muschio, di virilit, di... Roberto. Ho bisogno di te, Angie, ho un disperato bisogno di te, stanotte irrompe all'improvviso, impossessandosi della mia bocca, con urgenza, come un rapace vuole divorare la propria preda. Le mani mi agguantano, mi abbraccia, mi stringe a s con forza e passione. Mi prende in braccio. Credevo fosse dimagrito, invece  un fascio di nervi e muscoli d'acciaio. Energia. Insieme intoniamo una melodia, creando armonia. Ah, da quando frequento Sananda sono eroticamente spirituale. Lo lascio fare perch lo desidero anch'io con tutto il cuore. Non capisco come sia arrivata a desiderarlo cos tanto, quando ho appena lasciato Alex, pur amandolo. Sono pazza! Roberto  ritornato e se anche fosse solo per una notte, voglio prendere tutto quel che ha da darmi. Voglio amarlo come merita. Ci penser domani alla cazzata che sto facendo. Dopotutto, domani  un altro giorno.

14. ANGIE. 

Mi sveglio con un sorriso beato e beota sulle labbra, i muscoli intorpiditi e uno strano vuoto alla bocca dello stomaco. Non ho ancora aperto gli occhi, voglio assaporare la dolcezza del momento in cui hai appena smesso di fare l'amore e il tuo corpo langue. Mi sembra persino di sentire il cinguettio degli uccelli che inneggiano felici, dandomi il buongiorno, rompendo il silenzio che regnava fino a pochi minuti prima. Allungo una mano sul cuscino a fianco al mio, ma non c'. Spalanco gli occhi e non lo vedo. Il pensiero che se ne sia andato striscia nel mio

cuore come un serpente a sonagli. Atterrita scendo dal letto, ma sono nuda come mamma mi ha fatto e all'improvviso mi vergogno, come se il reale problema non fosse la notte appena trascorsa, ma il mio costume adamitico. Alla faccia delle priorit. Scaccio il pensiero di aver tradito Alex, perch  lui che mi ha lasciata, io sono una donna matura e sono libera di agire come meglio desidero. I panni della prefica non mi stanno pi bene, anzi li odio. A ben pensarci, nemmeno quelli di Madame Pompadour mi dovrebbero calzare a pennello come in questo istante. Posso solo sorridere dell'opportunit ricevuta, della quale ho beneficiato ampiamente. Solo che in questo momento sono in ansia. Lo sono talmente che, mentre cammino zigzagando tra gli indumenti sparsi sul pavimento, inciampo sulla cinghia dei suoi pantaloni, conficcandomela nel tallone. Porco mondo! urlo, stizzita dalla mia idiozia. Dopo un rapido calcolo nel quale mi accorgo con piacere che la matematica non  un'opinione, perch adocchio il suo borsone in un angolo della camera da letto, prendo un respiro profondo e mi concedo un sorriso a tutti denti. Roberto non mi ha abbandonata di nuovo. Sospiro rinfrancata, mentre saltello come una cretina e il tallone mi fa un male cane. All'improvviso, un dolce profumo m'inebria. Allargo gli occhi, felice come una pasqua. Profumo di muffin. I suoi muffin, quelli con le gocce di cioccolato. Dio, quanto mi era mancato tutto questo. Afferro la prima cosa che trovo, i miei slip e una sua camicia azzurra che mi arriva ai polpacci e do una rapida occhiata allo specchio nella quale una donna di nome Angie, che ha appena fatto l'amore con un uomo maturo, sorride ed  deliziosa, anche se ha i capelli ritti in testa e assomiglia vagamente a Frankestein. Comincio a correre, ma con uno scarto vado in bagno, afferro il dentifricio e ne mangio un po'. Non posso fare la splendida donna che ha appena fatto l'amore con l'uomo maturo se mi presento con l'alito cattivo. Scendo le scale spensierata, fischiettando allegramente, cosa che non

facevo da qualche mese, ma mi blocco all'entrata della cucina, ammaliata a osservarlo. I ricordi mi travolgono come marosi che s'infrangono nel mare della mia coscienza. N James, n Alex sapevano utilizzare un utensile da cucina, non conoscevano l'ubicazione delle pentole, la lavastoviglie era un mistero. Roberto invece si era preso carico della mia salute, della mia casa e del mio cuore. Conduceva tutte in maniera eccellente. Era la mia colf preferita, tanto che avevo dato alla precedente un po' di mesi di ferie. Era peggio di una casalinga disperata, nomignolo che gli avevo affibbiato alla bisogna, gli avevo regalato pure un kit completo di grembiule, presine e guanti da forno. Il tiramis la sua specialit. Perci, rivederlo l in piedi affaccendato a strofinare il ripiano di marmo della penisola e ad attendere che il timer del forno si accenda per sfornare i muffin, mi riempie di gioia. Le lacrime salgono repentinamente travolgendomi senza remora. , se possibile, ancora pi bello di quel che ricordo. Dimagrito, ma sempre in forma. L'unica cosa che ho notato sono le rughe di espressione, che conferiscono severit a un volto deciso e volitivo, e qualche cicatrice sulla schiena che ho percorso allibita con le mani, ma delle quali non ha ancora fatto parola. Lo osservo furtiva, nascosta dietro a una tenda, mentre  intento a compiere gli stessi gesti abitudinari di un tempo, credo per sentirsi pi umano, che gli addolciscono lo sguardo. Ma, non mi sfugge la solerzia nello sfregare quella macchia che non vuole andarsene, l'impazienza nell'attendere che un muffin si cucini, l'irrequietezza nel riporre un piatto in lavastoviglie. All'improvviso, molla con rabbia un cucchiaio scaraventandolo sul lavello, il quale tintinna rumorosamente e si prende con un gesto disperato la testa con le mani, come se qualcosa lo stesse facendo impazzire di dolore. Sono turbata, vorrei andare da lui e abbracciarlo, tenendolo stretto a me e vorrei potergli dire che tutto ci che ha vissuto, l'orrore cui la guerra t'impone di assistere impotente, non c' pi, ma sarei falsa con me stessa se solo pensassi di riuscirci. Come posso alleviare le tue sofferenze, Roberto? Perch non me ne

parli? Infine, penso a quanto sia stato passionale e intenso nel fare l'amore. Ho avuto l'impressione che quell'urgenza e passione fossero sintomo di disperazione, ma alla fine mi sono data senza riserve e non me ne pento. Non lo ricordavo cos. Impallidisco. Non lo conosco. Non  pi l'uomo pieno di vita che ho lasciato pochi anni prima. Chi sta preparando i muffin nella mia cucina? Beh, certo Angie che  un po' troppo da dementi domandarselo dopo esserci andata a letto. Ho l'impressione che quel che abbiamo vissuto non sia stato importante, non dopo tutto quello che ha passato. Dimenticare non  come lasciar andare accettando l'evidente, truce realt nella quale hai vissuto nolente. Di scatto si gira e si accorge della mia presenza. Le sue labbra si aprono in un sorriso che gli illumina lo sguardo e porta via le nubi oscure che poco prima lo avevano travolto. Sono contenta di poter infondere ancora gioia in qualcuno. Vieni m'invita sorridente battendo con la mano sulla sedia della penisola. Mi avvicino e mi slancio in un abbraccio. Sorpreso, ride e ricambia stritolandomi come solo lui sa fare. Accetto ogni cosa, anche di soffocare tra le sue braccia, se gli d felicit. Ci guardiamo in silenzio, ognuno immerso nei propri confusi pensieri. I miei non sono cos tetri come i suoi, per sono altrettanto cupi. Come spiegargli tutto quello che mi  accaduto, quando a lui risulter banale? So di Alex, Angie... prorompe con dolcezza. Ah rispondo atona. Lo amavi?. Una domanda bruciapelo che mi pone fissandomi attentamente negli occhi. Non posso dir bugie, altrimenti mi si allungherebbe il naso e lo accecherei in un occhio. Lo amo ancora, Roberto. Silenzio.  pesante, carico di domande senza risposta, quelle mie poi sono improponibili. E

James?. Oddio, una conversazione surreale, se mi snocciola i miei amanti, finir per sentirmi peggio di Mata Hari. James  acqua passata,  sposato e ha un figlio in arrivo, non lo vedo da due anni ormai, e l'ho sentito solo perch mi ha avvisato del tradimento di Alex. No, non dirlo, bell'amico che hai. E, beh, ma James mica lo , eh? N amico, n altro per me! Senti, Roberto, se pensi che io abbia fatto l'amore con te per vendicarmi di Alex o peggio ancora per piet, sei sulla cattiva strada. Ieri ero cos felice di vederti che non ho pensato ad altri che a te, a noi, amarti  stato bellissimo e tu lo sai meglio di me. Tra di noi non  andata come speravo, come se avessimo lasciato aperto uno spiraglio, non credi? Beh, ora  impossibile dato che io sono con Alex, no, anzi, lui mi ha lasciata, ma lo amo ancora, per... Incartarmi non servir a capire la situazione, temo farfuglio imbarazzata. Un'ombra di tristezza lo incupisce annerendogli gli occhi. Vorrei che mi raccontasse che cosa nasconde di terribile nel cuore, perch deve essere cos per non parlarne. Vorrei anche smettere di dire tante di quelle cavolate che possano fargli pensare che sono tutta una finta, che Angie non  migliorata, ma anzi... Che  la stessa stupida che si lascia fregare dagli uomini. Io ti ho usata, Angie! sbotta, alzandosi dalla sedia di scatto e torcendosi le mani con nervosismo. Sono basita da quella veemenza. Cammina su e gi senza sosta, tenendosi la testa tra le mani, bofonchiando qualcosa d'incomprensibile tra i denti. Si picchia sulla fronte, i nervi tesi, sembra impazzito. Mi fissa, gli occhi spalancati, la pupilla dilatata come fosse dipendente da qualche sostanza. Mi avvicino repentina e lo scruto preoccupata, ho il timore che abbia ingerito qualche psicofarmaco, oppure peggio, della droga. Roberto, stai prendendo qualcosa? chiedo con voce ferma, mentre dentro di me urlo dalla disperazione. Abbassa il volto che sto stringendo tra le mani, non reagisce, ma nega. Non so se credergli, ma la prendo per buona.

Quando mi rendo conto di quel che ha detto poco prima, vorrei urlare sul serio dallo sconforto, ma mi contengo. Mi hai usata, in che modo? Ero consenziente Roberto, per me  stato magnifico, so che tra noi non potr mai essere rose e fiori, ma io... Ti voglio bene e mi sei cos mancato eh, gi, non sai nemmeno quanto. Si allontana e va a sedersi sul divano, lo sguardo vitreo, vacuo. Mi dispiace, Angie, io... Io... lacrime rigano le sue guance,  pi grave di quel che pensassi. Lo seguo e mi siedo accanto a lui prendendogli le mani, che sono fredde e tremanti. Abbassa il capo, vinto dalle emozioni che si riversano su di lui come un'alluvione che sommerge qualsiasi cosa e devasta entrambi.  in quell'istante, in cui mi racconta tutta l'amara, crudele verit, che scopro il luccichio di una fedina d'oro bianco all'anulare. Strano, ieri non l'aveva. Oltre al danno, pure la beffa. Ho fatto l'amore con un uomo sposato e sofferente, mancava nel mio carnet.

15. ALEX. 

Che cosa hai detto, Arabella? esclamo urlando. Tremo, le mani prudono, vorrei prendere a ceffoni qualcuno. Ho ricevuto inaspettatamente la telefonata di Arabella. Mi trovavo in sala registrazione perch avrei dovuto doppiare alcune scene che nel sonoro non erano riuscite. Continuavo a sbagliare l'attacco e il regista a rimproverarmi. Ho dovuto subire la predica di non essere all'altezza del mio ruolo! I denti digrignano e tengo stretti i pugni dalla rabbia. Angie lava i panni in pubblico, certo, ma i suoi amici non si fanno scrupoli nell'immischiarsi nella sua vita. Invadenti  dir poco. Sara, ovviamente, non avrebbe mai pensato di informarmi, anzi, sono certa che stia brindando alla nostra separazione, mandandomi tante di quelle macumbe che dovrei servirmi di un prete esorcista per

liberarmene. Gli eventi succedutisi in Italia mi lasciano esterrefatto. Arabella e Alberto, che per fortuna mi vedono di buon occhio, non prima di avermi fatto una lavata di testa sul mio comportamento da maschio che ragiona solo con l'attributo in mezzo alle gambe, mi hanno avvisato delle novit che hanno travolto la mia ex in un mare di caos. Immaginare Angie fare l'amore con un altro uomo dopo cos poco tempo dalla mia ultima telefonata, mi trasforma in un toro di fronte un mantello rosso. Ho persino i fumi che mi escono dal naso. Alex, non  una buona azione la nostra, ma... Noi amiamo Angie e sappiamo che tu l'ami, molto pi di James se  per questo, non capiamo il motivo per cui l'hai lasciata, ma sappi che lei stava per venire da te a Miami e invece ha rinviato il viaggio a data da destinarsi. Ho il timore che tu la stia perdendo per davvero se non ti rimangi la tua decisione e decidi di usare le palle da vero uomo, come test appena detto da Alberto!. Non potevi essere pi chiara di cos, il guaio  che pur amandola non posso ritornare in Italia, ho fatto una cavolata, me ne rendo conto, non so come rimediare, per ora mi  impossibile, il mio regista mi sta mettendo sotto torchio perch non carburo in questo film. Se posso permettermi, Alex, quel film  la cosa pi stupida che potessi girare, ci stai rimettendo di credibilit, lo sai, vero? ribatte Arabella senza tanti complimenti. Serro gli occhi e stringo i pugni, vorrei sfondare il muro. Lo so affermo con rabbia. Che razza di agente ti ha dato il via a quella farsa? Se ci fossi stata io a.... Potresti smetterla, per piacere? Non mi serve che rincari la dose, Arabella, ormai ci sono dentro!. Scusa, Alex, ma Angie ha bisogno di te, molto pi di quel che pensi. Abbasso il capo e nego risoluto. Non credo di essere la persona adatta, non adesso per lo meno. Mi si spezza il cuore, ma non posso fare altrimenti. Fosse per me partirei subito e sfiderei quel damerino di Roberto a colpi di spada, ma non

sono James, per cui non lo saprei nemmeno fare. Un bel cazzotto sul naso se lo merita tutto, per, e a menare me la cavo bene. Affranto, non posso che prendere atto della mia inutilit e vigliaccheria. Non posso andarmene, ora. Sananda l'aiuter, vedrete, Roberto non  l'uomo della sua vita. Bella scusa accampata per far pace con la coscienza, Alex. La tua ragazza, anche se ex, da qualche giorno si fa un altro e tu te ne stai buono e zitto a Miami, pensando che la situazione si risolver da sola e che Angie non cadr di nuovo nella brace, come al solito. Non sono padrone della sua vita, non ne faccio pi parte ragion per cui posso anche tranquillamente non sentirmene pi responsabile. Chiudo la conversazione con gli sproloqui di Arabella che mi rimbombano nelle orecchie. La perderai, Alex. No, Arabella, l'ho gi persa e mi sento fottuto per sempre.

16. JAMES. 

Che cosa hai detto, Sara? urlo inveendo contro il solito destino beffardo. Mi tremano le mani, vorrei prendere a ceffoni quel bellimbusto. Una volta ho pensato che fosse la persona giusta per lei, ma adesso sembra pi un falco predatore. Angie non pu aver fatto quel che Sara mi ha appena detto. Dopo essermi sgolato con Alex, tentando di farlo rinsavire, ecco che si presenta il terzo incomodo e la fa cadere nella trappola di un rapporto che non  riuscito a sbocciare. Ero convinto che tra lei e Roberto potesse funzionare, ma evidentemente gli eventi successivi non mi hanno dato ragione. Alex in effetti era molto pi giusto per lei. O forse, no? Alla luce degli eventi, credo che nessuno di noi sia giusto per quella povera donna. James, sei l?. Mugugno un s, trattenendomi dal dirle che forse non avrebbe dovuto telefonarmi, dopotutto non siamo pi niente io e Angie. Nemmeno amici.

Digrigno i denti dalla rabbia, so che ha sempre avuto un debole per quell'uomo.  maturo, navigato, avventuroso, molto bello e anche intelligente,  tutto quel che io e Alex non siamo mai stati.  un vero uomo, con la U maiuscola. Che si diletti a svanire per anni e poi ritornare come nulla fosse,  solo un piccolo neo nel suo curriculum dell'uomo perfetto. Per Angie non  mai stato un problema.  abituata. James! sbraita Sara, presa dallo sconforto del mio silenzio. Sara, senti, io... Ma perch diavolo mi hai chiamato, scusa? Primo, sono a Miami, secondo ho una.... Lo so, sei sposato, sei quasi padre, sei a Miami, lo so, lo so, ma... James, per carit, tu sei l'unica persona che pu far rinsavire quella benedetta donna, lo sai tu, lo so io, praticamente qui sappiamo tutto e non impariamo una mazza!. Chiudo gli occhi, la testa mi scoppia. Possibile che Angie entri sempre a far parte della mia vita, anche quando riesco a non pensarla e amarla pi come prima? E come mai Alex non  gi ritornato a Milano a tentare di recuperare il loro rapporto?  davvero finita tra loro? Sto sudando e non  colpa del caldo. Mi sembra che qualcuno stia torcendo la mia testa con un cappio e non abbia molte vie d'uscita per salvarmi. Mi sento braccato da un amore perduto, da qualcosa che, se mi travolger, provocher la mia disfatta totale. Non voglio perdere, non pi. Non posso venire, tanto pi ho desiderio di ritornare e non credo sia giusto nei confronti dei miei impegni, non sto parlando di quelli lavorativi. Che penserebbe Anne se lo sapesse?. Perch diavolo dovresti dirglielo, scusa? Sarebbe una bugia bianca a fin di bene!. Ah, s? Ma pensa un po', adesso sono diventato il nuovo fottuto eroe della damigella perduta. Tempo addietro mi avresti fustigato e messo in catene pur di non vedermi insieme con lei. Vedo che l'opportunismo non  un tuo difetto. Beh, James, che credi? Io le voglio bene, non d retta a nessuno, nemmeno al suo guru, Dante meno che meno, io non esisto, Alex non si

prende la briga, Donna Maria prega ogni minuto, suo padre e sua nonna sono preoccupatissimi, mi rimani solo tu. Ha un romanzo da scrivere e invece se ne vuole andare.... Un momento. Che vuole fare? Che hai detto? E dove vuole andarsene? Magari un periodo lontano da tutti le sarebbe di aiuto. Perspicace, James, ma no, vuole andare via con lui, capito? E se non bastasse,  anche sposato. Dio del cielo, non bastavano due dementi, ora pure il terzo si  messo. Perder la mia fonte di guadagni, la mia migliore amica e lei perder se stessa, poco ma sicuro, se se ne andr in quel luogo dimenticato da Dio, dove potrebbe morire. Quelle novit sono come un pugno nello stomaco. Non riesco ad assorbirle tutte, mi sembra quasi di svenire. Un momento, Sara, anche lui  sposato? Ma... Ma... Allora, come mai... E dove dovrebbe andarsene con quel figlio di puttana, scusa?. Troppo lungo da raccontare al telefono, sappi solo che vuole cercare la moglie che  sparita per oscuri motivi, e lei si  offerta di andare con lui. In Afghanistan, ma ci pensi? Ha il terrore dell'aereo, odia i paesi arabi, non sopporta i posti sporchi, tanto meno quelle pietanze speziate. Non capisco come abbia fatto in cos poco tempo a smettere di pensare ad Alex e a te e finire nella ragnatela di uno che tanto per dirla  anche ammattito. Io voglio bene a Roberto, perch per me  trecentomila volte migliore di voi due disgraziati, ma questo  troppo. Prende degli psicofarmaci, mi fa pena, poverino, ma non posso permettergli di portarmi via Angie. Dobbiamo salvarla. Devi salvarla, adesso, subito! urla disperata, assordandomi. Mi afferro la testa, che pulsa come se qualcuno mi avesse preso a pugni. Devo riflettere. Ragiona, James, scervellati. Ma non posso prendermi in giro. Per me  impossibile ritornare in Italia, come lo spiegherei ad Anne? Potrebbe perdere il bambino!  pi importante la mia famiglia o Angie? Abbasso il capo, vinto. Non posso pensare che le capiti qualcosa,  inconcepibile, saperla

distante da me, ma viva  un conto, lontana con la possibilit che possa succederle qualcosa  inammissibile. Non riuscirei a sopravviverle. Il cuore  ferito, Alex aveva perfettamente ragione. Chi metto sempre per prima? Anne, la mia famiglia o Angie? Adam. Il malcapitato si precipita agitato e mi osserva interrogativo. Non fa in tempo a rispondermi che lo incalzo: Mettimi sul primo aereo che trovi per Milano, adesso, subito e non domandarmi nulla sbraito mentre, con il cellulare in mano, rovisto nell'armadio e scovo qualche maglia e un paio di jeans. Basteranno. Li infilo in valigia, nel frattempo Sara sbraita come una cornacchia. James, James, sia fatta la tua volont, giuro che non ti romper pi le palle su George, beh, non mi piace pi se  per questo. Smettila di sproloquiare, Sara, me ne pentir amaramente, mi sto rovinando la vita. Allora perch lo stai facendo, James? Non pensi che sia giunta l'ora di ammettere a te stesso di aver sbagliato tutto? Angie  la donna della tua vita! Siete destinati a stare insieme, vedrai se non ho ragione!. Non l'ascolto, pensavo la stessa cosa, ma adesso non alimento pi alcuna speranza. Dovr fingere con Anne. Sto mentendo anche a me stesso. Pensavo di avere ripreso in mano la mia vita, di avere ricominciato. Che cosa vuoi, James? Che cazzo vuoi?

LIBRO SECONDO. Destinazioni ignote.

1. ANGIE 

Ti stai rendendo ridicola, Angie, sei un'adulta e ti comporti come una stupida bambina!. Sono indaffarata, ho mille cose da fare, la valigia da preparare, i biglietti da prenotare, l'albergo da trovare, ma non riesco a fare nulla di tutto ci perch c' un disco rotto, sempre il solito, che mi sta facendo la predica da... Quanto? Un'ora? Perdiana,  terribile. Sara sta facendo un solco sul tappeto della mia camera da letto, mentre mi districo tra indumenti da gettare nell'immondizia perch o sono troppo stretti o sono troppo lisi e non trovo nulla da mettermi. L'armadio  vuoto, tutto il suo contenuto  sopra il letto. Ma da quanto non indosso qualcosa di decente? Dal paleozoico? Da quanto non compro nulla di carino e femminile? Da quando  morto il Papa? Santi numi, le mie priorit sono solo i libri. Alex mi ha sempre detto che quelli non s'indossano, ma non gli ho mai dato retta. Eppure, adesso, rimpiango la mia patologia bookaholic mentre desidererei la shopaholic. Qualsiasi cosa indossi, sei sempre bella, Angie, e poi sei dimagrita parecchio e i capelli cos corti ti donano molto. Per me sei una donna stupenda!. Il cuore mi arriva in gola, arrossisco come una quindicenne, cosa che faccio spesso da quando Roberto vive in casa mia. Sono pochi giorni, ma sembrano anni, come se quelli trascorsi lontano da me non avessero lasciato alcuna traccia. Siamo gli stessi, il rapporto tra noi  indissolubile, anche se qualche neo c', pi di uno, per cerchiamo di soprassedere a tradimenti, mogli, amanti respinti e via discorrendo. Un grugnito, seguito da una smorfia. Sara. Basta, mi fate cariare i denti!

Senti, bello, tu non c'eri quando ha dato di matto, diverse volte durante la tua assenza, per cui finitela, va bene?. Chino il capo imbarazzata, non degno la mia amica di alcuna risposta, so che la faccio incavolare ancora di pi, ma in questo momento vorrei un po' di tranquillit, solo che lei fa di tutto per rovinarmi pure quella. Sara non ha digerito tutte le ultime novit che mi sono accadute e che ha dovuto accettare volente o nolente. E sono: Roberto  sposato e ho deciso di andare con lui a cercare la moglie. Immagino me stessa a dorso di cammello e con un turbante in testa a osservare l'enorme e rosata distesa desertica, apprezzando il silenzio e la solitudine. Un po' romanzata come visione, alla Lawrence D'Arabia, per preferisco sognare piuttosto che pensare di essere trucidata, perdincibacco. Dopo la nostra notte a letto insieme, abbiamo convenuto che essere fedifraghi non  il massimo delle nostre aspirazioni. Anche se non sono pi insieme ad Alex, lo amo ancora e vorrei riallacciare il rapporto con lui e salvare due anni di vita insieme. Anche se Roberto  ritornato in Italia, non per me ma per questioni burocratiche di visti e altro ancora, che non ha voluto spiegare, ha tutte le intenzioni di ritrovare la moglie. L'ama e sono felice per lui. Novit che hanno fatto impazzire Sara, la quale ha dato di matto per giorni. Secondo me lei e Arabella stanno macchinando qualcosa alle mie spalle, che pavento, ma Sananda mi ha fatto capire che le loro azioni sono dettate dall'amore per me, per cui qualsiasi cosa abbiano in mente di fare, conceder loro il mio perdono. Tutto dipende se ci che vorranno fare sar legale e soprattutto giustificabile, non sono cos malleabile dopotutto. Un po' mi spaventano quelle due che tramano insieme. Sono peggio della CIA, potrebbero pure ingaggiare un dirottatore che faccia deviare l'aereo fino in Antartide. Con loro ogni cosa  possibile. Roberto osserva Sara con un dolce sorriso, che immancabilmente la fa sciogliere. Lui  cos, ha uno sguardo penetrante e un sorriso che fa muovere anche un cuore di pietra. La mia amica, che a volte ce l'ha quel cuore,  perduta. Farfuglia qualcosa a bassa voce, fissando il pavimento, e se ne va via adducendo la scusa di dover andare a casa dalla figlia che la sta aspettando. Se non sapessi che il marito  un'ottima balia, meglio della madre, direi che la mia amica passaguai

abbia le spine sotto al sedere. Quando Sara esce di casa, prendo un respiro profondo, poi scruto la giungla di vestiti e infine Roberto. Sono pochi giorni che stiamo insieme, ma noto gi un percettibile cambiamento sia nel suo umore, che era alquanto nero e putrido come pece, che nel fisico. Sempre asciutto ma robusto, pi tornito, tonico, meno emaciato. Semmai le cose fossero andate diversamente tra di noi, sarebbe stato l'uomo giusto?  non solo giusto, ma perfetto. All'epoca il mio cuore non era aperto per nessuno, ma molto in crisi per James, se anche cos non fosse stato, tra me e lui la scintilla non avrebbe potuto scoccare. Non a livello fisico, perch la passione tra di noi  molto forte,  la stessa che ci ha fatti finire l'uno nelle braccia dell'altra anche se ognuno  innamorato di altre persone, ma a livello emotivo io e Roberto siamo troppo simili. Non saremmo complementari. Il che mi fa supporre che l'unico uomo, che nella mia vita ha devastato sia il cuore che il corpo che l'anima, sia James. Ti pareva, sempre l vado a parare. M'irrigidisco di fronte la palese realt, mentre la mano di Roberto accarezza la mia. Troppo difficile ammettere che il vero batticuore l'abbia provato solo per quella famosa mosca al naso. Povera me. Sei sicura di voler venire con me? Non pensi di avere gi i tuoi grattacapi per invischiarti anche in una vicenda che in fin dei conti non ti riguarda? E Alex?. Bella domanda, peccato che non abbia una risposta plausibile da fornirgli in questo momento di notevole confusione e di dubbio. Roberto mi conosce bene e sa a chi sto pensando. Continua ad accarezzarmi la mano, il suo pollice segue le venature, le nervature e le linee del palmo. Ricordo quel periodo, Angie. La tua sofferenza il giorno in cui trovai James fuori casa. Il dolore nei suoi occhi e la sua sofferta decisione. Avete sempre beccato il momento sbagliato, non siete mai stati sincronizzati. Vi siete amati tanto per poi perdervi nel vostro orgoglio. Quando mi lasci campo libero fu devastante anche per me, pi che altro perch sapevo che non sarei mai riuscito a toglierti James dalla testa. Ma Alex  arrivato inaspettato e come un vento fresco ha spazzato

via l'angoscia dandoti cos tanta gioia. L'errore che noi compiamo  quello di non vivere ogni attimo presente come fosse l'ultimo, ma di aspettarci sempre qualcosa in pi. Non puoi dire di non aver vissuto felicemente con Alex, anche se poi  finita male, non trovi? Lo dovresti ringraziare, Angie, e lo sai benissimo. Il tuo discorso non fa una piega, Roberto. Alex mi ha reso tanto felice e amata. Poi mi ha tradito, pur dicendomi che era felice con me, qui c' qualcosa che non quadra... Forse qualche corna in pi sulla mia testa. Tuttavia, per lui farei qualsiasi cosa, io lo amo, dopotutto sentenzio con un nodo in gola. Ma non  per lui che stai cos male, Angie, non serve che ci spieghiamo quello che entrambi sappiamo gi da tanto tempo, non credi?. Mi legge come un libro aperto quest'uomo, meglio di Sananda. Abbasso il capo: Anche fosse, non posso farci nulla. Ammetterlo  gi un primo passo, perch ho avuto sempre l'impressione che su James tu fossi sempre troppo evasiva, chiusa, come se lo avessi relegato in una cassaforte senza possibilit di risoluzione. Ma, Roberto, ho gi sparso troppe lacrime per lui, ho scritto due libri, hanno girato un film, ho conosciuto registi, ho combattuto con un'arpia che lo voleva a tutti i costi, ti sembra non abbia fatto nulla finora?. Non  questo che intendo dire e lo sai bene. Mi alzo dal letto di scatto, innervosita dalla piega della conversazione. James non fa pi parte della mia vita. I miei amici sono troppo romantici e sperano in un finale degno dei romanzi che scrivo, ma la realt  ben diversa e in questa ora c' un figlio di mezzo. Fare del male a un bambino innocente  fuori discussione, non mi chiamo Crudelia Demon. Roberto mi osserva guardingo e circospetto. China lo sguardo vellutato e deglutisce un po' di rabbia repressa stringendo i pugni e mordendosi il labbro. So che non  indirizzata a me, ma alla moglie che  scomparsa senza lasciare traccia di s.

Evidentemente, vorrebbe mettere a posto le cose almeno per qualcuno e vederlo felice, ma sa bene che io sono un caso limite, da quando in qua mi va liscio qualcosa? Carissima, io ti voglio un mondo di bene, ma credo, anzi, sono pi che convinto, che venire via con me non aiuter di certo a risolvere, n a dimenticare tutto quel che ti  accaduto. Aiutare me non ti dar alcuna soddisfazione, anzi non far che aggiungere dolori su dolori. Ho le mani che tremano, un principio di convulsione e sto ricominciando a sudare. Non ho mai visto Roberto sconfitto prima d'ora, capisco quante ne abbia passate in questi anni, ma mi spiazza vederlo scoraggiato e poco combattivo. Resto in silenzio e comincio a rovistare tra gli abiti che ho sopra il letto. Li prendo, li appallottolo e li butto in terra con rabbia come fossero tutti James. James. James, vattene via da questi ultimi neuroni rimasti, vattene via perch se rimani rischiano di bruciarsi per ridurmi lo zombie che ero un tempo, e dato che non voglio ritornare da Sananda per farmi rimettere in sesto, perch sinceramente credo ne abbia le palle piene di quella maledetta mosca che gironzola sempre sul mio naso, te ne devi andare via tu e non tornare mai pi. Ho pure fatto la rima! La mano di Roberto si adagia lieve sul mio polso e poi lo stringe con fermezza. Sto per piangere, per disperarmi, per diventare di nuovo prefica, quella signora nessuno che solo quella mosca riusciva a farmi sentire. Se solo pensassi al fatto che il mio cuore ha chiuso in una cassaforte di massima sicurezza quell'amore infinito che ha sempre provato per quel maledetto scozzese e che la password per aprirla  rinchiusa, invece, nei pochi neuroni infelici del mio cervello che vorrebbero essere bruciati, allora esiste un solo modo per raggiungere la completa follia: permettermi di sperare.  la speranza che mi ha tenuto in vita, s, la speranza. E Roberto purtroppo  l'unico che lo ha capito. Scrollo il capo, con cos tanta veemenza che temo si stacchi dal collo, poi presa dal demone della logica ferrea, invio tanti di quegli improperi verso quella speranza perch la deve smettere di rimanere l, in agguato e farmi cuc per nulla, quando non ha motivi per cui farsi bella e gongolare con me. Vattene, vattene via. Angie?.

Noto l'espressione corrucciata del mio amico, con la fronte increspata, piena di piccolissime rughe di espressione. Gliele ho fatte venire pure a lui? Sono una strega, faccio invecchiare di preoccupazione chi mi sta accanto. Sono maledetta. Una maledizione vivente. Mi getto sopra il letto noncurante del bailamme creato dai vestiti, con la faccia sul cuscino. Non ho pi voglia di niente, solo di andare in letargo, dormire sei mesi, dimenticare e al mio risveglio pensare solo a mangiare e basta. Vorrei reincarnarmi in un orso, Yoghi o Bubu non fa differenza. La sua mano sul mio capo  calda e rassicurante, vorrebbe infondermi l'energia che ho perso in questi dieci minuti nei quali ha scoperchiato il vaso di Pandora del mio cuore e vanificato anni di terapia, di Sananda, di Alex e vattelappesca. Lui  sposato. Sta per avere un figlio. Lui ... No, non  pi, non lo sar mai pi. Roberto, la smetti di leggermi dentro? Hai ragione, lui mi manca e vorrei cancellare questi anni vissuti senza di lui, ma non  lui il mio destino, non lo  pi mormoro affranta. Mai dire mai, piccola mia. L'unica cosa che voglio fare  rispondergli con un grugnito, degno dell'orso nel quale vorrei reincarnarmi. Non capisco perch solo adesso tutti vorrebbero vedermi con James, quando per anni hanno fatto di tutto perch lo lasciassi. L'effetto del magnetismo provocato dalle tempeste solari li ha fatti rimbambire tutti? Altrimenti non me lo spiegherei. Roberto si accoccola accanto a me sul letto e mi abbraccia. M'immergo nel conforto di quelle braccia forti e protettive, di quel calore amichevole che mi dona un po' di pace. Perch non siamo io e te? Perch non dovremmo essere io e te anime gemelle? domando con la logica che ormai ha fatto caput ed  andata a farsi un giro nell'oceano della mia follia. Lo sto dicendo con la bocca a un centimetro dalla sua, mentre sono attratta dal suo corpo, ma ahim, poco da tutto il resto, perch amo Roberto come fosse un

fratello, per cui, anche se ho fatto l'amore con lui al suo ritorno, adesso mi sembrerebbe un vero incesto. Pare dallo sguardo intenso, nero come la pece e molto deduttivo, che anche lui la pensi cos. Non ho voglia di avere una famiglia allargata, ma uno straccio d'uomo che rimanga al mio fianco ad vitam, che mi ami e mi riempia di attenzioni, che stia con me in salute, in malattia fino a che morte non ci separi e, a dar retta a Sananda, anche oltre la morte stessa. Invece il mio carissimo amico sospira a fondo, esalando tutto il respiro possibile, come per far fuoriuscire la tensione provocata dalle sue preoccupazioni e dalle mie paturnie. Sembriamo un caso clinico, uniti nella consueta disperazione. Che ne  del Roberto pieno di vita e di amore per l'avventura? Sua moglie meriterebbe un ceffone, perch non si pu assolutamente far soffrire un uomo meraviglioso come lui. Non mi fido di lasciarti andare da solo, ho paura di non rivederti mai pi e non potrei sopportarlo, non un'altra volta. Un lieve sorriso aleggia tra le sue morbide labbra, che vorrei baciare di nuovo, ma mi trattengo. Ho il cervello in pappa, peggio di una frittata se sono ridotta a pensare a incesti, amori finiti, impossibili e ricongiungimenti astrali. Hai un romanzo da continuare e la tua editor  risoluta. Inoltre, dovevi andare a Miami da Alex, stavi preparando la valigia poco prima che io arrivassi a portare trambusto nella tua vita. Oggi Sananda mi ha telefonato ma abbassa il volto con timidezza, come se ci fossero dei segreti tra loro due e volessero tenermi all'oscuro. Che il mio guru gli abbia rivelato qualcosa riguardo la moglie? Non desidero saperlo, dopotutto non sono affari miei. Qui tutti si fanno i miei, mentre io resto all'oscuro di quelli altrui, ma preferisco non rimarcare con logica questo discorso sensato. Essere una scrittrice a volte  dura. Ci nonostante, sono troppo determinata e nemmeno Sananda potrebbe farmi cambiare idea. Mi asciugo quella maledetta e furtiva lacrima, che ogni volta esce a tradimento, osservo il caos di vestiti e comincio con meticolosit a radunarli e a scegliere quelli pi comodi e meno vintage, piegandoli con cura, come fossero dei figli appena nati. I passi di Roberto echeggiano sul parquet rimbombando nelle orecchie, ogni passo un tonfo dritto al cuore.

Sono certa che andare via mi aiuter a riflettere con pi chiarezza su tutto quello che non va nella mia vita. Pensare a qualcos'altro e agire sar la cosa migliore. Sorrido convinta della mia logica annacquata e di quei pochi neuroni che, pur richiamandomi all'ordine, si sono offesi rinchiudendosi in un angolo desertico e sperduto del mio cervello bacato. Non so che ne sar di me, ma incrociare le dita  d'uopo.

2. JAMES. 

Ho trascorso undici ore in aereo pensando alla catastrofe annunciata nella quale mi sono imbarcato. Ho avvisato la troupe che sarei dovuto partire immediatamente per un problema in famiglia, un ictus di mia nonna che l'ha quasi portata nell'oltretomba, per cui mia madre, che spalleggia ogni mia cazzata ancora oggi, aveva urgente bisogno di me. Mi sono morsicato la lingua per questa bugia, soprattutto quando ho dovuto telefonare ad Anne, che si trova nella nostra casa di Londra, per darle la triste notizia. Non avevo avuto problemi con il regista poich le riprese sono quasi terminate e non hanno pi bisogno di me, anche se dovr tra poco cominciare a girare il sequel di un film di mutanti. Meno male che nonna vive in un cottage senza telefono, internet e tutte le diavolerie elettroniche, altrimenti Anne mi avrebbe scoperto subito. Ho anche avvertito i miei parenti, i quali hanno appoggiato la mia bugia senza inveirmi contro, perch a loro mia moglie non piace. Con Anne e il suo fiuto per le mie fesserie  stato invece tutto un altro discorso. Credo di aver ingoiato acido per tutta la durata della conversazione, mi si  addirittura risvegliata la gastrite. Anne mi ha sottoposto a un interrogatorio che nemmeno l'FBI sarebbe riuscito a realizzare, ma si sa, le donne hanno una sensibilit maggiore e profonda, capiscono quando le stai intortando e annusano guai lontano un miglio. Anne ha fiuto, ma la gravidanza deve averla resa meno sospettosa, perci dopo quaranta minuti, nei quali le ho spiegato minuziosamente dove sarei andato, che cosa avrei fatto e anche quante volte sarei andato al bagno, mi ha assolto dai miei peccati, avvisandomi che avrei dovuto tenere il cellulare sempre acceso. In gergo era l'equivalente di: ti tengo

lo stesso sotto controllo, anche se vai da tua nonna. Non si fida di me. Non sono la persona giusta per convincerla che non dovrebbe. La mia  razionalmente una scelta sbagliata, ma per la prima volta ho lasciato alle emozioni di prendere il sopravvento. La ragione ha pestato furibonda i piedi, mi ha calciato sul culo come di dovere, ma il cuore non ha voluto saperne. Credo di essere sulla giusta via per l'internamento perch sto rischiando grosso, cio di perdere moglie e figlio, ma nessuna colpa per questa scelta. Sorrido come un pazzo al mio vicino di posto, che penso mi abbia riconosciuto perch per tutto il viaggio ha sbirciato nella mia direzione. Avr immaginato che una persona famosa non farebbe mai quello che fanno le persone normali, cio viaggiare in un aereo in economy quando avrebbero tutto il denaro per un jet privato. Beh, che pensino quel che vogliono, non sono Re Mida. Io ho famiglia, anche se sto rischiando di perdere tutto. Mentre l'aereo sta atterrando provo una strana sensazione, quella delle viscere che si stringono in una morsa. I pensieri vagano sconnessi, come meteore che piombano in picchiata nel mio animo riducendolo in minuscoli frammenti di: oddio che sto facendo, oddio che far, oddio sto sbagliando ogni cosa, oddio l'amo talmente da rovinare tutto, anche me stesso? In realt, sto sorridendo come un folle. L'aereo con un sobbalzo atterra. Non posso pi tornare indietro. L'indecisione viene surclassata dalla mia volont ferrea e dato che sono un cocciuto scozzese, come dice sempre Angie, mi calo nei panni dei possenti avi del mio clan, pronto a tutto. Sam l'ha gi annunciato: con lei sar solo una lotta senza esclusione di colpi, quando Angie si mette in testa qualcosa, nessuno la pu smuovere, a meno che non si tratti di una scusa molto buona, James. Se solo Angie capisse. Se solo sapesse quante persone sono preoccupate per lei, quanto la amano, tanto da evitare che si rovini da sola con le proprie mani. Lo squillo del cellulare mi allarma, sono quasi al nastro bagagli, le mani tremano mentre quell'aggeggio infernale continua a suonare. Ho il timore che sia Anne, ma con un sospiro di sollievo mi accorgo che non  cos. Cerco di calmare i nervi tesi.

Ehi esclamo affannato. Sei arrivato? Noi siamo gi qui replica Sara con una nota di panico nella voce. Tutto  stato pianificato da quando ho deciso di fare i bagagli e raggiungere Milano.  un piano assurdo, impossibile e avr di sicuro conseguenze tragiche. Per, ho acconsentito. Pur di tenerla lontana dall'orrore, preferisco che mi odi. Lei mi odia gi. Da quando le ho detto di Alex mi ha aggiunto nella lista degli wanted, coloro ai quali vorrebbe mozzare la testa. In tutta sincerit, questo piano era stato pensato per Alex, ma Sara mi ha confidato che non se l' sentita.  un bastardo, quando lo rivedr riempir quella bella faccia di pugni. Le sue parole ancora mi bruciano, come il fatto che sia pi intelligente di me. S, perch lo aveva previsto. Sapeva che non mi sarei tirato indietro. James, noi siamo al check-in, se tu non vieni entro un quarto d'ora sar la fine per tutti noi aggiunge Sara trasmettendomi tutta la sua ansia. Recupero il bagaglio in fetta e furia e corro come un forsennato fino alle partenze. Angela e Roberto prenderanno un aereo destinazione Roma e da l un altro per Kabul. Posso capire che non sia in s per colpa di Alex, ma  da stupidi fuggire a quel modo. Sara invece ha un'altra idea sulla sua presunta fuga. Il rapporto con Roberto  particolare e profondo e Angie non lo vuole abbandonare al suo destino, dati i loro trascorsi. Mi solleva il fatto che non sia innamorata di lui. Dovrebbe tenere il proprio cuore ben custodito in cassaforte, pronto per un uomo decente, normale, non per un attore scapestrato e ribelle, n per una testa di minchia di uno scozzese come me e tanto meno per un avventuriero sprezzante dei pericoli. Avrei pagato qualsiasi cosa per vederla a fianco di una persona gentile e soprattutto con la testa sulle spalle, ma quelli non sono i tipi che piacciono a Angie. Rischiando di caracollare per terra con uno scivolone e di andare a sbattere come un salame contro la folla di gente assiepata come sardine, raggiungo il punto nel quale mi devo appostare secondo istruzioni. Mi

calco il cappellino da baseball, il resto lo ha gi fatto madre natura. Per il film mi sono fatto crescere la barba, rossa e ispida, e i capelli sono pi lunghi del solito. Indosso jeans neri sformati, una maglietta nera con i supereroi e un giubbotto di pelle di daino vintage, che amo molto perch apparteneva a mio nonno. Sembro un barbone, a parte gli occhi per i quali le fans mi riconoscerebbero. Ritrovo il piacere di mimetizzarmi con i miei amati rayban. Mi siedo con il fiatone su una panchina, mentre gli occhi famelici si spostano a destra e sinistra in preda a una frenesia che avevo perso da tempo. Ritrovare qualcuno che hai amato per pi di un decennio e che, per quanto lo conosci, non sai come sia diventato dopo due anni che non lo vedi. E quando avvisto il gruppo, rischio un infarto.

3. ANGIE. 

Lo ammetto. Il pensiero di fare un viaggio cos lungo in aereo mi aveva messo un'ansia incredibile e per un istante mi ero domandata che cosa stessi facendo in aeroporto, quando quel che volevo era restare a casa a terminare il romanzo. Ma tutto dura un millesimo di secondo non appena incrocio l'intensit degli occhi di Roberto, che si allargano in un sorriso pieno di speranza, per me e per lui. Come per infondere maggior sicurezza in me stessa, ricambio con dolcezza e gli stringo affettuosamente la mano. Invoco Dio e il suo diretto subalterno, Sananda, affinch non mi facciano morire spiaccicata in qualche posto sperduto del mondo, ma tornare a casa sana e salva. Sara mi ha dato un ultimatum, ha acconsentito a non defenestrarmi come sua migliore autrice solo se fossi rimasta in quella landa deserta in mezzo ai mammelucchi, testuali parole, per poco pi di una ventina, massimo venticinque, giorni. Considerato che tra volo, jet-lag e vattelappesca ci vorr per lo meno un giorno, ho annuito senza pensarci su due volte. Per mi sembrano un'eternit. So di farlo per affetto incondizionato e perch il mio caro amico merita il mio aiuto, ma comincio a vacillare riguardo a un'impresa che ha tutta l'aria di essere effettivamente assurda. Povera me e le mie idee strampalate. Angie? Uhm? rispondo al mio amico mugugnando.

Sei certa di voler venire?. Sono pi che decisa, ferma e risoluta, mai e poi mai cambier idea. Alex non  tornato con me, non mi ha nemmeno pregato in ginocchio, che altro dovrei fare quando in realt sarei l'alce in questione? Mi fa male ammetterlo, ma secondo me Alex non  pronto ad avere una relazione duratura con una donna matura. Se non facessi rime in questi casi desolanti, sarebbe meglio, ma  pi forte di me.  la verit. Annuisco a Roberto con la testa, credo che la lingua si sia ritirata in un eremo, ma  meglio cos, mi devo concentrare sull'aereo. Dato che non potr pilotarlo, domander a Sananda di intercedere in vece di Dio, facendo una grazia al capitano per evitare di farci sfracellare al suolo. Sto per prendere il cellulare e digitare il messaggio al mio guru, quando vengo circondata. Presa in ostaggio. La mia strana e bislacca famiglia  arrivata in blocco. Dante  il primo che mi abbraccia facendomi volteggiare come una trottola, rischiando di farmi vomitare la colazione. Mi bacia e spupazza, nemmeno fossi un bambolotto, mi d persino dei pizzicotti sulle guance. I suoi bellissimi occhi azzurri sono lucidi e credo mi stia mettendo in guardia sui cammelli e i Berberi. Lo immagino perch nello stesso momento Alberto e Arabella, insieme con Sara, mi stanno domandando trecento cose tutti insieme. Vorrei chiudere loro la bocca con lo scotch, ma non ne ho in borsa. Hanno persino allontanato Roberto, che  in un angolo con un ghigno degno di Muttley, il cane della Corsa pi pazza del mondo. Gli restituisco un sorriso da squaliena come ormai mi chiama da giorni. Non mi sembra di assomigliare anche a uno squalo, a meno che non ci sia James nelle vicinanze. Hai la lozione cinquanta? rimbecca Alberto. Ricordati di prendere le medicine per la malaria ribadisce Dante. Non dimenticarti di tenere sempre e dico sempre il cellulare acceso, che ti devo rintracciare a ogni ora del giorno e se sei in bagno non importa, rispondi lo stesso, intesi? replica Sara, facendomi venire le caldane al solo pensiero di parlarle mentre mi trovo seduta sul water. Donna Maria mi ha detto di darti questa. Ti saresti vergognata di prendere la statuina, l dentro c' l'acqua benedetta di Lourdes. Arabella mi porge la boccetta piena d'acqua. Penso a Donna Maria

con un piccolo imbuto che travasa l'acqua dalla statuina della Madonna di plastica a quella boccettina viola. Dovrei ridere a crepapelle, invece mi viene solo da piangere. Giro il tappo, annuso l'acqua, che sa di acqua, e ne bevo un sorso, male non mi far di certo, anzi mi benedir sin nel profondo delle viscere. Mi dispiace non sia venuta a salutarmi; mio padre invece si trova a New York per lavoro, ma pochi giorni addietro avevo trascorso un'ora e mezza al cellulare ad ascoltare la sua predica di padre a scoppio ritardato, su quanto questo viaggio fosse pericoloso e inutile ai fini di poter sentirmi meglio per la storia con Alex. Mi aveva gi pagato un biglietto aereo domandandomi di andare da lui, ma avevo chiesto il rimborso, tranquillizzandolo, riferendogli di non preoccuparsi, che lo amo molto ma devo decidere da sola della mia vita. Non sto andando in guerra, anche se il posto non  tra i pi pacifici del mondo! Anche mia nonna  assente, troppo occupata a Parigi con un vernissage di non so che cosa, al quale era stata invitata come ospite d'onore. Ripensando a Parigi e a tutto quello che mi successe due anni prima, il mio umore peggiora e raggiunge il sottosuolo, al livello delle fogne. I ricordi per restano vividi, anche se quell'amore  svanito come cenere in un focolaio morto. Roberto ha perfettamente ragione: dobbiamo godere dei bei momenti che abbiamo vissuto e ringraziare il Signore ogni giorno della nostra vita. Tutto va come deve andare. Sananda docet. Mi devo costruire il mio destino e ho l'intenzione di riuscirci, sia mai che mi prenda in giro o mi faccia le pernacchie. Aiutare Roberto mi far uscire il cuore da quell'impasse nel quale si  fossilizzato. Una scelta ponderata e piuttosto contro corrente, ma  quella giusta. E speriamo che nessuna mina mi/ci dilani. Sei incredibilmente bella, cugina, devo ringraziare quel bell'omone barbuto invece di dargli un pugno per rapirti e portarti in culo al mondo? sbeffeggia Dante con un sorriso a tutti denti. Lo adoro ancora di pi perch non palesa la sua preoccupazione. Dante non mi ha n incoraggiata, n rinchiusa dentro un armadio per farmi rinsavire (qualcuno lo ha fatto, purtroppo), invece mi ha sempre

appoggiata, qualsiasi decisione prendessi, anche la pi illogica e irrazionale. Non avrei retto la sua defezione, Sara e Arabella avevano dato di matto per giorni, capeggiate da Alberto. Alberto infatti aveva litigato con Dante per non essersi schierato dalla loro parte. Avevo intravisto un luccichio di disperazione e delusione negli occhi del mio ex. Dante  capace di decidere e pensare con la sua testa senza essere influenzato da nessuno, tanto meno da Alberto. Non vi preoccupate, se la caver aggiunge Roberto con calma zen. Dovrai vedertela con me se cos non fosse, mio caro lo sfida Sara con occhi ferini. Quei due si pesano come sul ring. Per quanto la mia amica passaguai lo adori, non lo ha ancora perdonato per l'oltraggio. In quel momento, per, mi accorgo che i miei amici si osservano con fare cospiratorio. Sara afferra il cellulare e si allontana. Alberto e Arabella cercano di tergiversare con Dante e Roberto farfugliando del meteo. Respiro aria intrisa di suspense, spero che non stiano tramando qualcosa di losco alle mie spalle. Sto pensando male delle persone che amo, abbasso lo sguardo contrito, vergognandomene. Cavoli, mi scappa la pip strillo tutto a un tratto, con gli occhi fuori dalle orbite. Che diavolo c'era in quell'acqua? Ero andata al bagno prima di partire e non sono trascorsi che una ventina di minuti, massimo mezz'ora. Arabella si avvicina e mi abbraccia. Allora, prima che l'aereo decolli, corri al bagno e mi spinge quasi con forza verso le toilette, che si trovano a pochi metri distanza. Mentre m'incammino quasi con le gambe incrociate, perch il bisogno sta diventando impellente, osservo Sara che  ritornata dal gruppo gesticolando come solo lei sa fare. Prima di entrare in bagno mi assicuro che sia quello delle donne.  deserto per fortuna, cos non sar costretta a saltellare come un'idiota aspettando che qualcuna esca. A fianco, su una panchina, noto un barbone con cappellino da baseball, una orribile giacca di pelle di daino e occhiali da sole, il mento appoggiato al petto. Lo fisso, mi fa pena,  anche piuttosto giovane. Com' possibile che esistano persone che vivono di espedienti o senza uno straccio di lavoro, privati di una

vita dignitosa? Le cause sono molteplici, non tutti sono dei fanfaroni, non bisogna mai giudicare dalle apparenze. Frugo nelle tasche, scovo due euro e glieli adagio in grembo, facendo piano per timore di svegliarlo. Sar anche una bazzecola, ma per lo meno potr comprarsi un panino da Mcdonald's, se  vera quella pubblicit. Il poverino non si muove, spero non sia malato. Felice per l'azione caritatevole, corro in bagno danzando come un Maori e ci manca poco che la molli sul pavimento. Rinfrancata dallo svuotamento di vescica, esco e mi trovo a tu per tu con il barbone di prima. Mi blocco all'improvviso, siamo nella toilette delle donne, non c' nessuno e un campanello d'allarme risuona nel mio cervello. Forse dovrei essere pi cauta con gli estranei, barboni o meno. Gli occhiali da sole che indossa non mi permettono di scrutarlo in volto, sotto quella barba rossiccia e i capelli tutti spettinati. Il cappellino non lo vedo, forse lo ha lasciato sulla panchina. Non  molto alto, non m'ispira nulla di negativo, anzi. Se la situazione non fosse cos atipica e potenzialmente pericolosa, sembrerebbe anche un bel tipo, curiosamente familiare. Continua imperterrito a fissarmi, non ci vuole molto senso deduttivo dato che ci sono solo io e si trova di fronte a me. Forse ha ancora fame e da Mc Donald's il costo dei panini  aumentato. Ma certo, come mai non ci ho pensato prima? Dopotutto qualche euro in pi non sar mica la fine del mondo. Fosse per me li aiuterei tutti. Frugo in borsa alla ricerca delle monetine. Non penso al fatto che potrebbe farmi del male, uccidermi, stuprarmi, avere un coltello sotto quella orrenda giacca. Inspiro a fondo e cerco di calmarmi e sorridergli, ma esce una smorfia alquanto sbilenca, che lo specchio mi regala mio malgrado. Non ho nessun euro in borsa. Il barbone alza una mano, ben piantata, con le dita affusolate, pur con le unghie mangiate ma pulite, mentre il palmo  ampio. La strana sensazione di familiarit s'insinua come un serpente sotto pelle. Stupida, Angie, che stai pensando, voi due non vi conoscete. Angie sussurra con voce roca, quasi un bisbiglio, avvicinandosi a me pian piano. All'improvviso, la pelle d'oca.

Spalanco gli occhi basita, il cuore comincia a battere freneticamente. Sto senz'altro sognando. Quella voce non pu essere la stessa che ho amato per oltre un decennio, che mi ha gettata come una scarpa vecchia, che mi ha pure dato una delle notizie pi brutte della mia vita, relegandomi alla stregua delle prefica che ero un tempo. Indietreggio affranta, oltraggiata, incavolata nera, tremando come una foglia e negando con decisione con la testa. Vicino a me non c' alcun oggetto contundente che potrebbe spaccargli quella bella faccia. Si toglie gli occhiali da sole con un gesto stizzito. Prendo il cellulare, ma lui con prontezza lo afferra e chiude di scatto, infilandolo nella tasca dei jeans. Terribilmente inviperita, gli mollo un ceffone con tutta la forza che possiedo nel mio cuore ferito e deluso. Con uno scarto degno di un ghepardo, guadagno veloce l'uscita, ma mi scontro con una porta chiusa quasi spiaccicandomela sul naso. Cerco di aprire, la maniglia gira a vuoto. Osservo l'ora,  tardi e dovrei imbarcarmi cos urlo e sbraito, ma sembra che nessuno mi stia ascoltando. Ma che diamine, questa non  la scena di un film scadente, dovrebbero venire a recuperarmi i miei amici, vero? Loro sanno che sono qui, loro... No, impossibile, non  possibile. Il tremore e la disperazione si trasformano in collera profonda e letale. Angie. Stai zitto, James, non osare emettere alcun suono. Non osare nemmeno rivolgermi la parola, che gli dei ti strafulminino. Tu e tutti loro, che gli dei vi strafulminino tutti quanti e vi inceneriscano all'istante, cos non vi dovr pi vedere, mai pi. Le lacrime scorrono incessanti. Faceva tutto parte di un piano. Hanno inscenato quella stupida farsa per impedire che partissi e nel contempo per torturarmi. Ritrovarmi con l'uomo che pi di qualsiasi altro mi ha ferito e annientato. Non li perdoner mai, cascasse il mondo io... Prendo la boccetta viola che portavo in tasca. La osservo stordita, ho delle strane vertigini e mi gira la testa. Mi hanno drogata?

Narcotizzata? James preoccupato si avvicina per sorreggermi. Cerco in tutti i modi di rimanere sveglia, ma il corpo non risponde a nessun comando, cos le braccia di James mi stringono mentre la sua voce melodiosa mi tranquillizza. Il cuore accelera, no, non  tachicardia, ma un palpitare diverso, estraneo, che non riconoscevo da tempo immemore. Quegli occhi, cos amati, adorati, bramati, evitati, seppelliti nell'anima, odiati... Sprofondo in un mare tutto blu, blu come gli occhi di James.

4. JAMES. 

Il mio cuore  un cupo rimbombo, risuona forte nelle orecchie. Sono stupefatto di quanto sia cambiata fisicamente. Il suo corpo, che ricordavo voluttuoso,  pi magro ma tonico, i capelli sono ancora corti. Ha un caschetto delizioso e si  tinta di un rosso mogano che le illumina i tratti del volto, facendola assomigliare a una dama raffaellita. Veste sportivo, ma  sempre bellissima e quel sorriso le conferisce una grazia e una maturit che mi abbagliano. Sono ammutolito, mi sento come un naufrago che, dopo aver combattuto in un mare burrascoso e pieno di ostacoli, ha finalmente trovato la riva da tempo anelata. Ho un sorriso ebete in volto, spero che nessuno si accorga di me, anche se indosso i rayban. Non sono cos bravo a mimetizzarmi quando c' lei nei paraggi. Il piano  meticoloso, dettagliato, se lo rovino Sara mi scuoier vivo. Ma come la maggior parte dei piani, ha una falla. Potrebbe distruggere, e pure in maniera irreparabile, la fiducia che Angie ripone in tutti loro. Roberto era in combutta con l'artefice Sara da giorni, non avrebbe mai permesso che Angie si esponesse a ogni sorta di pericolo in nome della loro amicizia. Gli fa onore, credo abbia recuperato agli occhi di Sara tutti i punti che aveva perso in precedenza, difatti lo osserva estasiata e anche un pochino in colpa, dal modo in cui lo abbraccia con trasporto. Il momento  arrivato. Arabella, la mia ex agente che rivedo con gioia, ma anche con

tristezza e rammarico, perch avrei voluto che continuasse a lavorare per me, prende in disparte Angie che si allontana. Sta venendo verso di me. Per un attimo perdo la bussola, convinto che stia raggiungendo proprio me, poi rinsavisco e mi calo nei panni del barbone. Verr mossa a compassione non appena mi vedr, se la conosco bene. Insceno uno dei miei momenti migliori di recitazione, faccio finta di dormire. I suoi passi cadenzati danzano al ritmo del mio cuore, comincio a tremare, dovrei anche grattarmi il naso, ho un prurito pazzesco. Si blocca dinanzi a me, sospira.  una frana nel riuscire a comprendere le persone. Nel mio caso desidero il suo perdono, ma  pura utopia. Che sta facendo? Un tintinnio, qualcosa cade sulle mie braccia incrociate sul petto. Non appena entra in bagno, apro gli occhi. Due euro. Vorrei ridere, ma  un momento topico perch so gi che avr a che fare con una iena. Mi alzo lentamente. Prima di entrare mi giro verso le menti cospiratrici. Ignoro quasi tutti, a parte Roberto, che annuisce esitante, restituendomi uno sguardo carico di... Speranza... Possibile? Non lo sapr mai perch lo lascio al suo destino e vado incontro al mio. Spengo il cellulare. Anne mi ha chiamato un quarto d'ora prima. Ho ingurgitato bile e inghiottito la vergogna. Ho il timore che abbia mangiato la foglia e prenda il primo volo per raggiungermi, pensandomi da mia nonna. Sarebbe la fine. Ma non ho decretato gi la mia insulsa fine? Sono pietoso anche verso me stesso, non ho alcuna scusante. Entro deciso nel bagno e chiudo a chiave, mettendola in tasca. Strano che, dopo gli attentati, gli aeroporti non abbiano ancora utilizzato le chiusure di sicurezza, questa toilette non ce l'ha, altrimenti il piano sarebbe saltato e avrei dovuto escogitare qualcos'altro, magari comprare delle manette. Attendo nervoso che esca, non  ancora ora di togliermi i rayban, voglio avvalermi dell'effetto sorpresa.

Quando viene fuori e mi scorge, resta immobile, come una statua di granito. A tu per tu con Angie, che rigida mi fissa sgranando gli occhi. Tremo come un bambino colto con le mani nella marmellata. Si blocca contrariata, ma non sembra capire, n mi riconosce. Mi addolora molto pi di quel che avrei immaginato, non  questo il momento di piangere sul latte versato. James, stai ancora scontando le conseguenze delle tue azioni nefande e da oggi aggiungerai l'ennesima. Ho un passi per l'inferno e se non ci andassi da solo mi ci manderebbe lei a calci in culo. Sono cos emozionato che vorrei abbracciarla, gettarmi ai suoi piedi, implorare perdono, stringerla come ho sempre sognato per infinite notti. Non resisto, alzo una mano come uno stupido, pronuncio il suo nome con la voce arrochita dal sentimento che, disgraziatamente, sta rompendo gli argini di un cuore strappato in pi punti. Tutto cambia. La sorpresa si trasforma in incubo. Il suo sguardo  cupo, sconcertato, carico di odio e disprezzo. Indietreggia impaurita, come se volessi farle del male, ma certo, con me  abituata al peggio. Non ha tutti i torti, infatti. Mi tolgo gli occhiali sbuffando stizzito. Quando afferra il cellulare, lo strappo dalle mani e lo metto in tasca. Mi molla uno schiaffo cos forte che per un istante divento sordo. Sono intontito, con l'orecchio che fischia, quando con uno scarto dribbla e corre verso l'uscita, sbattendo il naso contro la porta chiusa. Si volta infuriata. Angie... sussurro con debolezza. Stai zitto, James, non osare emettere alcun suono... Non osare nemmeno rivolgermi la parola, che gli dei ti strafulminino. Tu e tutti loro, che gli dei vi strafulminino tutti quanti e vi inceneriscano all'istante, cos non vi dovr pi vedere, mai pi. Il suo volto  un caleidoscopio di emozioni, scorrono come la trama di un film e, a giudicare dallo sguardo che manda lampi, sicuramente si tratta di uno apocalittico. Ecco la falla del piano architettato magistralmente. Avevo suggerito a Sara che tradire la sua buona fede sarebbe stato un dolore molto pi profondo della mia comparsa come il mostro di Nightmare. Pur ammettendo la cruda verit, ha preferito rischiare di perdere l'affetto di Angie che non saperla in pericolo in Afghanistan.

Quella donna  peggio di un caterpillar. Mi avvicino, fremo come un innamorato alle prime armi. Sono l'assetato nel deserto, il miraggio  realt tangibile, a pochi passi, invitante e meravigliosamente vivo. Voglio toccarla, quel pensiero brucia le viscere e incendia il mio corpo. La desidero come un demone, sono fottutamente perduto. Il desiderio mi sta distruggendo. Il mio compito non  ritornare con lei, devo solo portarla in un luogo. Doveva farlo Alex, ma Sara mi aveva spiegato che non sarebbe potuto venire a causa di quel maledetto flop di film. Il fatto che mi abbia dato campo libero mi dovrebbe ringalluzzire, invece mi fa ancora peggio perch non posso pi permettermi di pensare a lei cos. Resta sempre un miraggio. Alex non  maturo, forse un giorno diventer un uomo e forse Angie lo rivorr, chi lo sa... Forse  gi troppo tardi anche per lui. Angie si affloscia all'improvviso tra le mie braccia. Per un secondo ho il timore che l'abbiano drogata, ma un tempestivo sms di Sara mi tranquillizza. Le hanno dato da bere dei blandi sedativi. La osservo preoccupato. Occhi negli occhi, la sofferenza che le animava lo sguardo un istante prima, si sta per trasformando in un lieve sorriso che aleggia esitante, una luce di speranza che scalda il mio cuore. Le accarezzo una guancia e inghiottendo tutto l'amore che provo, chiamo Sara.

5. ALEX. 

Il cellulare squilla incessante. Lasciatemi stare, andatevene via. Apro un occhio con difficolt, ho la mascella dolorante. Un male cane. La tasto piano e il dolore mi trafigge come la lama di un pugnale. Tutto il corpo  ridotto allo stesso modo. Biascico qualcosa, non riesco nemmeno a parlare. Ma che cazzo d'ora ? A malapena riesco ad alzarmi dal letto, sono tutto sudato, c' un odore nauseabondo, di sudore, alcool... Credo di essermela fatta

pure addosso. Faccio fatica a scorgere le lancette, ma che diavolo! Barcollo fino in bagno, la schiena mi fa male, come se fosse stata pestata a sangue da un pazzo armato di frusta. Mi appoggio allo stipite della porta, ancora un passo. Le mani sul lavandino, sollevo la testa. Oh merda sbraito indietreggiando e quasi cadendo con il sedere dentro la vasca. Ma che mi  successo? Hai fatto a pugni, ti sei ubriacato e abbiamo fatto sesso, tanto stupendo sesso. Ah, non  detto che sia l'ordine giusto, per. La risatina di Joyce m'irrita, pi che vederla tutta nuda. Come posso sopportare una con quelle tette rifatte? Le stanno su come due mele appena colte dal ramo, sant'Iddio, fanno schifo. Per di pi  glabra come un neonato. Non mi sono mai piaciute n le donne rifatte, n senza peli, ma come mi sto riducendo? Se diventassi un eunuco sarebbe meglio. Ormai faccio sesso solo da ubriaco, perch da sobrio non riesco nemmeno a fissarmi allo specchio. Vattene via, Joyce esclamo rude. Mi osserva spostando la testa di lato con un sorrisino pi che dolce. Dovevo pure scopare con una ninfomane. Si avvicina lentamente, ormai non faccio pi paura nemmeno alle mantidi. Vattene! sbraito. Si blocca e resta impietrita a fissarmi con la bocca spalancata. Abracadabra. Ho detto le paroline giuste, che nemmeno una come lei vorrebbe sentir pronunciare. Ma per piacere! Tuttavia non indietreggia, invece, furibonda, con una falcata viene verso di me e mi molla un ceffone che mi sposta la mascella. Il dolore  talmente straziante che penso di svenire. Sei un fottuto stronzo, Lynch!. Si veste in un battibaleno, non porta nemmeno gli slip, il reggiseno non le serve. Ha un abito rosso, provocante. Mi dispiace che si venda a quel modo. Come attrice non vale un gran ch, ma malgrado ci, sono sempre convinto che ognuno di noi possa eccellere in qualcosa nella vita. Ognuno di noi ha diritto a un posto tutto suo, un posto al sole che

lo renda fiero di s. Forse la cosa migliore che sa fare lei  solo un pompino. Quando sbatte la porta, mi accascio in terra e cerco di non svenire. Il cellulare aveva smesso di suonare, ma ora sta ricominciando. Apro di scatto gli occhi, la testa ronza e ho le vertigini. Mi trascino in terra come un soldato in trincea immaginandomi le scene peggiori e cio che il piano sia saltato e Angie sia salita su quel cavolo di aereo. Ancora uno sforzo e ci sono. Arranco soffrendo come un cane, ma non mollo. Alla fine, riesco a strappare un ultimo sforzo e arrivare al comodino. Pronto, Arabella mi trema la voce, il dolore  sparito, ma quello al cuore  cos profondo che nessun dottore potr curarlo ormai. James ce l'ha fatta, Angie  in viaggio, dovresti esserci tu con lei, non so come andr a finire questa volta. Alex, la faccia di James.... Un profondo sospiro di sollievo, un crampo in pieno petto. I suoi occhi, la sua pelle, il suo sorriso, tutto ci che mi rimane di lei. Mi getto sul letto esausto e chiudo gli occhi. La rabbia prevale. Gliel'avevo detto, gliel'avevo detto. Un sorriso di scherno. Non ha mai voluto riconoscere la verit, ma ora avr di che pentirsene amaramente. Non t'invidio, bello. Fottiti, James!

6. ANGIE. 

Annaspo in cerca d'aria. Mi trovo immersa in un mare smeraldo con l'acqua fresca che mi circonda in un bozzolo di felicit. Sto nuotando gioiosa mentre l'acqua mi lambisce regalandomi una sensazione di solennit, come se mi trovassi nel caldo utero materno, protetta dal nemico o da qualsiasi mosca ci possa essere nei paraggi, ma all'improvviso appare uno squalo enorme, talmente grande che fatico a vederne le estremit. In teoria dovrei tremare di paura e terrore, in realt sono piuttosto calma e lo fisso immobile, sperando che se ne vada. Nuota con leggerezza squalifera mentre la pinna caudale  un

monito per darmela a gambe levate. Ha una bocca grandissima, fauci spalancate, ma non ha denti. Uno squalo sdentato? Lo squalo apre la bocca che pur non facendomi paura,  davvero mastodontica. Mi manger in un sol boccone e far la fine di Pinocchio quando entr nel ventre della balena con Geppetto. Invece, con aria sempre squalifera avvicinandosi minacciosamente, cozza contro di me con il suo corpo possente e poi... Mi lecca tutta la faccia, ci manca poco che mi sbavi addosso. Uno squalo affettuoso. Che razza di sogno sbilenco sto facendo? Sono tutta unta e umida, vorrei cacciarlo via, ma sembra che sia il suo gelato preferito. Devo uscire da questo sogno, ma non appena mi sveglier tutti i problemi arriveranno a darmi una legnata quasi fatale. So di averne molti, non ultimo quello costituito da occhi terribilmente blu, ma a monte ce ne sono altrettanti devastanti. Tutto sommato mi sta bene che lo squalo mi lecchi. La realt fa schifo a confronto. Il mio nuovo enorme amico mi sta anche dando delle leggere zampate su una mano. Gi il fatto che abbia la lingua mi pare insolito, che tenga anche delle zampe al posto delle pinne, forse  un tantino esagerato, anche se si tratta di un sogno e nei sogni capitano cose che nella realt sarebbero improponibili. Saluto perci il mio nuovo simpatico amico, memorizzo il fatto che sia ingiusto che questi bellissimi pesci vengano etichettati come assassini (tutta colpa di Spielberg) e cerco di svegliarmi sforzandomi di aprire gli occhi. Le palpebre sono incollate, ho pure la nausea. L'unto di poco prima si accentua, devono avermi preso per un lecca-lecca, qualcosa di affilato sta affondando su una guancia. Con tutto lo sforzo di cui sono capace, ignorando il fatto che mi trover a tu per tu con una realt da far apparire i romanzi di King innocui, apro un occhio. Mao. Occhi a fessure, sguardo vispo, nasetto rosa, orecchie grandi... Ahhhh, un topo, un topo mi alzo schizzando come un missile, urlando come una pazza e saltellando su e gi nella migliore performance della ragazza dell'esorcista. Mi rintano accanto al letto, cercando di nascondermi dalla terribile bestia. La porta della camera si apre all'improvviso, portando dentro una folata di vento freddo, che in men che non si dica mi congela le ossa,

pur indossando un pigiama felpato. A chiunque sia entrato, che  ben nascosto alla mia vista, magari  un orso ma non me ne importa nulla, sbraito: Porta via quella bestia,  un topo enorme, gigantesco e mi stava leccando, mi verr la leptospirosi. Una risata irrompe fragorosa e tonante, scioccandomi all'inverosimile. Quindi non l'avevo sognato. Non sono su un aereo per Kabul, non c' Roberto, non ho pi alcun amico con il quale poter ridere e star bene, me l'hanno tutti fatta sotto al naso, nel peggiore dei modi. La maledizione degli uomini dagli occhi blu fa capolino dopo anni di assenza, facendomi pi che cuc, buh, il pi spaventosamente possibile. Vieni qui, tesoro, lei non apprezza le anime belle come te, su, dai fatti accarezzare, ahhh, ma sei stupenda lo sai?. Chi io? chiedo colta da una fuorviante imbecillit, quella che si manifesta sempre quando sono con lui, pur essendo terribilmente arrabbiata, anzi avvelenata, che peste lo colga. Ho ancora gli occhi chiusi e forse quel topo lo avr mangiato, che lo faccia pure, cos me ne libero una volta per tutte. Ehm, no, dico a lei, la micia di tua nonna Adel. M'immobilizzo, una statua, di sale o di pietra non ha importanza, il risultato non cambierebbe. Sto acquisendo informazioni di vitale importanza, che mi stanno lentamente facendo impazzire. Devo fare ordine. Uno: James, quel James, il mio James  qui, in questa stanza, pi bello e barbone che mai, e mi sta parlando dopo due anni che non ci vediamo, n ci sentiamo, a parte l'episodio increscioso della telefonata che mi ha di nuovo mandato la vita in tilt. La mia calamit naturale  ritornata molto agguerrita. Se possibile, i suoi occhi sono ancora pi brillanti e non  un problema dei miei che sono diventati miopi, ma dei suoi che con l'et si sono trasformati in bellissime gocce blu elettrico. Gi per questo dovrei essere morta distesa sul tappeto di questa camera in stile country che mi sembra familiare, con un camino dove i ciocchi di legno stanno sfrigolando baldanzosi. Forse mi trovo in una localit montana con il mio rapitore, che da tempo immemore considero l'uomo

della mia vita. La mosca al naso  ritornata pi in forma che mai. Prima di svenire dai sonniferi che mi hanno di sicuro aggiunto nella boccetta viola (non ci voleva un medico per capirlo, conosco gli effetti di suddette pillole) nella quale speravo ci fosse acqua benedetta, gli ho pure dato un ceffone. Ben gli sta. Due: Ci sono situazioni che ancora non mi sono chiare. I miei ex amici, che non voglio ancora nominare, hanno teso una trappola a mia insaputa con la complicit dell'uomo che mi ha rovinato la vita e dal quale quegli stessi amici mi hanno sempre tenuto alla larga, solo per non farmi prendere un aereo per Kabul. Sapevano benissimo che non sarei rimasta in quel paese e sarei tornata a casa sana e salva perch Roberto non avrebbe mai permesso che una mina mi/ci dilaniasse, pena la presenza di Sara a mo' di Cerbero nell'aldil a frustare in eterno il sedere di Roberto come punizione. Tre: sono sicura di aver capito dove mi trovo sbirciando con la coda dell'occhio. Un altro pezzetto di puzzle intricato che s'incastra al proprio posto. Mia nonna Adel. Non avrebbe mai permesso ai miei ex amici di combinare un casino simile senza la sua benedizione. Il toposqualo che mi leccava non  altri che Tabitha, la micia grigio tartarugata di nonna. Vorrei tanto coccolarla e domandarle scusa per averla scambiata per un suo probabile pasto succulento, ma quella meschina di gatta si sta strofinando contro James. Le femmine cadono tutte ai suoi piedi, umane e animali. Inevitabile. Io lo rifarei, anche se sono incavolata nera e vorrei buttarlo gi dal monte sul quale ci troviamo. Sospiro. James mi regala uno di quei sorrisi che una volta mi scioglievano trasformandomi in un istante in un'ameba. In realt, succede ancora, ma non voglio darlo a vedere, dopotutto sono stata tradita, rapita e anche narcotizzata. Potrei denunciarli e mandarli in galera. Adesso che ha terminato con successo il suo compito, James se ne ritorner dall' amatissima e incintissima moglie. Un dolore sordo m'incrina il cuore, che comincia a battere furioso. Sono ancora seduta per terra accanto al letto con addosso, presumo, un pigiama di mia nonna.

Ha dei minuscoli fiorellini color lavanda ed  castigato, ci manca poco che mi ritrovi pure la cintura di castit. Adocchio velocemente le mie parti intime. Sospiro rinfrancata. James alza il suo adorato sopracciglio, che mi saluta dopo anni di distacco forzato e, districandosi dalle unghie di Tabitha, la quale desiderava tutte le attenzioni del suo nuovo amico umano (come non darle torto), si avvicina esitante. Penser che voglia affibbiargli l'ennesimo ceffone. Perspicace, James. Si blocca a met strada tra me e il letto, le mani in tasca. Indossa ancora la mise con la quale l'ho scambiato per un barbone in aeroporto. Avevo letto in internet che avrebbe dovuto iniziare le riprese del sequel di una famosa serie cinematografica di supereroi mutanti. Il motivo per cui indossi quella maglietta ridicola  palese. Mi morsico la lingua perch vorrei porgli una domanda, non a riguardo della carriera perch le ragazze del fan club di James mi tengono costantemente informata. Vorrei solamente chiedergli come si sta senza di me. Io so come sono stata senza di lui. Tutto bene, Angie? sussurra roco. Ogni volta la sua voce mi fa fremere e comincio a sudare. Alla mia et dovrei essere pi vicino alla menopausa, forse sono le caldane. S, James, anche se mi hanno narcotizzata, mi sento bene. Ma stammi lontano,  meglio. Ho fatto centro. James indietreggia come se l'avessi schiaffeggiato per la seconda volta, fermandosi dinanzi alla porta. Ha i pugni chiusi, si mordicchia il labbro e gli occhi sono cos intensamente blu che intravedo il mio riflesso. Il granitico scozzese ribelle non aggiunge altro, lasciandomi esterrefatta. Che ti aspettavi Angie? A lui non fai pi alcun effetto. Bene... Io... ha una mano sulla maniglia della porta. Come sta Anne? E il bambino? mi sto sforzando, nel frattempo sento un pugnale conficcarsi dolorosamente nel petto. B... Bene balbetta indeciso, strabuzzando gli occhi, sorpreso. Sai quando dovrebbe nascere?. Dopo questa conversazione dovrei seppellirmi in giardino con la pala

d'argento della mia follia masochista, ma non lo far. La Angie piagnucolona e pappamolla non esiste pi e mai ritorner in tali vesti. La nuova Angie  sarcastica, forte e sa stare con le persone senza combinare guai, n piangersi addosso.  in grado di domandare all'uomo della sua vita quando nascer il figlio che lei avrebbe tanto voluto dargli. T... Tra qualche settimana, pi... Pi o meno. Come mai balbetta? Non solo li faccio invecchiare, ma in mia presenza s'inebetiscono senza accorgersene. Quella notizia  peggio di una devastazione da maremoto. Non posso credere che abbia contribuito a questa stupida farsa con una moglie quasi in procinto di partorire. Ma che gli  saltato in mente? Avr ricevuto da pi fronti molteplici ricatti, non mi stupisco che alla fine abbia accettato per sfinimento. Colta da un moto di rabbia, mi alzo e camminando in equilibrio precario mi avvicino. Anne non mi piace affatto, ma sono solidale con lei. Che farei se venissi a sapere che mio marito ha preso parte a una scenata simile per la propria ex? Che pasticcio terribile. Potrebbe venirne a conoscenza, sentirsi male, partorire prima della data prevista, magari rimetterci la sua vita o peggio, quella del nascituro. Scenari catastrofici per i quali mi sento venir meno. Non voglio averla sulla coscienza. Immagino quante bugie le avr raccontato James appoggiato da quella maniaca della mia amica passaguai. Come mai Dante non si  opposto a questa messinscena? Perch Roberto ha acconsentito? Non gli ho nemmeno detto addio, non so se e quando lo rivedr. Ma sei impazzito, James? Come hai potuto lasciarti trascinare in un piano cos meschino? Volevi rimediare agli errori del passato? inveisco inviperita, a un centimetro dal suo volto, penso anche di avergli sputacchiato in un occhio. Ammetto di essere melodrammatica, ma non voglio rovinare la vita di un bambino innocente. James  un incosciente, vorrei ammazzarlo e porre fine alla nostra disgrazia. Io e Anne ne recupereremmo in salute, poco ma sicuro.

All'improvviso e alla sprovvista, mi blocca le mani attirandomi a s. Sono avvinghiata a lui, il suo corpo contro il mio. Per un istante sembra che i miei muscoli e le mie ossa rispondano a quella melodia che faceva vibrare i nostri corpi come fossero uno solo. Sento il suo cuore galoppare a forte velocit. O  il mio? Occhi negli occhi. Sprofondo in quel blu come un bastardo ubriaco, che ha sempre sperato di immergersi in quelle acque per trovare una serena morte. Credo di essere anche leggermente arrossata in volto. Le sue labbra sfiorano le mie. Penso che mi voglia baciare, ma sobbalzo all'indietro ritrovando la ragione, perch non pu farmi questo, non un'altra volta. Non spezzerai il mio cuore di nuovo, Mckinney, n quello di quella povera donna, siamo intesi? sibilo, sto lentamente morendo dentro. Indietreggia. Il sopracciglio mi sfida, inviandomi messaggi di disprezzo. Abbassa lo sguardo, affonda le mani nelle tasche dei jeans, mentre sta per uscire aggiungo: Se vuoi l'assoluzione dai tuoi peccati, Mckinney, ce l'hai. Ti ho perdonato nel momento in cui mi sono innamorata di Alex, ti perdono anche per quello che mi hai fatto ora, Sara ti avr minacciato a dovere, me ne dispiace. Devi ritornare a casa, dalla tua famiglia, altrimenti perderesti quel briciolo di dignit per il quale ti ho sempre stimato, non ti chiedo di farlo per me, ma per tuo figlio e per tua moglie. Non si gira, ma la sua schiena s'irrigidisce. Resta impalato di fronte alla porta per un istante lungo un'eternit. Una metafora stupida, ma  cos che percepisco questo momento. Il mio discorso  chiaro, so di averlo ferito. Esce e chiude la porta dietro di s, senza sbatterla. Tabitha lo segue, quella infingarda. Le lacrime rigano le mie guance, ma ce la far, sar forte. James, chi perdincibacco  James? Ommmm. Prendo il mio cellulare e digito un sms a Sananda, sar anche pi forte, ma senza il suo aiuto non ce la posso fare.

7.JAMES

Chiudo la porta alle mie spalle e mi ci appoggio tremante, mentre il cuore va a mille. Sembra un treno in corsa. Poso la mano sul petto e respiro a fondo, ma la rabbia sale come un fiume in piena e mi sommerge. Se vuoi l'assoluzione dai tuoi peccati, Mckinney, ce l'hai. Ti ho perdonato nel momento in cui mi sono innamorata di Alex, ti perdono anche per quello che mi hai fatto ora, Sara ti avr minacciato a dovere, me ne dispiace. Devi ritornare a casa, dalla tua famiglia, altrimenti perderesti quel briciolo di dignit per il quale ti ho sempre stimato, non ti chiedo di farlo per me, ma per tuo figlio e per tua moglie. Cazzo. Come posso anteporre sempre lei prima di chiunque? Anche prima di mio figlio? Tabitha continua a strofinarsi e miagolare, ma non l'accarezzo, per cui se ne va insoddisfatta. Il desiderio mi travolge. Voglio entrare in quella stanza prenderla tra le braccia, baciarla, spogliarla e fare l'amore con lei. Il suo corpo, il suo profumo, la sua lingua biforcuta, tutto mi  mancato, tutto. Osservo il muro, lo contemplo per ritrovare me stesso, la mia razionalit, il mio equilibrio psicofisico venuto meno nel giro dei cinque minuti nei quali siamo stati insieme nella stessa stanza. Mi allontano con passi pesanti, strascicando i piedi come un condannato a morte. Il corridoio  inondato di luce che proviene da un salotto costellato di vetrate dalle quali si gode un panorama magnifico, quello della citt di Merano. Il cottage di Adel  spettacolare, a met tra i classici cottage inglesi e una baita di montagna. Arredato di suo gusto, decorato quasi di propria mano, ha un'anima kitsch e country e incarna alla perfezione quella donna strana e singolare. Angie crede sia una strega. Per me  solo una pazza eccentrica e anche autoritaria. Infatti, non le vado a genio, mentre Alex  il suo pupillo. Cazzo sibilo di continuo a denti stretti, scagliando con violenza la mano contro il muro. Il dolore  incredibile, ma quello al cuore fa ancora pi male. Accidenti a Angie, accidenti a lei. Avr mai fine questo dolore, questa passione, questo calvario, questa via crucis? James? Ma... Che hai combinato? Ges, Giuseppe e Maria, benedetto ragazzo. Sussulto come colto con le mani nella marmellata, in questo caso con

un pugno contro il muro, che non si  nemmeno scalfito. Deve avere una muratura molto spessa, dall'ultimo film ho imparato a tirare di boxe e so farlo molto bene. Sorrido debolmente a donna Maria che, pur avendo in mano un vassoio con ogni sorta di prelibatezza cucinata appositamente per farsi perdonare dalla figlioccia, si appresta veloce a soccorrermi. Appoggia il vassoio sul ripiano di un com viola che si trova in corridoio, con fare da crocerossina prende la mia mano e la scruta alla luce di un'applique. Dobbiamo disinfettare, altrimenti il taglio non si chiude, guarda qua quanto sangue perdi. Su, ti porto in bagno,  l che Adel tiene i medicinali d'urgenza, devi stare pi attento, figliolo le sue chiacchiere sono un toccasana. La delicatezza nei miei confronti commovente. Donna Maria non mi domanda il motivo del disastro. Vorrei abbracciarla per la discrezione. Le sue cure e premure sono confortanti, questa donna cos gentile e adorabile ha sempre nutrito molto affetto per me, a dispetto del resto della famiglia allargata di Angie. So che la statua della Madonna che teneva nel giardino del suo villino, quella che Angie scambi per Biancaneve, ora  molto venerata nella chiesa di don Francesco. Maria sar l'unica che di certo non mi volter mai le spalle in un covo di vipere. Sospiro. Non  nulla, Maria, non ti preoccupare, non mi fa nemmeno male, ahi grido quando mi disinfetta la ferita, che  pi profonda di quel che immaginassi. Lei sorride e borbotta: Prima o poi tutto si aggiuster, James, tutto si aggiuster, prego sempre per te, lo sai alza lo sguardo, fissa fuori dalla porta del bagno con fare cospiratorio e sussurra con quella donna non si sa mai che pu capitare. Ah, ogni sera quando prego guardo sotto il letto, non vorrei trovarmi una bambolina vud con gli spilloni,  pazza, che Dio abbia piet della sua anima impura!. Si fa il segno della croce. Con un enorme sforzo cerco di non ridere. Adel e Donna Maria sono tanto diverse quanto ugualmente eccentriche. L'una canta inni alla luna tutta nuda (me l'ha riferito Angie dicendomi che nonna doveva celebrare la festivit di Beltane) e l'altra  una fervente credente e penso che si porti la Bibbia pure in bagno. Quando fu eletto il nuovo

Papa, Angie mi raccont che and a Roma insieme con il suo amato Don Francesco, si mise in una posizione strategica, pur di poterlo abbracciare personalmente e farsi elargire una benedizione. Ci riusc, la mano che il Papa le strinse, non se la lav per giorni. Diceva a tutti che era la sua pi importante reliquia religiosa. Senza contare che la foto con lei abbracciata al Papa  diventata una gigantografia appesa sopra la porta d'entrata di casa. Quando andai a trovarla restai cos allibito, che pensai fosse impazzita del tutto. Angie lo chiama fanatismo religioso, io lo considero solo amore smisurato. Ognuno riversa il proprio amore su qualcuno o qualcosa, in maniera quasi viscerale, maniacale. Non so quanto il piano ordito dalla ciurma capeggiata da Sara possa avere buon esito con queste due. Me ne andr prima, dopotutto il piano  a favore di Alex. Secondo me desiderano tutti che ritornino insieme. Ho detto a Sara che, dopo averla portata al cottage di Merano, me ne sarei ritornato a casa da mia moglie. Al massimo due giorni, Sara, poi vi dovrete arrangiare, qualsiasi siano i vostri assurdi piani, spero solo che vi possa perdonare. Angie ha perfettamente ragione. Meglio che me ne vada prima di combinare altre cazzate o che accada il peggio e cio di raggiungere quel punto di non ritorno, che mi far cadere nel baratro e perdere ci che conta nella vita. Ma a questo punto che cosa davvero  importante nella mia vita? Mio figlio. S, lui, solo e soltanto lui. Mentre Donna Maria mi fascia la mano, cullato dal suo dolce chiacchiericcio, inghiottisco con dolore tutto l'amore che nutro per Angie e non posso pi permettermi di provare. Forse  la volta buona che ci dimentichiamo l'uno dell'altra e la facciamo finita sul serio. Quando termina, soddisfatta della fasciatura, Maria mi osserva guardinga e chiede con dolcezza: Si  svegliata?. Annuisco senza aggiungere altro. Esce dal bagno in silenzio, concedendomi un tirato sorriso, riprende il vassoio ed entra in camera della figlia adottiva.

Chiudo gli occhi e mi siedo con pesantezza sopra il water cercando di riflettere. Ma pi ci penso e pi mi sento aggrovigliare dalle emozioni, che mi avvinghiano lo stomaco, facendomi persino mancare il respiro. Le mani nei capelli, la disperazione mi sovrasta. Cazzo. Il cellulare squilla all'improvviso, facendomi sobbalzare. Osservo il display pensando sia Sara, ma non  cos. Lo spengo. Non voglio ritornare alla realt. Non voglio parlare con Anne. Non voglio parlare con un cazzo di nessuno. Esco dal bagno, guadagno la porta d'entrata del cottage di fretta, non prima di aver preso la giacca vintage di mio nonno. Forse camminare fino in paese mi far bene, mi schiarir le idee. Forse...

8. ANGIE. 

Affacciata alla finestra della camera, mi si mozza il respiro nel momento in cui vedo uscire James dal cancelletto del cottage. La finestra d sul viale accanto all'ingresso, in posizione strategica, quindi posso notare chiunque. James ha le spalle curve, la testa china, quasi ritorto su se stesso, si sfrega le braccia e soffia sulle mani, intirizzito dal freddo. Ha una curiosa fasciatura su una mano ed  pure sporca di sangue. Sobbalzo colta alla sprovvista, fortemente preoccupata, sto per urlare il suo nome, quando accade l'inevitabile. Credo che l'elastico della nostra bislacca relazione strappato anni prima, si sia magicamente ricomposto. James si volta di scatto, proprio verso me. Vorrei uscire e domandargli che ha combinato, ma sono impietrita. Non mi sposto. Immobile, non sento nemmeno il cuore palpitare, il tempo si  fermato.

Resto l semplicemente a fissarlo. Gonfia d'amore per lui, come pu non accorgersene? Il suo sguardo brilla alla luce del sole, il sopracciglio  inarcato all'ins, contrariato, ha vistose occhiaie, i capelli unti, ma  sempre stupendo. Perch non ritorni da tua moglie, James, perch non te ne vai? Una nuvola in cielo adombra i suoi splendidi occhi, un cono di oscurit l dove pulsa il mio sole. Infine, indossa i rayban. Anche il borsalino gli stava d'incanto. Conciato cos, per, il borsalino sarebbe un pugno in un occhio. James nei panni del barbone  ancora pi bello. Sospiro. Che brutto morbo incurabile la Jamesite acuta. La porta della mia camera si apre per poi chiudersi piano, ma non ci bado. James non ha la valigia, non c' alcun taxi davanti al cottage, di sicuro scender in paese. Camminare farebbe bene anche a me. Rincuorata, mi rassereno godendomi il panorama che senza James ha ben poco di invitante. Se non se ne va, ho ancora qualcosa in cui sperare. Qualche ora con lui. Mi basta solo poterlo vedere, Dio, non chiedo altro. Sono una bastarda, lo so, predico bene e razzolo malissimo. Non vederlo pi mi terrorizza. Ho come l'impressione che la nostra storia sia giunta a un bivio. L'ultimo incrociarsi prima della separazione definitiva. Fa male. Molto male. Forse dovrei ritirarmi in un eremo o farmi suora. In amore sono un disastro, potrei sempre seguire Sananda e diventare un guru. Ero poco credibile come zombie, figurarsi come maestra spirituale. Insegnerei a tutte come amare James, mi tirerei la zappa sui piedi da sola. Afflitta da questi spirituali pensieri, vago con lo sguardo. Il paesaggio  rigoglioso, il verde  cos brillante che mi sembra di scorgere ogni minuscolo insetto che dimora pacifico sugli alberi. Il paese si stende lungo il pendio. Di notte  un'esplosione di luci sotto un meraviglioso cielo stellato, di giorno  una profusione di case colorate intervallate da prati e boschi impervi, puntellate da un cielo di un blu accecante. Blu come gli occhi di James. Ma com' possibile che ci di pi bello esiste al mondo appartenga pure a lui? Bisognerebbe vietare che un essere umano possegga qualcosa di cos straordinario. Divino.

Sospiro melodrammaticamente affranta. Sono cos assorta nei miei dispiaceri che ho dimenticato di non essere sola. Tesoro?. Impietrita, mi volto di scatto e la osservo indignata. Donna Maria?. S, cara risponde con un sorriso e si affretta a depositare un vassoio sul comodino accanto al letto. Il profumo delle sue brioche mi fa venire la nausea. Donna Maria? Tu... sono annichilita. Ma certo!  stata lei. Ero convinta che anche la boccetta viola fosse una loro trovata e invece hanno avuto bisogno anche della sua benedizione. Devono scritturarli tutti per un thriller, farebbero incassi milionari, la CIA avrebbe da guadagnarci. Ma com' possibile mi allontano non appena cerca di avvicinarsi per abbracciarmi. S'incupisce all'istante, corrugando la fronte, prendendo tra le mani il rosario. Si morde persino il labbro, nel frattempo mi accorgo che veste tutta di nero. E certo,  gi pronta per rifugiarsi in chiesa. Non ti servir questa volta, Maria, diamine, devi restare in confessionale per giorni, ma sai che cosa hai contribuito a scatenare? James ha una moglie incinta e un figlio in arrivo e io ho perso tutto, anche la stima di me stessa per colpa di questa vostra farsa. Non potete controllare le vite degli altri come foste Dio in persona e a quella parola la sua bocca si apre in una O enorme, arrossisce, abbassa lo sguardo contrito, ma io incalzo, sbraitando furente dovevate lasciarmi andare via, e se anche avessi perso la vita a Kabul sarebbe stato per una mia scelta, hai capito? Mia, io devo e posso decidere di me stessa e non voi, perdiana. Non credo di aver mai alzato la voce con la mia mamma putativa, l'ho sempre rispettata e adorata all'inverosimile, ma ha contribuito a una pagliacciata patetica. Non penso che li perdoner. Mi siedo sul letto ansimante, mi gira persino la testa. All'improvviso un piccolo singulto, una specie di singhiozzo strozzato.

Donna Maria con un fazzoletto davanti alla bocca e gli occhi rossi, il rosario che penzola dalle mani! Mi alzo dal letto e corro tra le sue braccia. Mi fagocita nel suo abbraccio cos stretto, che a fatica respiro. Amo questa donna,  la persona pi vicino a una madre che abbia avuto nella mia vita. Lei c' sempre stata, a volte mi ha soffocato con le sue premure e le sue preghiere, altre me l'ha fatta sotto il naso, come quando riusc dopo vent'anni a farmi incontrare mio padre con un sotterfugio degno di un agente dell'FBI, insieme con quei disgraziati di Sara e Dante. Ci nonostante, il suo amore per me  immenso e gliene sono grata. Lei mi ha trovato un lavoro, mi ha accolto in casa sua, ha aiutato mia madre durante la sua terribile malattia in tutti i modi possibili, con l'affetto e con il denaro per le cure che non  mai mancato, anche se mio padre contribuiva di nascosto. Una presenza costante e fondamentale. Senza di lei non sarei diventata quella che sono. Le perdonerei qualsiasi cosa, le perdono anche questo. Fatto trenta, facciamo anche trentuno. Sta piangendo e non avrei voluto essere causa del suo dolore, probabilmente andarmene avrebbe contribuito a farla piangere alla stessa maniera. Non se lo merita. Nemmeno mia nonna. Quegli infingardi dei miei amici avranno fatto di tutto per convincerle ad accettare questo assurdo piano. Ricattate con l'amore nei miei confronti, Sara non ha scrupoli, lo so. Scusami, piccola, scusami tanto, ma al solo pensiero di saperti in quei posti cos pericolosi, da sola, senza nessuno di noi a proteggerti... Nemmeno quel brav'uomo ci sarebbe riuscito. Lui  partito per cercare la moglie, non avresti dovuto intrometterti nella sua vita, Angie!. Ora la colpa  mia. Aiutare un amico non  pi contemplato nel vocabolario di queste persone, pensano tutti che abbia ancora il pannolone. Se credono che non sia in grado di badare a me stessa, un motivo ci deve pur essere. In realt, io sono molto cambiata e la mia forza mi ha trasformato in una donna sicura di s. Sono migliorata, s, a parte con James.  il mio tallone d'Achille, con lui sono friabile come un grissino, incapace di connettere, sono debole e lo sar per sempre.  naturale che

mi comporti da stupida pappamolla, dopo tutti questi anni non  un mistero. Alex non mi ha procurato un dolore cos profondo quando ho saputo che mi aveva tradito. Dovrei rifletterci sopra, ma che importa? Non amo Alex perch sono testarda. Lo amo s, ma non lo amo come James, quello  il punto. Non amer mai nessuno come James. Una volta confermato l'assioma, ci si fa una ragione e amen. Avete fatto pi male a James che non a me, non so se ve ne siete resi conto, Maria. Lui ha una moglie che mi odia, se sapesse della sua combutta con Sara e company, che le accadrebbe? Non voglio che soffra, non voglio che James soffra per causa mia, non pi. Spero solo che ritorni da lei,  quello il suo posto  una bugia, ma a fin di bene, se sapessero che farei pure un patto con il diavolo pur di tenerlo qui per qualche giorno, mi internerebbero. Asciugandosi gli occhi e soffiandosi il naso, Donna Maria annuisce con la testa. Sembra un fumetto. Sorrido mesta. Ci sediamo entrambe sul letto, appoggio la testa sulla sua spalla, mi culla. Bambina mia, capisco le tue ragioni, ma perch non ti fermi a pensare che forse James non ha fatto tutto questo perch costretto, ma di sua spontanea volont? Lo dici sempre che  un ribelle, una testa calda, un testone, credi che Sara sia stata cos convincente? Se conosci bene James, sai anche che non si fa ricattare n minacciare da nessuno. Osservo Maria con gli occhi spalancati. Quando si tratta di James m'inebetisco. Non ci avevo minimamente pensato. Impossibile costringerlo. Si sente in difetto per tutto quello che mi ha fatto, che ci siamo procurati in questi anni. Rimorsi. Belli grossi. No, Maria, non  cos, non lo ha fatto perch voleva, lo ha fatto per mettersi la coscienza a posto. So a che cosa stai pensando, tesoro, ma non sono convinta sia per rimorso, non  da lui nemmeno quell'atteggiamento. Capisco che tra voi non ci sia rimedio, oramai ha una famiglia, ma allora, sfrutta questa occasione per dirgli definitivamente addio. E perdonatevi per il male

che vi siete causati. Dio per il resto provveder. Addio. Dirgli addio. Lentamente mi alzo dal letto, lasciando quel posticino meraviglioso che  il calore dell'amore di Donna Maria, per venire investita dal gelo delle sue parole. Si dice addio a una persona cara quando muore. L'addio  definitivo. Quando si dice addio si presume che quella tal persona non la si vedr mai pi. Non si lascia alcuno spiraglio di possibilit di un futuro incontro. Un addio  totale.  partire per un lungo viaggio in capo al mondo ed essere certi che non si ritorner pi indietro, impossibilitati a rivedere chi si  amato.  strapparsi le viscere, struggendosi per non essere mai riusciti a coronare un sogno, quel sogno di vita insieme. Non sono per gli addii, preferisco gli arrivederci. In questi anni tra me e James ci sono stati migliaia di arrivederci, ma mai nessun addio, anche quando sembrava che lo fosse, anche quando mi abbandonava. Sapevo dentro di me che quello non era un addio. Era solo un arrivederci. Un addio implicherebbe troppe, tante cose. Se gli dico arrivederci, anche dopo anni, si lascia aperto uno spiraglio di speranza di rivedersi, mantenendo la freddezza e la distanza, ma si condivide ancora uno spazio, si condivide lo stesso tempo insieme. La lontananza diverrebbe gioia. Lui  lontano da me, precluso al mio cuore, io sono felice lo stesso. Quando James  caduto in coma, tremavo dal terrore di dovergli dire addio e speravo con tutto il cuore che se cos fosse successo, me ne sarei andata via, insieme con lui. Noi siamo un teorema matematico, condividiamo lo stesso atomo, ne siamo parte. Pur divisi siamo sempre insieme, siamo io e lui, lo sanno anche i sassi, ormai. Addio. No. No, Maria, non posso, io... esclamo tremante tra le lacrime. Con James mi trasformo immediatamente nella signora nessuno. Mi siedo con pesantezza sul divanetto in chintz posto sotto la finestra della stanza e scruto in lontananza. Chiss che sta facendo in questo stesso istante in cui sto pensando di dirgli addio. Star camminando lungo il torrente, nella passeggiata di Sissi, con mille problemi irrisolti, l'espressione torva, lisciandosi nervosamente i capelli lunghi e infine

strofinandosi la faccia con le mani, per stanchezza e insofferenza. Gliel'ho visto fare anche nei film, quel strofinarsi la faccia con le mani per svegliarsi e schiarirsi le idee, sono l'unica che si  accorta che quello  un gesto che appartiene al vero James, non all'attore. Solo io lo so. Beh, ora lo sapranno tutti leggendo il romanzo, ma ehi, lo verrete tutti a sapere da me, chiaro? Ho io l'esclusiva sulla scoperta sensazionale! Ora  qui, siamo qui, insieme seppur divisi, questo solo importa. La mano di Donna Maria sulla spalla  un monito. Lo so, lo so... Prima o poi dovr farlo... Ma adesso, fino a che star qui, Maria, permettimi di sognare. Lui  il mio sogno tutto blu, ricordi? accenno a un timido sorriso. Va bene, mia cara, ma ricordati, continuerai a farti del male a questo modo. Vado da Adel, non vorrei mi bruciasse la Bibbia, quella strega. Scoppio in una risata fragorosa. Questo cottage salter in aria con Adel e Maria insieme nello stesso posto per troppo tempo. Se non volevano farmi prendere quell'aereo, allora la missione  compiuta. Oppure c' dell'altro in serbo per me? Lara Croft aiutami tu! D a nonna che mi vesto e arrivo, mi sono stufata di piangermi addosso esorto combattiva. Non vedo l'ora di telefonare a quell'arpia di Sara, ma prima bisogna che mi riprenda dal dolore per James. Pensare alle torture che infligger alla passaguai, mi fa stare molto meglio. Dovranno passare dei brutti quarti d'ora tutti quanti.

9. JAMES. 

Speravo che la passeggiata fino in paese mi rinfrancasse e chiarisse le idee, invece a ogni passo le gambe diventano sempre pi pesanti e il cuore pi greve. Ho il respiro affannoso e non  colpa dell'aria frizzante, quasi invernale, anche se siamo in ottobre. Non sono nemmeno in grado di bearmi della bellezza di questo posto di montagna, cos bucolico, bello, arcaico e anche molto elegante. Dove abita Adel  un tripudio di ville e antichi castelli e la passeggiata che porta in paese  un sentiero lastricato di verde rigoglioso, ricoperto di

piante possenti e magnifiche. Il cielo  blu carico e limpido, il sole riscalda, ma all'ombra non riesco a trovar pace dai miei travagliati pensieri. Terminano tutti con una parola Angie e una frase io amo solo lei. Bene, James, ora che te ne sei reso finalmente conto, che pensi di fare? Una chiesa, devo trovare assolutamente una chiesa. Devo pregare, confessarmi, domandare aiuto a un prete, farmi assolvere dai miei peccati. Devo chiedere perdono ad Anne. Perdonare me stesso per quel che ho fatto finora. Ma ora ho le mani legate, un figlio che deve nascere che amo infinitamente. Forse mi dar la forza di restare con la mia famiglia senza distruggerla per una ossessione. Anne  una brava moglie e mi ha sempre amato,  invadente, attaccabrighe e ha fatto di tutto per togliere Angie dalla mia vita, ma a parte questo, le voglio bene. Appunto, James, le vuoi bene, ma non l'ami, affronta la realt dei tuoi sentimenti una buona volta e accettali per quello che sono. Comincio ad avere il fiatone. Devo fermarmi, altrimenti mi scoppiano i polmoni. Ascolto il frastuono assordante dell'impetuoso torrente, il Passirio, che costeggia la passeggiata. Cos potente, l'acqua sembra voler travolgere ogni cosa che intralcia il proprio passaggio. Rami di alberi e tronchi che si tuffano prima dentro e poi fuori in una danza che mi ricorda la cavalcata delle valchirie. Chi ha la meglio sulla forza di un torrente simile? Se solo potessi affidargli pure i miei pensieri perch se li porti via. Mi fermo a una panchina e mi siedo. Mi tolgo i rayban, uno spiraglio di luce filtra tra le enormi fronde degli alberi. Chiudo gli occhi. Il fresco dell'ombra intervallato dal calore e dal conforto del sole sul mio volto. Non c' rimedio al tumulto dell'anima. Il cuore rimbomba. Penso solo al fatto di essere finalmente nello stesso luogo, di condividere con lei lo stesso tempo e lo stesso spazio. La mia tasca sta vibrando. Ho riacceso il cellulare per evitare che

Anne s'insospettisse e quando l'ho fatto mi sono apparsi una ventina di sms e di telefonate sue alle quali non ho risposto. Povera donna, non pu fidarsi di me, lo so, ne sono consapevole, maledettamente consapevole. Mckinney hai perso le palle in un battibaleno. Sei solo un perdente. Perderai tutto e non ti rimarr altro che cenere. Che te ne farai del niente? Angie non sar mai tua, Anne  la realt. Oramai tu e Angie vivete su due mondi paralleli, non c'entrate l'uno nella vita dell'altra. Prendo il cellulare, spero che la ricezione sia buona perch  difficile che riceva in mezzo alle montagne, tra questi imponenti alberi, ma ci provo. Ingoio la tristezza e spero che Anne non subodori la mia falsit. Ciao, scusami tanto se non ti ho pi telefonato, ma mia nonna non si  ripresa ancora. Va tutto bene, vero? mi fa male al cuore, mi verr un infarto, quante bugie, quante... James, sono giorni che non ti fai sentire, ero molto preoccupata, avevo il terrore ti fosse accaduto qualcosa, io... tentenna indecisa, sembra stia per piangere. Nessuna via di scampo, devo fare ci che  meglio per la mia famiglia, prima me ne vado, meglio sar per tutti. Chiudo gli occhi disperato, il dolore mi raschia la gola. Perdonami, Anne,  solo difficile riuscire a prendere la linea qui... Ma tu stai bene? Il bambino? domando irrequieto. Perdonami del dolore che ti ho causato, del fatto che ti ho sposato per ripicca. Ho provato a essere un vero uomo e a darti quel che hai sempre voluto. Un figlio. Una famiglia. So quanto siano importanti per te, che una famiglia non l'hai mai avuta. Anch'io la desideravo con tutto il cuore. Forse posso cambiare, ce la devo fare, per noi. Anne  vissuta in un orfanotrofio. Tosta, granitica, forte e molto intraprendente non si  mai scoraggiata. Eredit i soldi di uno zio morto chiss dove, il quale, non avendo altri eredi, aveva investigato sulla sua famiglia e aveva saputo che un cugino era morto con la moglie in un incidente, lasciando orfana una bambina di cinque anni. Per quanto non fossero cos vicini come parentela, quello zio si prese carico della nipote di quarto grado e deleg un avvocato di inserirla come erede del suo ingente patrimonio. Anne da orfana divenne milionaria. Consegu gli studi di recitazione, suo unico amore, e in men che non si dica divenne anche una brava attrice. Il resto  storia.

Purtroppo, con gli affetti  sempre stata molto possessiva. Il timore di perdere chi ama l'ha trasformata in una persona meschina e calcolatrice. Con gli anni fortunatamente  cambiata. Con Angie no, per. Ha sempre avuto paura di lei, del mio amore per lei. Credo che abbia letto i suoi romanzi solo per criticarli, le recensioni negative al romanzo di Angie sono senz'altro farina del suo sacco. Per non parlare della strana, inquietante, amicizia con quella strega di Amanda. L'insicurezza e l'antipatia verso Angie  stata quasi una maledizione, la sua ossessione. Tirarla in ballo per parlare male di lei era il suo passatempo preferito. Lo faceva con i nostri amici, sapendo che evitavo di rimproverarla in pubblico perch non mi si desse del molesto. Lo faceva apposta, mi torturava all'inverosimile, quando tornavamo a casa litigavamo con ferocia, eppure era granitica, perch quelle liti finivano sempre con amplessi quasi violenti tra di noi. Non potevo fare a meno del sesso, non sono ancora un novantenne. Anche lei ha i suoi lati positivi,  molto affettuosa e dolce con me e con la creatura che sta per nascere. Sembra rifiorita da quando  incinta ed  diventata pi bella, pur essendo molto magra e avendo preso tutti i chili nella pancia. L'unica cosa di cui non sono stato contento  la sua amicizia inossidabile con quell'arpia di Amanda. A volte ho il timore che la cugina di Angie mi tenga sotto controllo e aspetti che compia un passo falso. Spero che questa non sia una di quelle volte. Mi volto di scatto e guardingo scruto in giro strizzando gli occhi, non vorrei che qualcuno assoldato da quella strega mi seguisse. Sono pure paranoico. James va tutto bene, ma manca poco, possibile che tua madre non possa fare a meno di te? Io ho bisogno di te al mio fianco, da sola non posso farcela. Inizia a piagnucolare e comincio a innervosirmi, reprimendo un moto di fastidio. Sola? Ha un esercito di governanti, baby-sitter, amiche e amiche delle amiche pronte a servirla e a riverirla a un solo gesto, se non lo avessi visto con i miei occhi non ci avrei mai creduto. Non  sola, le manco io ed  logico, ma non  mai lasciata sola. Ho dimenticato quanto possa essere petulante e infingarda quando si

mette. Preme sempre sul tasto delle mie possibili colpe. La lontananza in un momento cos delicato potrebbe essere deleteria per i suoi nervi. Ai miei ci pensi mai, Anne? Anne, io... tentenno. Avrebbe ragione, lo so, ma non sono ancora pronto. Non sono ancora pronto a lasciar la, non lo sar mai. James, che sta succedendo? Ti sento lontano, non per via della linea, ma distante, distaccato, come se di tuo figlio, di noi, non t'interessasse pi nulla. Mi verr un attacco di ulcera, poco ma sicuro. Che dici? Voi siete tutto quel che conta per me, voi siete la mia vita. Emetto un lungo sospiro, mentre dentro di me qualcosa si spezza. Sul serio. S'incrina e ho uno spasmo al centro del petto. Mi manca persino l'aria. Certe volte ho i miei seri dubbi, James, chi mi dice che tu in questo momento non sia da tua nonna, ma da qualche altra parte? Non te lo perdonerei mai, James, mai e tu lo sai. Me ne andrei via, fuggirei e non vedresti mai pi tuo figlio! sbraita, ogni sua parola  peggio di una sciabolata, mi trafigge dritta al petto. Non  la prima volta che mi minaccia. Sono otto mesi che lo fa, a dire il vero. Sar colpa degli ormoni, ma mi fa male che mi tratti cos. Trattengo la risposta tra i denti. Anne vorrebbe litigare, io preferisco rimanere in silenzio, incassare il colpo, piuttosto di dargliela vinta. Tra qualche giorno torno, voglio essere certo che nonna stia bene e possa cavarsela anche senza me e mia madre. Per quel che mi riguarda, James, le tue promesse sono come quelle dei marinai. Lo devi giurare. Su tuo figlio. La deve smettere di tirare in ballo nostro figlio come un ricatto o peggio ancora una minaccia. Non si fida di me, posso capirlo, ma un giuramento per uno scozzese come me equivale a ferirsi con un coltello la mano e far stillare sangue in un reciproco scambio. Spergiurare sarebbe come peccare e andare all'inferno. La sto odiando con tutto il cuore.

Non voglio giurare. Non adesso. Non sulla povera testa di mio figlio. Abbasso il capo, un lento sospiro. Inalo il gelo che mi penetra nei polmoni, un debole sentore di muschio e profumo di foglie bagnate che malgrado tutto mi rincuora. Stringo i denti e deglutisco sonoramente. All'improvviso, come in una visione, mi compaiono gli occhi scuri e dolci di Angie, che implorano, che mi sovrastano, che mi osservano spaventati. Non ti voglio perdere, non ancora, non ora... Non giurer mai su un innocente, non ti permetto di dirmi cose del genere, Anne, sai dove me le ficco le tue minacce del cazzo? Ti ho detto che tempo qualche giorno e torno, ti deve bastare ringhio a bassa voce. Il cellulare si fa muto. Per un istante penso sia caduta la linea. Invece, mi rendo conto che me lo ha sbattuto in faccia. Quel click era inequivocabile. Sono fottuto eppure ci che mi costringeva il petto poco prima si  appena dissolto. Un'altro dei sortilegi del mio eterno amore per Angie. Dimenticarmi di ogni cosa, anche di ferire le persone, e sentirmi libero. Libero.

10. ALEX. 

Scansati coglione, ma non vedi dove stai andando? Sei in mezzo alla strada, cazzo. Idiota urlo al taxista che mi sta investendo. Alzo addirittura il dito medio, qualora non avesse capito quel che intendo dirgli. Strombazza e sta per investirmi di nuovo, ma questa volta consapevolmente. Fottiti gli sbraito contro. Non me ne frega nulla se sei famoso, sei solo un coglione! replica per averla vinta.

Prendi e porta casa, caro Alex, tanto, peggio di cos. Attraverso la strada ma stando attento a non trovare di nuovo un ennesimo taxista che mi riconosca. Il berretto da baseball non serve pi a quanto pare. Nemmeno gli occhiali da sole, perch due ragazze giovani, formose, con maglie scollate e provocanti, mi osservano confabulando tra di loro a pochi metri di distanza. Prendono qualcosa dalle borse e fanno un confrontorapporto tra me e le foto di quel giornale scandalistico, che riconosco da lontano. Infine sghignazzano come oche. Mi tolgo gli occhiali e con la faccia da piacione, regalo loro un occhiolino. Mi fissano stralunate e imbarazzate, sono arrossite come peperoni arrostiti. Sghignazzo e la risata rimbomba come un'eco nelle mie orecchie. Chi  quest'uomo che si comporta come un cretino da mesi e si sta rovinando la carriera, la reputazione e pure la vita? M'incupisco all'improvviso, sono come un devastante ciclone, che con la sua potenza distruttiva demolisce tutto ci che in questi anni ha costruito. Il mio cuore  rovinato, il cervello spappolato, sono un ammasso di carne e ossa, sono un morto che cammina. Non valgo pi a nulla. Quel che faccio non vale pi nulla, perch lei non  con me. Non  pi con me. All'improvviso lo squillo del cellulare mi risveglia. Ultimamente non rispondo pi a nessuna telefonata a meno che non sia di lavoro. Purtroppo, il film sembra sia un flop pazzesco e il mio agente non ha pi ricevuto proposte per altri lavori. Potrei sempre prendermi un periodo sabbatico e cercare di rimettere in sesto me stesso, eliminando donne, alcoolici e anche ansiolitici dalla dieta. Se non li prendessi la sognerei tutte le notti e ci sto male perch dovrei strapparmi il cuore dal petto, farmi una lobotomia, suicidarmi e farla finita. Al pensiero che in questo momento sia in montagna con James mi viene da vomitare. Forza Alex, dai che ce la fai. Morto un papa se ne fa un altro, mica c' solo lei al mondo. Tiro fuori il cellulare con un gesto brusco, che quasi me lo fa cadere e

spalanco gli occhi sorpreso. Mi tremano le mani, che cazzo vuole da me, adesso? Sto sudando freddo, medito sul da farsi, se rispondere oppure fregarmene, ma il cellulare continua a suonare. La conosco, non smetter fino a che non risponder e andr avanti per ore, per giorni. Che abbia subodorato qualcosa? Comincio a sudare copiosamente, non me l'aspettavo, non cos presto per lo meno, ma lei  molto intelligente,  un falco, sapevo che sarebbe andato tutto a puttane quel piano del cazzo. Dovevano permettere a Angie di decidere da sola, dovevano lasciarle compiere le sue scelte, ora ne andremo tutti di mezzo, ne andr di mezzo un innocente, il figlio di James. Rispondo dopo aver preso un respiro profondo. Forse il mio ultimo respiro. Ciao Anne, che sorpresa, come vanno le cose?. Smettila subito! Ora mi dirai che sta combinando James con quella puttana oppure giuro che telefoner ad Amanda e dovrete vedervela con lei e i suoi sonagli!. Il cuore  in fibrillazione, sento gi il didietro arrostirsi sulle fornaci infernali.

11. ANGIE. 

Che ora , nonna? domando irritata. Me l'hai chiesto dieci minuti fa, sono dieci minuti dopo l'ora che ti ho detto dieci minuti fa, tesoro. Brontolo un va bene a denti stretti. Scruto la strada, ormai illuminata, che d sul viale dello chalet. Sono trascorse ore e ancora non si vede. Gli sar accaduto qualcosa? Se ne sar gi andato? A quel pensiero mi sento quasi svenire. No, non adesso che ci siamo ritrovati seppur in tristi e sconsiderate circostanze. Ho perdonato James, di gi, non fosse altro perch lui  James e lo perdonerei anche se mi avesse imbavagliata e portata a Timbuct.

Gli perdono sempre tutto. L'ho perdonato per avermi trattata male, per avermi fatto soffrire, per aver sposato una donna che non sono io, per averle dato pure un figlio. James  un intoccabile, non nel senso dell'accezione indiana del termine e quindi spregiativa, ma nella pi positiva delle accezioni. Mettiamola cos. James  il mio unico dio, e non adorer altro dio all'infuori di lui. Meno male che non mi sono fatta suora altrimenti s che ci sarebbe stato da disperare. Anzi, mi avrebbero con grande piacere scomunicato. Sospiro. Abbasso gli occhi, ho le mani sudate e ci sono quasi zero gradi fuori. Magari  caduto nel fiume Passirio, scivolando su un tronco, ha provato a nuotare, ma la corrente  troppo forte e l'ha portato gi a valle. E quando Anne sapr della sua morte mi verr a cercare e mi uccider, forse aiutata dalla mia perfida cugina. Mi metteranno alla gogna, incappucciate come le vendicatrici, e finalmente mi arrostiranno liberandosi di me, far la fine di Giovanna D'Arco. Una brutta fine. Una mano sulla spalla, sobbalzo urlando come se stessi gi bruciando nel rogo. Ehi mi dice, mentre il blu mi perfora l'anima scavalcando il cuore come un cavallo mentre corre i cento ostacoli e giunge al traguardo, poi domanda: Tutto bene? mi accorgo che non ha ritirato la mano, che resta sulla mia spalla, con un tocco lieve, quasi dolce... Oddio, mi sta accarezzando. Troppo tardi, se ne accorge e la ritira, mettendosela in tasca, mentre io con la forza del pensiero corro verso quella mano sbraitandole, ti prego ti prego ritorna sulla spalla, era cos bello. Niente da fare, si  chiusa nel suo mutismo, rassegnata, tanto il padrone non le dar retta. James continua a fissarmi come se avessi perso il senno. Ovvio, non solo parlo con i suoi sopraccigli, ma anche con le mani, meglio che sia un segreto tra me e le sue parti corporee. Immagino di parlare con ben altro dalle sue mani e avvampo come una quindicenne, il tutto mentre mi scruta e il sopracciglio, il quale ha subodorato la direzione dei miei pensieri, s'inarca facendo quasi una capriola su se stesso. Vorrei sprofondare per la vergogna, poi mi rendo conto che James

non sa leggermi nel pensiero e mi tranquillizzo. Sorrido. Certo, hai fatto una bella passeggiata?. Il minimo che possa fare  mantenere la cortesia e l'educazione, anche se l'aria si taglia con il coltello, siamo entrambi molto imbarazzati dalla conversazione di poco prima e dalle mie parole taglienti. Nessun problema, lui  abituato alla mia labilit mentale, anni di palestra alle spalle. In un nanosecondo divento un agnellino, dopo aver smesso cinque secondi prima i panni del lupo mannaro. L'effetto James  ancora letale, la Jamesite acuta  ormai in circolo nel corpo, non c' pi alcuna cura che possa debellarla. Mi resta solo l'estrema unzione. Ho provato ad amare altre persone. Il cuore in gola per l'affetto profondo che nutro per Roberto. L'amore che provo ancora per Alex, seppure non sia lo stesso tipo d'amore. E certo, ma allora che razza d'amore  quello che si prova per due persone contemporaneamente? Illogico, irrazionale, viscerale e profondamente impetuoso l'uno. Tranquillo, dolce, sereno e indulgente l'altro. Mi chiedo quale potrebbe vincere tra i due quando conosco gi la risposta. Non adoro affatto navigare in acque agitate, soprattutto quando hanno lo stesso colore degli occhi di James. Almeno non pi. Sarebbe come navigare in un mare dove ci sono gli squali. Uno ha nome Anne. L'altro Amonda. Mi sono rinfrescato le idee. Con o senza squali? chiedo di rimando, mentre la mia lingua  sempre un cane sciolto e sto ancora pensando a quel mare dei suoi occhi dove Anne e Amonda navigano, pinna alzata e occhio vigile, su ogni possibile nemico, pericolo incombente. Che? domanda James con un punto interrogativo grande come la pinna degli squali citati poco sopra.

Alzo una mano, come per scacciare un'invisibile insetto e con un sorriso sghembo farfuglio: Scusami, stavo pensando ad altro. Mi fa piacere ti sia chiarito le idee pi che altro pensavo te le fossi rinfrescate facendoti un bagno nel Passirio, James, ho perso vent'anni di vita, ma adesso sei qui e va tutto bene, il mondo si  fermato, non vortica pi. Beh, s, mi ha chiamato Anne e avevi ragione, era molto preoccupata, credo di aver fatto la pi grossa cretinata di tutta la mia vita. Mentre mi pugnala con quelle parole, i suoi occhi cos limpidi e blu scandagliano a fondo i miei, quasi sfidandomi. Ma non li abbasso, sto lentamente morendo dentro, ma non demordo. Mantengo lo sguardo impassibile. Anzi, non so come, ma trovo la forza persino di annuire, come se io e Anne fossimo d'accordo su tutto. Siamo d'accordo sul fatto che amiamo la stessa persona, poco ma sicuro. E anche che abbia fatto una cretinata se mi metto nei panni di Anne, ma dato che quella cretina della faccenda in questione sarei io, forse avrei da ridire. Malgrado ci, le mie labbra non si muovono, si sono plastificate, mummificate, in posa di sorriso sghembo. A furia di certe pose, sono gi sulla strada giusta per l'imbalsamazione. James abbassa lo sguardo, mortificato e amareggiato, credo, perch il sopracciglio si  inarcato all'ins e mi sta facendo cenni piuttosto irritanti. Ehi, sopracciglio, non prendertela con me, ma con il tuo padrone. ...partire al pi presto...  un sussurro roco, ho perso il filo del suo discorso. Ho sicuramente frainteso. Non sta partendo, giusto? Lo scruto a lungo. Ma sono proprio i suoi occhi blu che palesano la verit. Stringo con forza le mani sul divano in chintz. La stretta  tale che conficco le unghie strappando il tessuto. Si ode lo strappo, ma non ci faccio nemmeno caso, perch James m'inchioda e mi manca il respiro. Sono seduta, lui  ritto davanti a me. Ed  cos bello da farmi svenire. Sembra che non ci sia nessuno in salotto, come se mia nonna si fosse

volatilizzata chiss dove con Donna Maria, la qual cosa in quel momento dovrebbe turbarmi, ma non posso preoccuparmene proprio ora che il momento  topico. Prima Donna Maria mi aveva detto che dovevo essere pronta a dirgli addio. Non sono pronta, non lo sono mai stata. Non lo sar mai. Le nostre decisioni sbagliate, le nostre scelte patetiche, le nostre vite perennemente parallele. Non voglio prendermela con il destino, noi abbiamo creato il nostro destino, che ci vede di nuovo divisi. Lui con una famiglia sua e io sempre a lottare con un bel palco di corna in testa. Angie? Tutto bene? sussurra, mentre la sua mano comincia ad allungarsi di nuovo e a cercare un contatto con la mia spalla, rigida come uno stoccafisso, le unghie ad artiglio che stanno ancora strappando il chintz. Alzo lo sguardo perduto nel vuoto: S, James, scusami... S, s, hai perfettamente ragione. Devi tornare a casa da Anne ero convinta di non farcela a dirgli la cosa giusta. Sono altres sicura che il timbro della mia voce riveli tutt'altro. Lo sguardo di James  cos cupo che gli occhi assumono una tonalit blu scuro. Le sue mani si chiudono a pugno. Il labbro inferiore tra i denti. Un attimo che si congela, imprigionandoci come se ci trovassimo all'interno di una palla di vetro. Il tempo si ferma, apparentemente clemente. Se questo  il nostro addio, il silenzio  il mio viatico. Ci siamo gi detti tutto e di tutto. Ingoio il dolore e con uno sforzo enorme, mi alzo. Non ha pi alcun senso star male per lui, non ho nessuna speranza. Tutto sfuma. Tutto svanisce. Il nostro amore. Io e lui insieme non esistiamo pi. Le nostre strade si devono dividere. Per sempre. Il mio cuore piange e sbraita, ma la ragione gli molla un bel ceffone. Ho la ragione violenta, ultimamente, vorrebbe assassinare un po' di persone. James  ancora fermo, non si  spostato di un millimetro. Sono costretta a stargli a un soffio dal bellissimo volto, mentre l'alito caldo

che sa di vino e spezie m'inebria. Si era bevuto il vin brulet in paese? Non accenna a un movimento. Abbasso il capo e mi sposto, per allontanarmi dalla mia tentazione, la mia eterna dannazione. Il desiderio si fa cocente. Vorrei esplodere, urlare, sbraitare, picchiarlo, baciarlo, spaccargli la faccia, spogliarlo, fare l'amore con lui con foga e rabbia, passione e dolcezza. Quando c' James di mezzo, il male e il bene si fondono tra loro. Mi trasformo in un battibaleno in angelo e diavolo tentatore. Posseggo un paio d'ali e una bella coda uncinata. Dentro di me la vocina perfida pesta i piedi furibonda: provaci, fallo tuo per l'ultima volta, non perdere l'ennesima occasione. Chiaro. Ho uno sdoppiamento della personalit. Sono pazza. No, devo farmi forza! Su, Angie, non mollare, ce la farai... Prima o poi. Un passo per allontanarmi da lui. Due. Non mi ferma. Tre, il cuore sta gi piangendo. Quattro. Sono quasi uscita dal salotto, medito il suicidio. Cinq... Dove cazzo stai andando? sbotta. La sua voce rimbomba persino dentro la mia testa. Non voltarti, Angie, non farlo! Non rispondo, mi limito a ricordare come si fa a camminare. Ah, s, devo mettere un piede davanti all'altro. Giusto. Respiro a fondo. Uno, due, tre, cammina, Angie, cammina. Angie... Ti prego, non... Non farlo, se te ne vai, sar finita, finita per sempre, hai capito?. Perch diamine deve sempre lasciare che io decida? Perch? Ho possibilit di scelta, per caso? Quanto mi fa incazzare! Mi giro pronta all'ennesima battaglia. La sua espressione mi lascia senza fiato.  come se il nastro si riavvolgesse e si svolgesse come in un film tutta la nostra storia. James l'amico, l'uomo che amo, l'attore adorato da tutte, la mia anima gemella. ... Ti amo Angie, io ti amo, non dirmi che non l'avevi capito. Non sono tuo padre, non ti voglio lasciare, sei tu che lo vuoi, Angie.

So che qualunque cosa farai nella vita, sar parte di te e rimarr nel tuo cuore. Rimarrai sempre dentro di me e niente e nessuno ti porter via. Vai alla ricerca della vera te stessa, ma poi ritorna da me. Ti aspetter anche cent'anni, ma lo far. Non deludermi, ok? Sai bene che non  finita, Angie. James... sussurro con le lacrime agli occhi. Mi sento cos patetica, forse sto sognando quello sguardo intenso, pieno di fuoco, quel sorriso che si schiude esitante. Quelle braccia che si allargano invitanti. Quelle mani belle e virili. Quelle gambe che avanzano verso me risolute. Mi prende per la vita, cingendomi a s in una stretta ferrea. Ha il timore che scappi? Fossi pazza! Il suo volto di fronte al mio, lo sguardo sincero, inequivocabile. Angie, che valore ha la nostra vita se continueremo a stare divisi? Non ci riesco, io non sono me stesso lontano da te. Sono Io solo al tuo fianco. Sono tuo, irrimediabilmente tuo, per sempre, per l'eternit. Anima e corpo. Una lacrima scende sulla mia guancia. Con il pollice l'asciuga. Quel gesto mi riporta indietro nel tempo; ha sempre asciugato lui le mie lacrime. Ma stavolta ammetto che questa mia  di pura, estatica gioia. Fisso intensamente quegli occhi che brillano come zaffiri e rispondono con un tacito assenso. S,  gioia la nostra. La felicit di stare di nuovo insieme, nonostante tutto. Le sofferenze, i drammi, gli ostacoli, un probabile futuro separati. Ma il futuro ancora non esiste. Il passato si  dissolto. Ci che conta  vivere il presente. Adesso siamo qui, insieme anche se non ci sono speranze. Siamo folli entrambi, siamo pazzi, s, ma siamo finalmente Noi. Si avvicina insicuro alle mie labbra. Un momento cos anelato che m'incendia le viscere. James per  dolce, indugia con lentezza esasperante. M'infiammo come una miccia, ma lo lascio fare, sono anni che non mi tocca, che non ci tocchiamo, ed  come scoprire un tesoro inestimabile perduto.

Mi accarezza le spalle con delicatezza, intreccia le mani alle mie, il pi bel gesto d'amore. Anime indivisibili, unite nell'immensit del cosmo, particelle indistruttibili. Sta ancora dilungandosi con le labbra sulle mie quando la lingua guizza dentro la mia bocca e mi sembra d'implodere. Perdo la cognizione del tempo, navigo nello spazio, nel profondo immenso blu. Mi sento vacillare, me ne accorgo e lui mi trattiene contro di s. Mi abbraccia cos forte, come se volesse fondere i nostri corpi. Mi stacco per un istante e lo guardo, gli occhi annebbiati dal desiderio e la bocca con il sapore speziato dei suoi baci: Ti amo, James McKinney, qualsiasi cosa accadr d'ora in poi, sappi che ti ho sempre amato e non amer mai nessun altro come te. Leggo gioia nei suoi occhi, che all'improvviso si adombrano: E Alex?. Ahi, ahi, colpo basso... E Anne?. Restituisco la pariglia e il sopracciglio s'inarca indulgente. Ma accade il miracolo. Siamo finalmente maturati. Non ci allontaniamo, non litighiamo pi preda delle gelosie, dei fraintendimenti. Siamo consci della comunione delle nostre anime, del nostro infinito amore. Evviva, devo assolutamente telefonare a Sananda, ma non  il momento opportuno adesso. Saremo anche egoisti, ma abbiamo aspettato cos tanto tempo prima di ritrovarci, che non riusciamo a sentirci colpevoli di un amore che trascende le leggi dell'universo. Un tacito assenso. Siamo soli adesso. Siamo io e lui. Possiamo amarci, mi sembra un sogno, il mio sogno tutto blu... Ehm... scusate ragazzi. L'atmosfera sognante ed erotica che si respirava, svanisce. Mi raffreddo all'istante. Adel. Ero per caso convinta che mia nonna e la mia mamma putativa si fossero smaterializzate? Mi allontano brusca da James quasi scostandolo rudemente, lui mi fissa con il solito cipiglio all'ins fortemente contrariato, facendomi

vergognare della mia reazione. Mi guarda come dire: ma che ci siamo appena detti? Sei imbecille? Gli rispondo con un'occhiata grondante scuse, e con un perdonami accennato a fior di labbra. Stralunata e accaldata, rivolgo l'attenzione ad Adel strabuzzando gli occhi. Veste un curioso caffettano viola, una corona in testa dello stesso colore, una lunga collana con un pentacolo e una luna d'argento, leggins neri e scarpe basse nere. Mia nonna  uno schianto, sembra appena uscita da un negozio vintage o new age. Accanto a lei Donna Maria con una gonna nera lunga, scarpe basse e una maglia viola a maniche lunghe, il rosario che esce dalla tasca della gonna, suo inseparabile compagno. Il rosario per Maria  una religiosa protezione dell'Altissimo, non se ne separa nemmeno a letto. Prima o poi lo punter davanti a nonna con la speranza di farle uscire il maligno dal corpo, che sia giunto quel momento? Osservo entrambe basita. Ragazzi, io e Maria stiamo uscendo replica nonna con un sorriso a novantanove denti e l'aria nient'affatto turbata nell'averci trovati avvinghiati come due scimmie. Sono davvero incredula che escano insieme. Qui gatta ci cova. Maria ci guarda tesa e agitata. I capelli, che tiene sempre legati in una rigida crocchia sulla testa, sono incredibilmente sciolti, rivelando una massa argentea lunga quasi fino alla schiena. In trent'anni che la conosco non si  mai fatta vedere in pubblico senza il suo amato chignon, sono perplessa e agitata quasi quanto lei. Anche nonna porta i capelli candidi sciolti. Che sta accadendo tra le due? Dimentico all'istante il mio meraviglioso interludio con James e la gioia del sesso che mi sta aspettando di l a poco, dato che queste due insieme sono peggio di una calamit naturale. Potrebbero devastare l'intera Merano! Mentalmente, per, le ringrazio perch, pur avendoci colti sul fatto, non ci stanno giudicando. Anche se Adel adora Alex, lei sa alla perfezione dove il mio cuore ha sempre dimorato. Tra noi non servono tante parole, basta un cenno del capo o una semplice occhiata. Per Donna Maria invece non c' alcun problema dato che lo ama come un

figlio. Si pu sapere dove state andando? domando, avvicinandomi circospetta. Le scruto a fondo, non me la stanno raccontando giusta, sto subodorando guai lontano un miglio. Infatti, a quella domanda, Maria si fa un fugace segno della croce, sperando che Adel non la stia osservando. Ma nonna ha gli occhi anche dietro la testa e in quel momento sogghigna vincente. Tesoro, sai benissimo che c' la luna piena e che a ogni luna piena ci troviamo tutte nel bosco a cantare inni alla dea madre terra. E voglio che Maria si renda conto di quant' bella quella festa. Poffarbacco esclamo, provocando un moto d'ilarit in James, che avevo scordato fosse ancora con noi. La preoccupazione per Maria si centuplica, non credo ne uscir viva. Maria deglutisce e sorride forzatamente. Stai tranquilla, sono cos curiosa di vederla all'opera, che non mi sono trattenuta dal domandarglielo. Eh? L'artefice  stata lei? Ma figuriamoci! Forse Maria spera davvero di effettuare un esorcismo e liberare nonna e le sue amiche dai loro peccati per portarle come pecore smarrite nella retta via di Cristo. Per la povera Maria sar una lunga, lunga notte... Accantono quel pensiero e le ringrazio per il regalo che ci stanno facendo. Avrebbero potuto dividerci, mandare via James a calci nel sedere, rimproverarmi e mettermi in castigo. Ma alla fine, loro hanno architettato tutto questo e devono pure subirne le conseguenze. Alla mente si affaccia la stravagante idea che la mia ex amica passaguai avesse in un certo senso desiderato che io e James tornassimo di nuovo insieme. Possibile che abbia fatto di tutto perch ci trovassimo qui per un ritorno di fiamma? Sto seriamente pensando di farla visitare dal pi bravo psichiatra d'Italia. Amo Adel e Maria come non mai. Ho le lacrime agli occhi dalla gioia. Quando se ne accorgono, si avvicinano e mi inglobano in un abbraccio pieno d'amore e comprensione. Poi Maria si stacca e va ad abbracciare il suo James, non mancando

per di sussurrargli qualche parola all'orecchio. James per un istante si adombra, ma poi sfodera un amorevole sorriso. Grazie le dice baciandole una guancia. Maria annuisce rossa come un pomodoro e senza discutere del dove, come e quando, dato che sanno quanto avrei voluto torchiare Adel, scompaiono come due fate danzanti e gioiose, anche se Maria ha pi l'aria di un condannato alle torture medievali. Siamo soli. James mi sta osservando con un'intensit che mi fa tremare. Arrossisco, lui  l'unico in grado di farmi provare tutte le emozioni profonde che la parola amore contempla. Facendo un paragone culinario, mi sento come un frullato di frutto della passione, fragola, mango con una nota di cioccolato fondente al peperoncino nel fondo. Vieni qui sussurra. Non serve che me lo domandi, sono gi tra le sue braccia.

12. JAMES. 

Non appena Adel e Maria ci lasciano soli, comincio ad avere paura. Ho di fronte a me la donna della mia vita, sono a un soffio da farla mia, fremo cos tanto che sono certo soffrir pure di eiaculazione precoce da quanto  forte il mio desiderio, ma all'improvviso le mie convinzioni vacillano. No, James, non lasciartela scappare di nuovo, lo sai che questa  la vostra unica e sola occasione. Quanto potente  l'amore che nutro, per avermi sconvolto a questo modo? Ero certo di averla finalmente allontanata, dimenticata. Migliaia di chilometri di distanza si vanificano quando  il cuore che comanda.  l che il suo ricordo  perdurato, germogliando e crescendo come una lussureggiante pianta nella cui ombra mi riposavo durante i sogni. Non saprei come sopravvivere senza di lei, qualsiasi ostacolo si presenter d'ora in poi, avr almeno la certezza che ci siamo ritrovati e che ci amiamo nonostante la realt ci voglia divisi. Io l'amo. Tanto. Dannatamente troppo. Visceralmente.

L'amo con tutto me stesso, anima e corpo. Noi ci apparteniamo, fin dal primo istante in cui l'ho vista in quel pub irlandese. Quel giorno dentro di me  scattato qualcosa, una scintilla cos luminosa da abbagliarmi, la mia anima aveva riconosciuto la sua.  bastata un'occhiata per farmi salire in Paradiso, lei  la sola e unica capace di capirmi fino in fondo. Non ho mai dubitato del suo amore per me. Forse senza volere ne ero convinto anche quando lei stava con Alex. Forse dovevamo giungere a questo punto per comprenderci realmente. Subire le conseguenze dei nostri errori alla fine ci ha ripagato e ricompensato? Ancora non ne sono sicuro, ma ora lei  qui, con me. Non posso chiudermi di nuovo. Non dobbiamo farlo, altrimenti non avremo pi alcuna possibilit.  il nostro momento. Siamo insieme. Vieni qui sussurro piano. Quegli occhi da cerbiatta si allargano gioiosi. Quanto ho atteso questo momento. Mi viene incontro e mi abbraccia con tanta foga che rischio di cadere. Rido mentre la tengo stretta e poi la sollevo. Le sue mani su di me, la sua bocca nella mia, respiro contro respiro, il suo corpo stretto al mio, fuso nel mio. Da quanto tempo sognavo questo giorno. La mia anima inaridita sta risorgendo come una fenice. Angie appoggia la testa sulla mia spalla e mi bacia con dolcezza il collo. Sono felice, mi sembra addirittura di sentire il profumo dei fiori e gli uccellini cinguettare, mi sento in pace. Credo di non aver mai provato simili intense emozioni prima d'ora. Effetto Angie. Effetto Angie e James. Manca poco che esploda per davvero, ma voglio godere con calma ogni secondo del nostro amore. Non abbiamo alcuna fretta, questa notte  solo nostra. Spalanco la porta della sua camera con un calcio. Mi fermo di soprassalto. Angie mi fissa mesta, comprende bene il significato di quel gesto. Varcare la soglia con lei. Si adombra all'istante e abbassa il capo. No, con Anne non l'ho fatto, ma con te s,  quello che ho sempre desiderato, portarti oltre la soglia tra le mie braccia, Angie!.

James... la sua voce  un debole sussurro, credo stia per piangere di nuovo, ma questa volta percepisco il suo dolore, perch  lo stesso che ho provato io quando ho sposato una donna che non era lei. Se non fossi stato cos stupido a quest'ora nulla c'impedirebbe di restare insieme per sempre. Invece, devo ancora scontare i miei gravi errori, in una spirale infinita. Mi sembra di essere una calamit umana. Il mio orgoglio ormai  arrivato a livello dei piedi, sono uno stupido. Come pu Angie amarmi ancora al di l di tutto? Ah, certo, la comunione d'anime. L'anima gemella. La mia met. Devo credere sia cos, altrimenti m'internano. Sono ancora sulla soglia, resto l impalato con Angie che piange tra le mie braccia e sento il maglione inumidirsi. Non piangere, perdonami, ti amo, ti sposer un giorno, te lo giuro sui miei avi.... Abracadabra, la parola magica. Lei sa che non giurerei mai e poi mai se non fossi risoluto e convinto, da bravo scozzese. Un giuramento per noi scozzesi  fondamentale, vale il prezzo della vita stessa. Angie posa occhi dolcissimi su di me. Un lieve sorriso la illumina. In salute e in malattia, in ricchezza e in povert, finch morte non ci separi, io sar sempre tua, James. In salute e in malattia, in ricchezza e in povert, io sono tuo per sempre, finch morte non ci separi. Un passo ed entro. Le sue labbra sulle mie in un bacio appassionato e sconvolgente. Le nostre anime finalmente libere, si stanno librando in cielo. Destinazione? Ignota. Angie ha sempre definito il nostro amore come un teorema matematico. Noi due. Conto tondo. Cifra perfetta. Sono completo solo al suo fianco. Da solo sarei un mero numero uno... Ci spogliamo con lentezza assaporando ogni gesto. Io sono dolce, lei sensuale. Sono languido, lei passionale. Sembra che i ruoli si siano invertiti. Le mie mani tremano, le sue sono decise, intraprendenti.

Ridiamo come un tempo, raccontandoci stupidi aneddoti delle nostre performance d'amore. Quella volta sul divano, l'altra sopra la lavatrice, sulla sedia della cucina, avanti di questo passo e vengo completamente vestito. Mi stai facendo impazzire, piccola, aye. Ho raggiunto il mio scopo, mio testone scozzese. Mi toglie il maglione e rimango solo con i jeans. Una sua audace occhiata al mio corpo mi fa quasi svenire, quali poteri ha su di me? Sei una strega per caso?. No, sono la donna che ti ama pi di qualsiasi altra incontrerai mai nella tua vita. Deglutisco, la verit in quel momento sembra uno schiaffo in pieno viso. Mi incupisco, lei se ne accorge. Che stronzo sono stato. Non mi capacito come abbia fatto a mollarti e domandare ad Anne a Parigi di sposarmi. Un suo dito sulle mie labbra. Per piacere, amore mio, il passato non esiste pi. Esistiamo noi, per piacere... mi supplica. Con foga abbasso la sua gonna e slaccio i bottoncini della camicetta tirolese. Lei indietreggia pian piano verso il letto guardandomi seducente. Credo si sia accorta di quanto la desideri ora che mi sono tolto i boxer. Quando le sfilo mutande e reggiseno mi si ferma il respiro. I suoi seni rotondi e sodi, la pelle levigata, i suoi nei, quanto mi erano mancati, il fisico  notevolmente cambiato. Maturo, prosperoso, ma perfetto. Sono estasiato. Ma sei dimagrita troppo, ti rimpinzer di dolci, adoravo la tua pancettina. Non ci provare, Mckinney,  un miracolo se sono dimagrita. Ride, mentre comincio a riempirla di baci, a stringerla forte a me, ad accarezzarla nei punti pi sensuali fino a sentirla gemere. Impaziente mi si offre, ma la trattengo. No, Angie, ti prego, lasciami fare, abbandonati a me. S sussurra.

No, non finir tutto in cinque minuti, abbiamo un'intera notte e giuro che questa donna sar mia in tutti i modi possibili, fino a quando non avr nemmeno la forza per alzare un dito. Penso che abbia compreso quel che intendo fare perch mi osserva con un'intensit disarmante, accogliendomi senza riserve. Dopotutto, le nostre anime si sono appena giurate amore eterno, come fossero sposate davanti a Dio, e nel mio cuore so che  cos.

LIBRO TERZO. Riunione di famiglia.

1. ALEX.

 Attento o finir per vomitare in macchina. Mi giro, il suo volto si  ingrigito da quando abbiamo cominciato a salire i tornanti. Sicura di star bene? Lo sai che stai facendo la pi grossa cazzata della tua vita e che molto probabilmente io sar morto e tu... Tu proprio non lo so.... Ti ricordo che sono salita pure sull'aereo e non  accaduto nulla. Siamo ancora vivi tutti e due, vero piccolino?. Alzo gli occhi al cielo, quando la smetter di parlare alla sua pancia? Poi continua imperterrita: Inoltre, di lui non ho paura, avresti voluto che venissi con Amanda?. Oddio, tutto pur di evitare una guerra in quel di Merano. Cos posso anche delimitare i danni che saranno lo stesso molto ingenti. Quando Anne, dopo la telefonata durata una manciata di secondi, si  presentata nella mia casa di Londra come una furia, dandomi del depravato per quello che era venuta a sapere su me e Joyce, non ho potuto fare a meno di rivelarle la verit. L'ho vista annaspare cos agitata e pallida che per un istante ho avuto il timore che mi collassasse in casa. Ha abbracciato la pancia, facendo una smorfia grottesca, e poi si  messa a gridare. Un urlo cos pieno di rabbia repressa e frustrazione per la situazione nella quale James si era invischiato, che ho avuto piet per lei. Le ho detto chiaramente: Anne, hai sempre saputo che era questione di tempo. Nemmeno un bambino pu tenerli lontani. Prima lo avrebbe saputo, prima se ne sarebbe fatta una ragione. Ma lei  tosta, granitica, testarda quasi quanto lo scozzese. Mi preoccupa la sua sanit mentale, James  una vera malattia per lei. Anche per Angie lo , per. Ma che fa quell'uomo alle donne? Come le riduce? Anne secondo me non prova vero amore,  solo senso di possesso. Chi  troppo geloso e ossessivo

non ama sul serio. L'amore vero deve essere incondizionato, quando ami una persona e sei convinto che con te lei non  felice, devi lasciarla andare. Anne dovrebbe compiere questo gesto, sono certo che James sar un bravo padre anche se non rimarranno insieme. Invece ho la netta impressione che per lei sia una sconfitta accettare la situazione. Una fallimento personale. Non vuole perdere nei confronti della sua rivale per antonomasia. Un amore egoistico e insano che nuocer all'anima innocente che  in procinto di nascere.  una maledetta strega se pensa di rubarmelo di nuovo e da sotto il mio naso, con un figlio in grembo per giunta! La uccido con le mie mani! Amanda mi ha sempre detto che  infida e malefica e ora le credo sul serio. Mio figlio deve avere un padre accanto, James  suo padre e lei non pu farci nulla, non ha ancora capito che il gioco l'ho vinto su tutta la linea? ha esclamato ridendo come un'isterica. Secondo me la gravidanza ha sconvolto non solo i suoi ormoni, ma anche i neuroni. Non ho potuto fare altro che portarla con me, cos posso tenerla d'occhio. Mi dispiace moltissimo per lei. In fondo, ma molto in fondo, non  una cattiva persona, solo possessiva, petulante ed egoista. Ma se James l'ha sposata anche lei avr un lato buono e affettuoso, anche se non l'ho mai notato. Comprendo il motivo per cui James sia innamorato di Angie, ma secondo me non ha mai amato Anne. Io e lei siamo i veri perdenti di tutta la faccenda. Abbiamo incrociato le strade di due anime gemelle, era inevitabile che fossimo battuti. Le anime gemelle prima o poi si ritroveranno. Legge matematica. Ora stiamo andando a Merano, nel cottage di Adel. Purtroppo, pena la venuta dell'anticristo e cio Amanda, Anne mi ha fatto giurare di non rivelare a nessuno del nostro arrivo. Avrei voluto almeno telefonare ad Adel, ma avevo il timore che Anne mi avesse pure messo sotto sorveglianza il cellulare. Non ho alcuna voglia di rivedere James, non so come reagir davanti a Angie. Il mio cuore  ancora gonfio di amore per lei, anche se so che tra noi  finita.

L'ho capito dal momento in cui James ha accettato di prendere parte alla congiura dei pazzi e portarla in montagna, rischiando la felicit della sua famiglia. Cazzate simili le pu fare solo un uomo innamorato con qualche rotella fuori posto. Invece, Anne una cosa buona l'ha fatta per me. Mi ha vietato tutti gli alcolici e gli ansiolitici che prendevo nei giorni scorsi, aiutandomi a disintossicarmi. Non se ne parla, io vengo con te, ma devi darti una ripulita, Alex. Ma ti sei visto? Sembri un tossico e hai tutta la vita davanti. Smettila di compatirti. Non  detto che la tua carriera sia finita. Puoi sempre rifarti, sei giovane, bello e molto bravo. Gli errori si scontano, ma sai quanto me che nel mondo del cinema tutto ha breve durata. E troverai anche la persona pi adatta a te, oppure, se vorrai, potrai tornare con quella strega, perch James non sar mai suo!. Purtroppo Anne non mi conosce cos bene come crede. Angela  il mio primo vero amore, ma la mia natura  completamente differente. Non riuscirei a stare con la stessa persona per tanto tempo, non mi piace la monotonia, non sopporto i legami. Nemmeno l'amore mi pu incatenare. James ha sempre visto giusto, gli do atto della sua perspicacia. Sono un immaturo, anche se ormai ho ventisette anni suonati. Mi piace la mia vita girovaga, quasi da zingaro. Adoro viaggiare, anelo la mia libert. Amo fare film, stare sotto i riflettori. Sono bravo, anche se stupido, e a volte ragiono con il cazzo. Dovrei seriamente studiare un copione avvincente per concludere qualcosa di buono nella mia vita. Sogno l'Oscar. E no, non lo voglio per merito di Angie. Lascio il primato a James! Quella donna  stata una bellissima parentesi della mia vita. Mi sentivo distrutto quando l'ho lasciata, ma l'ho fatto per il suo bene e anche per il mio, non lo nego. Lei non mi amer mai come James. L'unico modo per Anne di accorgersene  vederli insieme. Se non sar cos, spero che questa volta James abbia le palle per prendere una decisione definitiva senza far soffrire inutilmente tutti come al suo solito. Chiss, forse un giorno ritorneremo a essere amici. Tenevo molto

a lui. Quando ci sono di mezzo le donne per, si cambia all'improvviso. James  stato un vero stupido, ma ne ha preso atto, ne sono convinto. Non ho la minima idea di quel che  accaduto in montagna. Arabella non mi ha pi telefonato. Mi aveva detto che lo avrebbe fatto appena avesse ricevuto buone nuove. Secondo me  accaduto l'inimmaginabile. Angie non li perdoner. Non perdoner loro, ma James s, a lui perdona tutto. Scommettiamo? esclamo ad alta voce scosso da quel pensiero. Che cosa? Alex mi sembri tra le nuvole.... Resto in silenzio. Meglio non esporre le mie idee a Medusa qui presente, altrimenti rischio di farla partorire per strada. Cos le sorrido con comprensione e accendo la radio a tutto volume, ma dentro prego affinch nessuno venga ucciso.

2. ANGIE. 

Ahi, accipicchia scotta! esclamo mentre agito il dito rovente, che avevo posato sul manico del bollitore, nel quale stavo scaldando il latte di soia. Alla svelta apro l'acqua fredda del lavello per trovare un po' di refrigerio. Chiudo un istante gli occhi e poi li riapro mettendomi a ridere di cuore. La solita sbadata. Ho proprio la testa tra le nuvole stamattina. Naturale, dopo la notte che ho appena trascorso! Sento ancora il languore della passione che mi riscalda il cuore e la spossatezza in alcune parti del mio corpo. Sono cos felice! Sprizzo gioia da tutti i pori della pelle, per quello non riesco a far nulla, nemmeno scaldarmi un po' di latte e prepararmi la colazione. In casa regna il silenzio. Non so ancora dove siano Adel e Maria, ho cercato nelle loro camere, ma sono vuote. Non mi preoccupo, attendo qualche ora prima di allarmarmi, confido in Maria e nei suoi Santi. Sono le sette di mattina e non sono riuscita a chiudere occhio quando, esausti dopo l'amore, ci siamo accoccolati l'uno accanto all'altra. James si  subito addormentato e sono rimasta accanto a lui fino a quando non riuscivo pi a starmene a letto, cos mi sono alzata per non svegliarlo. Sollevo lo sguardo e resto senza fiato. Siamo a ottobre, l'aria fuori 

fresca, frizzante, mentre il sole sta sorgendo all'orizzonte e illumina di una luce rosata la bellissima Merano. La cucina del cottage  un open space con il salottino, che  rischiarato da un'intera vetrata, simile al maniero che nonna possiede in Scozia. L'abitazione si trova in un punto strategico e domina la valle. Il cielo  indaco e intravedo uno spicchio di luna che tramonta cos nitidamente, che mi sembra di scorgerne i crateri. Sono annichilita dalla bellezza del luogo, non credo ne esistano altri simili. Le montagne tutt'intorno sono imbiancate. Ammiro il Paradiso e mi beo della sua incantevole vista. Mi affretto a prepararmi il caffelatte perch voglio sedermi sul divanetto del salottino, dinanzi alla vetrata e godermi lo spettacolo per riflettere su quel che io e James abbiamo condiviso. Non  ancora il momento di preoccuparmi, vorrei per un po' far finta che di l ci sia mio marito e che sia una sposina in viaggio di nozze. Comunque, ci amiamo. I miei dubbi sul nostro amore erano infondati. Quando, quasi con le lacrime agli occhi, James mi ha rivelato che in questi anni non mi aveva mai dimenticata e che avrebbe fatto il possibile pur di ritornare con me, il mio cuore ha fatto balzi di gioia. Il giorno in cui mi disse che tra noi non era finita, ero convinta lo pensasse per ripicca contro Alex. James era molto geloso fin dagli inizi, ma era convinto che tra me e lui non potesse funzionare. Conosce Alex meglio di me e sapeva che non era il tipo adatto per una relazione seria. Alex  un'anima libera. Ha parlato con affetto di lui e spero che un giorno possano ritrovarsi. L'argomento Anne invece non  stato ancora affrontato. Al solo pensarci mi sento male per lei. Non ho bisogno di problemi, ma di serenit. La notte scorsa abbiamo lasciato i problemi fuori dalla porta della camera. Prima o poi verranno a bussare, poco ma sicuro. Pavento quel momento. Scrollo la testa come per voler scacciare quel truce pensiero. Non  il momento per ritornare prefica. Apro gli occhi e osservo il panorama mozzafiato. Mi tranquillizzo all'istante. Ho indosso il maglione che ho sfilato a James la sera prima. Mi sta un po' largo, ma  suo, il profumo di James, di buono mi allarga il cuore.

Provo dentro di me un'indicibile forza. Sono consapevole che d'ora in poi riuscir a sopportare qualsiasi ostacolo mi si porr, proprio perch ora so di non essere pi sola. James sar con me, nel bene e nel male. Non posso dubitare ancora di lui, altrimenti non ne uscir viva. Voglio sperare che faccia la cosa giusta per tutti, anche se in questo momento non so quale possa essere. Respiro a fondo, devo calmarmi. Poi sorrido. Ma certo, Sananda. Afferro il cellulare e mi accorgo che  ancora spento. Lo accendo e nel momento in cui si attiva arriva una raffica di messaggi in whatsapp. Sono sbalordita perch fino alla sera prima non c'era assolutamente nulla, che si siano svegliati tutti di buon'ora? Do una veloce occhiata. Come volevasi dimostrare: dieci messaggi di Sara e tutti colmi di faccine assurde, cuori colorati e video di scuse. Se pensa di ammorbidirmi, questa volta si sbaglia di grosso, dovr penare a lungo, l'inferno non  un bel posto e deve ancora fare i conti con le sue sorelle Arpie. Li ignoro, ma leggo invece quello di mio cugino. Sar difficile non perdonarlo. Dante non mi ha mai mentito, fino a questa volta. Devono avergli fatto il lavaggio del cervello, Sara  molto persuasiva. Mia dolcissima cugina, tu sai quanto ti voglio bene, non avrei mai voluto farti soffrire, perdonami, sono stato uno stronzo. Capir se non mi vorrai rispondere. Sappi che sei la mia farfallina adorata e lo sarai sempre. Ti amo. Ingoio l'amarezza, per ammetto che, se non fosse stato per quel loro piano assurdo, io e James non saremmo mai ritornati insieme. Forse perdoner tutti prima o poi, ma hanno bisogno di comprendere che non sono una bambina stupida e devo decidere con la mia testa. Digito subito una risposta al mio amatissimo cugino e la invio: Ti voglio bene. Ti perdono. Ma la prossima volta non accettare mai ci che quelle teste bacate ti ordinano di fare, Alberto compreso! La risposta alla mia arriva immediatamente: Hai ragione, in verit sto litigandoci pure ora con la testa bacata... Potresti sempre fargli o farle fare la fine del Battista!

Ma non ottengo risposta, anzi non lo legge perch non scorgo le due spunte blu di avvenuta lettura. Chiss chi  la testa bacata a cui si riferisce! Potrebbe essere quella di Alberto, il mio ex, che ha amato per moltissimo tempo, ovviamente non corrisposto. Fortunatamente, quell'amore senza futuro  stato di recente soppiantato da quello per il bellissimo francese Gilbert. Moro, molto alto, occhi acqua marina dal taglio a mandorla, un adone dal carattere pi amabile che abbia mai conosciuto. Un vero uomo, con barba, muscoli e mani callose da lavoratore, di un'intelligenza incredibile e di una dolcezza impensabile. Si sono amati fin dal primo istante e da quel giorno mio cugino non ha mai smesso di tessere le sue lodi e di raccontare a tutti l'incredibile fortuna di averlo incontrato. Ogni volta che li vedo, mi rendo conto che l'espressione anima gemella vale per tutti, in amore non esistono distinzioni, n limiti, n tanto meno pregiudizi. L'amore  universale. Dal giorno in cui ho conosciuto Gilbert, ho adottato un altro cugino. Lui per in aeroporto non c'era. Dante mi aveva detto che era via per lavoro, dato che  uno stilista affermato, per ho il timore che Gilbert non sia al corrente della messinscena a cui Dante ha partecipato. Spero per lui che lo perdoni, sono certa che avrebbe fatto di tutto perch mio cugino ne rimanesse estraneo. Gilbert  il tipo giusto, per avere cinque anni di meno,  anche molto saggio e posato. L'opposto di Dante, infatti. Gilbert  tanto tranquillo, quanto mio cugino spericolato e sprezzante del pericolo, non per niente  uno dei pi bravi e quotati investigatori privati sulla piazza. Il cellulare emette un ronzio. Comincio a ridere curiosa della risposta che mi dar Dante, ma mi rendo conto con stupore che non  un messaggio su whatsapp, bens un sms. Il cuore si ferma, le mani stanno sudando, non so se essere incavolata con lui oppure osannare le Alte Sfere Celesti che mi abbia scritto. Roberto. Mia dolce Angie, io so che quello che hanno fatto  imperdonabile, ma era pi che giusto tu mettessi ordine nei tuoi sentimenti e nella tua vita prima di pensare alla mia. Qualcosa mi dice che tu sia sulla buona strada. Non ti preoccupare per me, so cavarmela. Ritrover Shamira e

te la far conoscere. Ti adoro, iena! Salutami James. L'affetto fraterno che provo per lui  incomprensibile, ma vero. In questo viaggio lo accompagna anche una parte di me, come se fossimo legati da un vincolo spirituale indissolubile. Sento che ritorner indenne. Digito a Roberto una risposta affettuosa, ho perdonato anche lui che non ha nessuna colpa, solo quella di essersi imbattuto in una pazza scatenata e passaguai come la mia amica Sara. Nutro la speranza che nessuna mina abbia l'ardire di trovarsi sulla sua stessa strada e riesca a tornare sano e tutto intero il prima possibile. Infine, digito un messaggio su whatsapp anche a Sananda, perch ho l'estremo bisogno di sentire la sua voce, profonda e rilassante, e di avere un consiglio in merito a quella mosca, che pi che entrarmi nel naso, si  abbarbicata allegra e spavalda con le sue zampette sulla mia pelle. Guru, non credo di farcela. La mosca ha colpito. Ripeto, la mosca ha colpito! Sto captando diverse vibrazioni. Ho il timore che di l a poco accadr qualcosa di brutto e non capisco il motivo di questo mio repentino turbamento, dopo l'estasi di qualche secondo prima. Meglio inviare un messaggio in codice rosso piuttosto che prenderla troppo alla leggera. Quando ci siamo di mezzo io e James pu succedere di tutto. Anche l'Apocalisse. Il giudizio universale. Una catastrofe planetaria. Qualsiasi cosa succeda, abbi fede, Angie. Nulla viene mai a caso, non esistono coincidenze, per tutto c' sempre una ragione. Credi in te stessa e nell'amore verso quella mosca. Non giudicare, n criticare nessuno. Sii onesta con te stessa e vedrai che tutto andr a buon fine! Una parola. Per avere fede dovrei credere fermamente che James non mi lascer nuovamente, che rimarr con me per sempre e finalmente ci sposeremo. Gi nell'esporla a questo modo ho messo troppi avverbi in  mente e non va affatto bene. La mia realt non  fantascienza anche se lo sembra. Io non sono il capitano Kirk, James non  Spok. Cerco di captare qualche rumore, ma non odo nulla, James sta ancora dormendo.

Mi alzo dal divanetto, la pausa  finita, l'allegria  svanita, la baldanza se l' data a gambe levate. Sta sopraggiungendo il terrore, la paura di un imminente evento catastrofico che avr ripercussioni planetarie. Sono i miei sensi di colpa che bussano alla porta della ragione e cercano di entrare a suon di spallate. Bene, Angie, ci risiamo! Non faccio in tempo a posare la mug con il caffelatte che squilla il campanello del cancello di casa. Sobbalzo colta alla sprovvista e la mug mi scivola di mano cadendo con un tonfo, spaccandosi in due. Ahi, brutto segno! Porca vacca, la mia preferita! era quella con il volto sorridente di Candy abbracciata a Terence, pi che un segno mi pare un avvertimento. Ma no, dai Angie, che pensi, suvvia. Mi viene quasi da piangere e inveisco contro i rompiscatole che mi hanno fatto spaventare, disturbandomi a un orario insolito. Poi, immagino siano i poliziotti giunti per darmi brutte notizie riguardo mia nonna e Maria, ma non posso farmi del male a questo modo e cos insulto pure me stessa e la mia solita stupidit. In pigiama a cuoricini rossi e ciabatte di lana con due enormi gatti, minimamente preoccupata per una mise poco adatta a presentarmi a estranei, mi affretto verso la porta d'entrata. Con la coda dell'occhio avvisto James uscire dalla porta della camera con indosso il sorriso pi seducente e magnifico, che mi fa battere forte il cuore. Lo scarto con un dribbling degno di un giocatore di football e un sorriso birichino e mi accingo ad aprire. Quando apro, resto impietrita a fissare i nuovi ospiti. Che c' Angie, che succede? chiede esitante James avvicinandosi alla porta e restando fermo alle mie spalle, certa che l'espressione che avr dipinta sul volto sar identica, se non peggiore, alla mia. Infatti, non fiata, anzi credo di sentire il ruggire del suo cuore. Sospira. Mi sembra un incubo, sto quasi per svenire, tuttavia noncurante di sguardi omicidi, mi appoggio contro James che spiazzandomi, intreccia la sua mano alla mia, stringendola forte.

Vorrei ringraziarlo, ma non riesco nemmeno a respirare. Davanti al cancello chiuso che delimita il giardino del cottage di Adel, stanno aspettando con un cipiglio guerrigliero l'una e imbarazzato l'altro, Anne e Alex. Vorrei davvero essere Kirk e teletrasportarmi in un mondo parallelo insieme con il dottor Spok. La gioia di poc'anzi sfuma, le aspettative pure, la felicit ridotta a brandelli. La delusione e anche la vergogna. Non credevo fosse cos avanti con la gravidanza, pur essendone a conoscenza. Come abbiamo potuto fare questo? Come? L'Apocalisse ha bussato alla mia porta ed  anche piuttosto agguerrita.

3. JAMES. 

Non appena apro gli occhi, allungo la mano con la convinzione sia accanto a me. Invece la sua parte del letto  fredda e vuota. Mi sollevo atterrito, colto da un improvviso malessere interiore. Paura. Timore che se ne sia andata, che mi abbia lasciato. Poi mi sveglio sul serio e ricordo ogni cosa. Sono in camera sua, un sorriso mi riempie il cuore. Credo non smetter pi d'indossarlo. Fare l'amore con lei  stata l'esperienza pi incredibile nei miei trentasette anni di vita. Travolgente, passionale, sensuale, quante volte l'abbiamo fatto. Non sto aggiungendo una tacca in pi alle mie performance di amatore, non  quello. Sono intimamente felice. Appagato. Colmo d'amore e di gioia. In pace con me stesso, ho sconfitto i miei demoni, ho finalmente trovato Casa. Lei  la mia Casa. L'ombra dei ricordi per distrugge in un battibaleno questo momento. La mia vita  complicata. L'ho ulteriormente intricata e ho pure coinvolto la donna che amo. Mi sgonfio come un pallone. Ben fatto, James, adesso che hai tradito tua moglie, prega tutti i tuoi Santi scozzesi affinch non venga a saperlo nel peggiore dei modi. Quando ho fatto l'amore con Angie, non  stata la furia del momento.

Non  stata una botta e via. Si  trattato di condivisione di qualcosa di unico, speciale. Io e lei siamo spiritualmente sposati, nulla ci separer, mai pi. Ho preso una decisione, che avrei dovuto prendere tempo addietro. Sar dolorosa, ma ce la possiamo fare, se Anne acconsentir. So di darle un dolore profondo, per lei la famiglia  tutto, ma potremmo tranquillamente essere genitori anche se saremo separati. Devo rivelarlo a Angie. Quando otterr il divorzio, la sposer cascasse il mondo, la far per sempre mia. Non potrei restare un giorno di pi lontano da lei, non ce la farei. S,  la scelta migliore per tutti. Anne non avr problemi a trovare un uomo che l'ami sul serio. Per il bene di nostro figlio accetter le mie condizioni. Me ne convinco sempre pi, mentre mi sto vestendo alla svelta, perch voglio rendere partecipe la mia amata. Non mi allontaner mai pi da lei, poco ma sicuro. Lo deve assolutamente sapere. D'ora in poi nessuna bugia, nessun sotterfugio, nessun'ombra offuscher la nostra vita insieme. Lo so che sono stato un bastardo e che spezzer il cuore di Anne, ma ce la faremo. Mentre mi sto mettendo velocemente i jeans e la camicia, sento in successione un tonfo, dopodich lo squillo del campanello. Mi affretto e apro la porta della camera intercettando Angie con addosso il pigiama con i cuoricini rossi e le pantofole di lana con due enormi gatti. Le sorrido, ma lei  trafelata, vuole andare ad aprire cos? La trattengo, ma dribbla con uno scarto degno di un giocatore di calcio e apre la porta di scatto. Le sono dietro e ancora sorrido, ma quasi mi scontro con lei che  ritta davanti alla porta, impalata. La sua schiena  rigida, deduco stia succedendo qualcosa. Che c' Angie, che succede? chiedo ansioso, colto dal terrore. Infine, mi blocco pietrificato. Sono alle sue spalle, respiro a fondo e prendo una sua mano con fermezza quasi a rendere ancora pi evidente la scelta di poc'anzi. Infatti, in quell'esatto momento, gli occhi di Anne si spalancano sbigottiti e poi micidiali. Vorrei uccidere Alex per avergliela data vinta. Li guardo sprezzante. Sono incazzato con Anne, ma devo calmarmi. Non penso affatto alla

vergogna per averle mentito, ma a quanto sia stata irresponsabile nei confronti del bimbo che porta in grembo. Sar anche un bastardo, ma se avessi pensato anche solo lontanamente che Anne avrebbe avuto il coraggio di venire qui, l'avrei incatenata fino al mio ritorno. Potrebbe nascere da un giorno all'altro, che le  saltato in mente? Quella donna ha superato ogni limite,  pazza, ossessiva e gelosa e il suo atteggiamento non  affatto normale. Sono uno stronzo perch la vedo com' realmente a scoppio ritardato, quando tutti mi avevano avvisato anni prima, Alex compreso. Alex si sofferma su Angie, che sento rabbrividire. Vorrei sbranarlo, ma Anne  un osso duro. In lui si alternano diverse emozioni scorrere nel volto: delusione, gelosia e rassegnazione. Devo calmarmi, altrimenti nessuno ne uscir vivo. Se prima avevo qualche dubbio sulle mie scelte in questo momento sono motivato e carico. Anne non vincer pi, devo pensare a nostro figlio, che nasca sano e salvo. Siamo sul filo di lana, dov' Maria quando serve?

4. ALEX. 

Quanto manca? Dove siamo? Dio, questa strada mi sta facendo venire la nausea, giuro, e poi soffro di vertigini. Piccolino di mamma, stai tranquillo ce la faremo! Andremo dal tuo pap, lo toglieremo dalle grinfie di quella strega e ce ne andremo tutti a casa. Il pallore di Anne mi sta seriamente preoccupando. La sua fronte  imperlata di sudore, sembra affannata, respira con fatica. Si massaggia troppo spesso la pancia e mentre guarda fuori dal finestrino, mi accorgo che il fazzolettino che tiene in grembo  zuppo. Anne, sei sicura di stare bene? Hai dolori? Non ti preoccupare, tra poco ci siamo, questo  l'ultimo tornante, il cottage  a pochi metri di distanza. Un luogo bellissimo non trovi? Da qui si domina l'intera vallata, Merano  un posto stupendo, dalla natura rigogliosa, e poi c' la famosa passeggiata della principessa Sissi. Lo sai che nel centro del paese c' una sua statua? Si deve a lei la

nomea del luogo, ci sono le terme per curarsi, qui arriva gente da tutto il mondo! Magari ti ci porto, far bene al bambino. Sembro un'enciclopedia, ma sto parlando per distoglierla da pensieri omicidi anche se so essere un tentativo vano. Difatti, si volta verso di me e mi rivolge uno sguardo che, a giudicare dalla fronte corrugata e quella linea dritta della bocca, non promette nulla di buono. Alex non me ne frega un cazzo n delle terme, n tanto meno di Sissi, voglio andar l, prenderla a randellate in testa e portare a casa James, il discorso  chiaro. Non far mai nascere questo bimbo con lei presente, piuttosto mi suicido. S,  impazzita. Ha persino roteato gli occhi, sta vaneggiando e, dall'olezzo che sento, non vorrei se la fosse fatta addosso. James mi uccider, poco ma sicuro. Ora calmati, respira a fondo. S, cos, uno, due, tre, quattro, inspira, espira.... Al diavolo, Alex, mica sei la mia ostetrica, cazzo! digrigna i denti troppo spesso, la brutta sensazione si acuisce sempre pi. Ogni tanto si abbassa piegandosi fin dove riesce dato l'ostacolo di quel pancione enorme e poi si rialza tutta paonazza in volto. Non credo sia normale per una che dovrebbe partorire tra due mesi. Poi, all'improvviso, mi sorge un forte dubbio. No, fa' che non sia cos... Anne, ma tra quanto dovrebbe nascere? Non mi avevi detto che mancano ancora due mesi abbondanti?. Anne mi fissa con gli occhi stanchi e poi abbassa lo sguardo. Si torce le mani, si massaggia la pancia. No. No. No. Anne ringhio. Va bene, va bene, no, tra due o tre settimane... Ti ho mentito perch sapevo che non mi avresti mai portato. Ho mentito a tutti pur di venire qui. Sapevo di non correre rischi dato che si pu volare fino alla trentasettesima settimana. Mi ci  voluta, per, un po' di persuasione con le mie amiche che mi stanno aiutando, ma alla fine l'ho spuntata. Hanno allertato l'ospedale nelle vicinanze caso mai capitasse qualcosa, ma non sar cos. Mio figlio nascer a casa sua, a Londra, torneremo giusto in tempo. Mi sento ribollire il sangue,  pazza!

Tempo? Cazzo, potrebbe accadere di tutto, ti stai sottoponendo a troppo stress, potrebbe fare male al bambino, sei un'irresponsabile. Potrebbe nascere anche adesso! Potrebbero esserci complicazioni.... Alex non sei tu che scegli per me, siamo intesi? Sono matura abbastanza da capire fin dove posso spingermi e credimi se ti dico che non  ancora arrivato il momento per partorire. Ho fatto un'ecografia prima di partire e il dottore mi ha rassicurato sul mio stato di salute. Il bambino  maturo e sta benissimo,  in posizione, ma non  ancora arrivato il tempo, lo sento dentro di me, vero piccolino? Siamo tutti e due in salute replica al pancione con un sorriso dolce, ma stanco. Salute?  grigia, tutta sudata, addirittura gonfia in volto! Sembra uno zombie. Ma ti sei guardata allo specchio? Secondo me stai soffrendo, dovresti dirmelo. Ma non vuole rinunciare alla sua entrata da star in casa di Angie, per cui con fare autoritario mi intima di starmene zitto e affrettarmi ad arrivare che deve fare pip. Fine della discussione. Sono rassegnato, perci resto in silenzio e accelero. Quando il cottage di Adel, dopo l'ultimo tornante, appare a pochi metri di distanza, sembra che il sangue sul volto di Anne sia tornato miracolosamente ad affluire. Da pallida com'era  diventata tutta paonazza, con delle chiazze viola sulle guance e sul collo. Porta un abito premaman di lanetta e indossa un enorme poncho con degli stivali di pelo. Dicono che le donne incinte siano bellissime, non  il caso di Anne, che sembra la copia sputata dello Yeti. Si nota lontano un miglio la sua sofferenza. Deglutisco e mi fermo sul ciglio della strada. Il cielo  terso, la giornata stupenda, il panorama che si gode fantastico, questo  un pezzo di Paradiso. La cornice pi romantica per due persone che devono ritrovare se stesse. Ci saranno riusciti o Angie avr rinunciato? Vorrei fosse cos, pi per sano egoismo maschile, ma quei due si appartengono, non ho la minima speranza di riallacciare alcun rapporto,

anche perch la mia strada  un'altra, oramai l'ho capito. Prima di scendere, blocco Anne che ha gi la mano sulla maniglia della portiera, con un'espressione poco rassicurante. Anne, cerchiamo di mantenere un tono civile, per piacere, non inveire contro tutto e tutti come il tuo solito. Prima di giungere alle conclusioni, attendi che James ti spieghi il motivo per cui ha fatto tutto questo, va bene?. Provo la carta della gentilezza. Si volta e mi guarda, sembra la ragazza di The Ring, manca solo la televisione, ma  identica con lo stesso sguardo da pazza omicida. Una valchiria pronta a colpire. Non mi dare ordini, Alex, tu non hai una moglie che ti ha tradito, giusto? Se fosse accaduto che cosa penseresti, quali sarebbero le tue emozioni, eh? Non mi giudicare, non dare a quella stronza sempre ragione. James si  comportato male con te, perch adesso lo difendi?. Bella domanda. Non difendo nessuno, Anne, solo non voglio che scoppi la terza guerra mondiale, tutto qui. Un ghigno soddisfatto in risposta alle mie parole. Dovrei fermarla. Incatenarla alla macchina. Che vigliacco! Le apro la portiera. Dopo qualche minuto di goffi tentativi, finalmente si districa dal sedile ed esce. Si appoggia stancamente a me e le offro un braccio. Anne mi osserva e sorride. L'unico sorriso che le illumina il volto, dopodich le tenebre calano e il sipario si alza. Anne con mani tremanti suona il campanello del cancello che  chiuso. Impallidisco di colpo, poich per un istante ho il timore che voglia scavalcarlo. Il giardino  verde smeraldo, curato e adorno di piante che di sicuro in primavera offriranno un rigoglioso spettacolo. La porta del cottage si apre. Una voce. Angie si blocca all'entrata non appena ci vede. Vorrei sorridere della sua mise, Angie non si smentisce mai. Ricordo molto bene quel pigiama, era il mio preferito. Tento un mesto sorriso, che mi muore in gola, serrata dalle troppe emozioni.

Rabbia, delusione, vergogna e rassegnazione. Che c' Angie, che succede? domanda James. Anche lui si immobilizza alle sue spalle.  al suo fianco. La tiene stretta, le stringe la mano. Mi sento morire dentro, poi mi riprendo, non  tempo di fare l'ex fidanzato geloso. Ci fissiamo l'uno con l'altro, attoniti. Sembra che il tempo si sia fermato. Tutti a giocare alle belle statuine. Purtroppo, accade qualcosa d'inaspettato. La linea dura della bocca di Angie, lo sguardo risoluto, fermo, distaccato, diabolico, mi mettono in allarme. Sussurra qualcosa al suo amato. Si scosta da lui, lo spinge dentro casa e, osservandoci con odio e disprezzo, ci sbatte la porta praticamente in faccia. A quel gesto, l'urlo di Anne mi assorda le orecchie. Si piega in due e si appoggia contro di me stritolandomi il braccio e inveendo contro di lei. Mi guardo intorno, meno male che il cottage  in un luogo isolato. Maledetta strega! Col cazzo che te lo lascio, dovrai passare sopra i nostri corpi, hai capito?. Non me lo sarei mai aspettato, Angie ha tirato fuori le palle nel momento sbagliato!

5. ANGIE. 

Ho il cuore in tumulto e un principio di tachicardia. James mi stringe la mano proprio davanti ad Anne. Vorrei urlare dalla gioia, perch capisco che il suo gesto  inequivocabile e che, nonostante quello che ci aspetta, ha scelto me. Noi. Ma Anne  la realt, porta suo figlio in grembo e mi sta guardando come se mi volesse staccare la testa. Non le do torto. Il pancione  enorme, pur essendo sempre magra come un chiodo. Mi sembra affannata, si sta sorreggendo ad Alex. Non capisco il motivo per cui si trovino qui insieme, ma un dubbio mi sorge repentino. Evidentemente, Alex sapeva ogni cosa. Forse era

lui che mi doveva portare fin quass. Il quadro che mi si profila  desolante, se ci fosse stato Alex non saremmo arrivati a questo punto. Non so se ridere o piangere: un altro tassello del puzzle che ho collocato nel posto sbagliato. Se James ha accettato solo perch Alex non si era candidato, mi fa stare peggio. Sono supposizioni, ma non  tempo di pensare a me. Rivederlo  un balsamo, ma mi rattrista. Indossa un giubbotto verde militare che s'intona con i suoi bellissimi occhi. Sembra una quercia dietro di lei e noto con sgomento che la sta proteggendo. Vorrei ammazzarlo per averla portata fino a qui, ma Anne gli avr dato filo da torcere. Incrocio lo sguardo con quello di Anne. Ho bisogno di capire che cosa fare, ma per ora non voglio dichiararmi sconfitta. Cos sussurro a James: Qualsiasi cosa faccia, spalleggiami, ti prego!. Angie... mi dispiace.... Gli do una forte spinta e chiudo la porta dietro di noi appoggiandomi contro e riprendendo fiato. Mi sento svenire. Le mani tremano indicibilmente e il cuore batte cos forte, che temo mi schizzi fuori dal petto. Mi ci  voluto un bel coraggio per farlo, ma era l'unico modo per schiarirmi le idee e capire come agire. Dovremmo scegliere tra una carneficina di massa oppure una pacifica e normale discussione tra persone civili ed educate. La seconda opzione  impossibile da attuare dati i personaggi che prendono parte alla tavola rotonda. La situazione sarebbe quasi ridicola se non fosse cos tragica. Siamo pedine mosse da quale mano? Devo ringraziare Sara per tutto questo, la uccider, ho gi deciso. James mi si avvicina a braccia aperte, ma sollevo una mano per mantenere le distanze, altrimenti non riuscirei a decidere con obiettivit. Nel frattempo, Anne urla e inveisce contro di me, che  un piacere sentirla. Temo per la sua salute, ma che altro dovevo fare? Invitarli

dentro a bere un t? Shining in confronto  un romanzo rosa! Osservo James e replico: Potresti spiegarmi in cinque secondi come diamine pu esserci Alex fuori se nessuno avrebbe dovuto sapere che eravamo qui, a parte i disgraziati che hanno ordito il piano?. Glielo chiedo correndo in camera mia e rovistando tra i vestiti alla ricerca di qualcosa di decente da mettermi. Scovo la valigia con la quale dovevo andare in Afghanistan e cerco una maglia di cotone e un paio di jeans, dato che  colma di caffettani, con i quali sembrerei pi la Sibilla cumana che una persona normale. Da quel che ricordo dovrebbero trovarsi nel fondo. Nel frattempo James mi sta seguendo, ma resta purtroppo in silenzio. Mi giro verso di lui con occhi simili a saette pronte a colpire e comprende all'istante che forse sarebbe meglio aprire bocca. Buon per lui che mi conosce da molti anni e sa che non mollo l'osso. Sara... Aveva telefonato per raccontarmi del tuo imminente viaggio e del tuo ritorno di fiamma con Roberto. Sono annichilita. Che cosa? Sara ti ha detto che... Io quella la strozzo, lo giuro. Pazza, pazza a raccontargli della mia notte con lui. Ma che le  saltato in mente? Mi sento tradita, nauseata, schifata. Aspetta, tesoro, ascoltami, ti prego. Difatti non sono stato morbido con lei. L'ho rimproverata, ma ti giuro che ci tiene cos tanto a te che era disperata. Aveva paura ti accadesse qualcosa. Mi aveva appena detto che Alex aveva rifiutato di prendere parte a questo inganno. Non sono stata la loro seconda scelta. Ero l'unica possibilit. Capisci?. Mi avvicino furente a James mentre la rabbia mi sta divorando. Pi che avvicinarmi, sto saltellando, perch nel medesimo istante sto cercando di infilarmi i jeans. Ti stai ascoltando, James? Ti rendi conto che tra tutti forse Alex  stata la persona pi intelligente e sana di mente? Tu non avresti dovuto darle retta. Alla fine forse non saresti nemmeno servito ai loro scopi, quella boccetta viola era stata la loro arma per annientarmi. Potevo

cadere in terra svenuta e loro portarmi in montagna. Sei stato uno stupido totale, James, santi numi!. James indietreggia colpito dalla veemenza del mio discorso e dal fatto che sia logico, sensato e razionale. In questo caso avere ragione  l'ultima cosa che vorrei. Non si pu tornare indietro. Non posso tornare indietro. Non posso cancellare quel che  accaduto tra noi stanotte. E, soprattutto, lo volevo fare. Nessuno mi ha puntato un coltello alla gola, non potevo sopportare di saperti in quel luogo pericoloso e poterti perdere... Sara lo sapeva. Lo aveva previsto che noi ci amavamo ancora. James, quella donna  pazza, anche se  la mia migliore amica e le voglio bene! Dovrebbe solo imparare a farsi i fatti suoi e lasciarmi vivere la mia vita. Angie, che vorresti dire? Pensavo che tra noi.... Lo guardo con desolata rassegnazione. Apriamo gli occhi, James, l fuori c' tua moglie, nel suo grembo tuo figlio. Ma che ci siamo messi in testa, eh? L'hai tradita, potresti perderli per sempre, potrebbe fare di tutto per non fartelo pi vedere. Finiremmo per odiarci di nuovo e io ti amo troppo per rivivere ancora una volta un vuoto simile nel cuore. Rendermi conto di quanto abbia sfiorato la felicit e di come mi stia scivolando tra le dita per l'ennesima volta  un dolore insopportabile. James indietreggia sempre pi e mi guarda come se fossi Satana in persona. Il sopracciglio sta cominciando a odiarmi,  inarcato all'ins in una smorfia. I suoi bellissimi occhi sono cupi, velati. Quella bocca meravigliosa piegata all'ingi. Io ti ho giurato amore eterno, Angie. Non pu accadere di nuovo, non pu.... E io amo te, James, ma non me la sento di mettermi contro a un bambino, non devo essere io la tua priorit. Non devo. Ora usciremo insieme, io e te. Tu guarderai Anne, le sorriderai, le dirai che hai sbagliato e che vuoi chiedere perdono, le spiegherai che tra noi non  accaduto nulla, che quando mi hai preso la mano prima era solo per farmi stare buona, che tu mi hai dato il benservito per sempre e tornerete insieme a Londra, dove lei far nascere tuo figlio, nell'amore

e nel calore di una famiglia. Quella famiglia che io non ho mai avuto da piccola. Tu non sarai il padre che abbandoner suo figlio. Non tu!. Sbarra gli occhi impietrito. Adirato, stringe i pugni e digrigna i denti. Lo so che sono stata una stronza, ma bisogna farlo ragionare e questo  l'unico modo. Spiattellargli in faccia la cruda e nuda verit. Non osare anche solo minimamente mettermi sullo stesso piano di tuo padre, Angie! Sto solo dicendo che posso tranquillamente stare con te e fare il padre. Oggi giorno di situazioni simili ne  pieno il mondo e nessuno  morto per questo. Ce la faremo, vedrai replica con enfasi. Quel quadro sarebbe possibile se non avesse una moglie come Anne, che mi odia e non potr mai accettare tale situazione. Love and peace con lei  utopia. James non ha afferrato il problema, lui pensa che Anne sia sana di mente e invece io so benissimo che non lo . Me ne sono resa conto in ritardo, ma il modo in cui si  comportata prima mi fa supporre la catastrofe e non voglio che il bambino di James soffra per colpa del nostro amore. Che mi resta da fare? Come agire? Sapevamo fin dall'inizio che non potevamo rimanere insieme, James. Io voglio la tua felicit, non sarei serena se non riuscirai a vedere tuo figlio, lo capisci? Quella gioia che ora alberga nel tuo cuore e anche nel mio, quell'amore che ci unisce, ci separer nuovamente. Anne non acconsentir mai a tutto questo. Non ti far nemmeno avvicinare al bambino, poco ma sicuro, e io non voglio. Lui deve venire prima di noi. Ho le lacrime agli occhi e il cuore che martella incessante. Mi sembra di rivivere un incubo, di avere un djvue, di essere di nuovo sull'orlo di quell'oscuro baratro nel quale ho dimorato per anni. Noi ci amiamo, ci ameremo sempre, ma non  il momento giusto per noi. A questo punto spero di non avere la dentiera quando accadr. James si siede di peso sul letto, le mani sul volto in un gesto disperato. Quando rialza lo sguardo sta piangendo. Quanta sofferenza dovremo ancora patire, quanta... Mi siedo accanto

a lui. Spalla contro spalla. Il calore del suo corpo si diffonde nel mio. Non mi abbraccia,  inerme, le mani penzoloni, l'espressione vacua. Mi osserva con una tristezza cos profonda, che non credo di averlo mai visto ridotto cos. Hai ragione, Angie, io so che hai ragione... sussurra tra le lacrime. Le nostre lacrime sono amare, piene di fiele, piene di dolore, colme di rassegnazione. Ci abbracciamo cos stretti, come se volessimo fonderci l'uno con l'altra. La decisione era gi nell'aria, per quanto non volessimo ammetterlo, i nostri cuori lo avevano capito. Qualsiasi cosa accada, non dubitare mai di essere l'unica donna della mia vita. Il nostro amore vivr in eterno. Spiego le labbra in un mesto sorriso e annuisco col capo, incapace di profferir parola. Andiamo ad accogliere la furia replica alzandosi e prendendomi per mano. Mi asciugo gli occhi, soffio il naso e c'incamminiamo verso il nostro destino. Un destino ingrato che ci sta separando per l'ennesima volta. Avr mai fine questo calvario per noi?

6. ALEX. 

Sto assistendo a una scena drammatica. Anne urla e strepita, con le lacrime che scendono a rivoli dagli occhi, sbavandole il mascara e riducendola una maschera, l'ombra di se stessa. Cerco di calmarla, ma lei non ne vuole sapere e inveisce contro Angie e James che se li avessi tra le grinfie caverei loro gli occhi . Non avrei mai voluto partecipare al degenerarsi della situazione, ma purtroppo dopo l'infelice boutade di Angie, non potrei aspettarmi altro se non un peggioramento repentino. Sono preoccupato per le condizioni di Anne e del suo bambino. Si sta agitando troppo, aumenter lo stress e se non si tranquillizza potrebbero esserci delle ripercussioni negative sul nascituro.L'abbraccio, ma si divincola con una forza impensabile, mi sposta addirittura all'indietro con uno spintone degno di un boxer.

Anne, per piacere, non servir a nessuno e tanto meno a te sbraitare, troveremo una soluzione, vedrai, ma ti prego, tranquillizzati. Mi fissa con occhi spiritati, ormai ha raggiunto il punto di non ritorno: Stai scherzando? Quella ci chiude la porta in faccia e dovrei calmarmi io?. In effetti, non ha tutti i torti. Sono certo che troveremo una soluzione, tutto si chiarir, tu tornerai con James a Londra, farete la pace e amen. Anne digrigna i denti come una pazza: Ma li hai visti? Non ci vuole un mago per capire che tra loro la fiamma si  rinfocolata, cazzo. Come posso anche lontanamente stare con un uomo che mi ha tradita? Che pensavo quando sono venuta qui? Speravo che si ravvedesse, che capisse quanto fosse stronza e invece... Invece l'ama ancora, sono io che sono stata una stupida. Resto di sasso di fronte a quella sua ammissione. Allora non  del tutto impazzita, ha ancora un briciolo di buon senso in zucca! Tutto a un tratto credo di averla sottovalutata, avr un sacco di difetti, ma non  cos scema da voler indietro uno che si fa un'altra sotto al suo naso. A giudicare da quel che ho visto, ne sono sicuro al cento per cento. Angie e James sono ritornati insieme. Mi fa ancora male al centro del petto, che si  chiuso in una morsa, ma devo farci l'abitudine. Sicuramente ci sar una spiegazione, Anne, dovremmo cercare di calmarci tutti e parlarci senza spellarci vivi. Un ramo d'ulivo potrebbe essere la soluzione migliore per risolvere le cose, ma non credo che Angie e Anne saranno d'accordo. Che situazione intricata. Grazie Sara, grazie tante. Avrebbe dovuto lasciare che Angie decidesse da sola e partisse con Roberto. Tutto questo non sarebbe accaduto e nessuno ne avrebbe sofferto. Sono sempre stati troppo protettivi nei suoi confronti, Angie li ha sempre biasimati per questo. Purtroppo non si pu piangere sul latte versato. Che diavolo ci fate voi qui?. Al suono di quella voce mi immobilizzo. Anne sta pregustando la guerra, perch sa chi ha macchinato quel piano assurdo. Proprio lei, la donna che in questo esatto momento ci sta squadrando sprezzante, le braccia sui fianchi e cipiglio battagliero. Ciao, Sara rispondo.

Dietro di lei fa capolino Dante. Indietreggio meravigliato. Ragionandoci sopra, mi rendo conto che nessuno di noi sapeva dell'arrivo dell'altro. Per cui, facendo due pi due, arrivo alla conclusione che tutti siamo qui per chi si trova in questo momento in casa. Chi per domandare perdono, chi per regolare i conti, chi per dire addio per sempre. Dante mi saluta con un cenno del capo e un sorriso debole, infine viene attratto, come Sara, dalle palesi condizioni di Anne. Entrambi la osservano sbalorditi, perplessi, sgomenti e anche incazzati. Sono infuriati con me, presumo, le occhiatacce di Sara al sottoscritto sono inequivocabili. La degno di un'alzata di spalle, sperando che comprenda la mia difficile posizione. Sembra per che non abbia accettato le mie silenziose scuse. Anne non se lo lascia ripetere due volte e si avvicina goffamente a lei con un dito alzato: Tu, sei stata tu! Che cosa vuoi che ci faccia qui? Mentire  diventato il tuo sport preferito a quanto sembra. Hai messo di mezzo James e non ti perdoner mai per questa tua meschinit, Sara. E tu, Dante, il fratello integro, educato e rispettoso degli altri. Il fratello buono. Ah, quando torner avr un sacco di cose da raccontare ad Amanda!. A quel nome c'irrigidiamo tutti. Meglio non nominare di fronte a Sara Satana in persona. Infatti, le pulsa una vena sul collo e non  un bello spettacolo. Non si preoccupa minimamente delle condizioni di Anne, poich stringe le mani a pugno e ho la netta impressione voglia darle un ceffone. Dante si frappone tra loro, dividendole, regalando a Sara un'occhiata ammonitrice. Sara per non  malleabile, se lo fosse stata forse non ci troveremmo tutti qui a guardarci in cagnesco. Io ho solo domandato a James se poteva portare Angie fin quass. Doveva portarla qua e poi andarsene. Avremmo potuto farlo noi, in effetti, ma... Non era nei nostri piani. L'allusione  cos lampante che Anne diventa rossa come un peperone. Purtroppo il pancione non le permette di aggiungere altro,

dato che si piega in due dal dolore. Restiamo come degli stoccafissi a guardarla attoniti e anche imbarazzati di fronte a qualcosa per la quale non siamo preparati. No, a un parto non  preparato nessuno, temo. Comincio a sudare e, allarmato, mi accovaccio di fronte ad Anne: Anne, che sta accadendo? Hai dolori forti?. La sua mano mi sta stritolando il braccio, per cui capisco che s, deve stare proprio tanto male. Rivolgo uno sguardo disperato verso Sara che  ancora l perplessa, meditando sul da farsi, se farci entrare e chiamare un'ambulanza o far partorire Anne sul ciglio della strada. Conoscendola propenderebbe per la seconda ipotesi, ma ha un cuore tenero sotto quella scorza dura da stronzettina, per cui si avvicina e domanda: Anne, ma di quante settimane sei?. Trenta... sette... risponde sofferente l'altra. Sono gli occhi sbalorditi di Sara che mi mettono in serio allarme, cos estraggo il cellulare e chiedo: Qualcuno sa quale sia il numero delle emergenze?. Sara mi osserva allibita. O chiami il centodiciotto oppure la portiamo direttamente in ospedale. Non  dietro l'angolo, te lo dico subito il volto cinereo e preoccupato. Non mi piace come mi sta guardando. Non serve tu mi faccia la predica, ha mentito sulle sue condizioni, tanto per dirtela tutta. Ha detto per che l'ospedale  stato allertato. Benissimo, ma il problema rimane, anche se  stato allertato,  distante, troppo per le sue condizioni risponde ancora pi tagliente. Sara, per piacere, non  tempo d'incazzarsi con Alex, non ti sembra? Entriamo e domandiamo aiuto a Maria e nonna interviene Dante per placare gli animi. Gli si legge il terrore nel volto, proprio come a me. Nel frattempo Anne sta urlando dal male. Penso stia avendo le contrazioni. Fortunatamente non le si sono rotte le acque, il tappo di muco per dovrebbe essere sceso. Anne, mi senti? Dobbiamo portarti dentro, ce la fai ad alzarti?.

Anne con il volto sfigurato dal dolore annuisce mesta senza contrattaccare. Sta soffrendo molto, altrimenti non mi spiegherei questo ravvedimento. Mio Dio, che succede? Che ci fate qui, ragazzi? Ehi... ma.... Ci voltiamo tutti all'unisono stupiti non appena intravediamo Adel e Donna Maria.

7. ANGIE. 

Strascico i piedi fino alla porta d'entrata, dietro di me un riluttante e silenzioso James. Ci stiamo gi preparando a un futuro addio. La decisione presa  l'unica possibile. Non voglio che nessuno provi quel che ho vissuto io da bambina. Ancora porto dentro quel dolore, lo strazio di veder morire la propria madre e di non poter abbracciare il proprio padre per avere un po' di conforto, poich ha scelto di abbandonarti invece di far fronte alle responsabilit di padre e marito. Per quanto lo abbia perdonato dopo molti anni, non credo sia giusto per nessun innocente soffrire cos. Forse io e James l'avevamo incoscientemente sempre saputo. Ci ameremo sempre, non staremo mai insieme. Non con un'Anne indiavolata, che urla e strepita nel modo in cui la sto sentendo in questo istante. Deve farla ragionare, portarsela via e restare con lei e il bambino. Mi fermo davanti alla porta d'entrata. Le mani tremano e sto sudando. Chiudo gli occhi per un attimo e tutti i ricordi della mia vita con James ritornano a galla, sommergendomi come l'onda travolgente di uno tsunami. Mi manca persino il respiro. Appoggio la fronte alla porta e resto l senza le forze necessarie per aprire. Il calore del corpo di James mi avvolge come una coperta confortevole. Le sue braccia mi cingono i fianchi, le labbra sul mio collo, il suo respiro caldo e vibrante. Non servono parole tra noi, ormai ci siamo detti tutto e il contrario di tutto. La verit sta nei nostri gesti, nel modo in cui i nostri corpi si amano, unico e speciale. In quel mentre, per, restiamo interdetti per la concitata bagarre che pare provenire da fuori. Mi volto verso James con sguardo interrogativo, che lui mi restituisce aggiungendoci anche un pizzico di

apprensione. Spalanco la porta, come se volessi buttarla gi, e resto impietrita sulla soglia, tanto che James mi viene a sbattere contro. Ma che cazzo sta succedendo? sussurra, mentre il suo sguardo pian piano focalizza l'intera scena e si trasforma da stranito a terrorizzato. Con uno scatto quasi felino comincia a correre lungo il sentiero del giardino del cottage urlando Anne a tutto spiano. Rimango inebetita, bloccata in una posa plastica a osservare la scena come uno spettatore non pagante. Anne  distesa per terra sopra la giacca verde militare di Alex, sta gemendo e digrignando i denti, gli occhi chiusi e il sudore che le cola a rivoli dalla fronte. James ha preso il posto di Alex e cio al suo fianco, le prende una mano incoraggiandola a rilassarsi. Alex si alza e si gira verso di me. Mi concede un sorriso tirato e sofferto, uno dei suoi, che tempo addietro mi stendevano letteralmente, mentre adesso mi rendono ancora pi triste. Sara  accanto ad Anne e le sta comandando di respirare a fondo. Dante invece ha la fronte corrugata in minuscole rughe, gli occhi cerchiati dalla stanchezza e il volto tirato. Ma sono Donna Maria e Adel che mi danno il colpo di grazia. Maria indossa una tunica tutta bianca e porta una corona di fiori di ciliegio sui capelli sciolti. Adel invece, ne porta una azzurra con una coroncina di fiori dello stesso tipo. Sono scalze, il ch potrebbe essere naturale per nonna, ma non per Maria. Che fine ha fatto ci che portava il giorno prima e il suo rosario? Ci saranno s e no dieci gradi fuori. Sono allucinata, ma non  il momento adatto per chiedere spiegazioni a quelle due, se nonna ha portato Maria sul sentiero della perdizione delle streghe wicca, giuro che la faccio esorcizzare. Corpo di bacco, che diamine sta accadendo? esclamo a voce alta, sempre per il motivo che, quando sono estremamente agitata, parlo come una dama dell'ottocento. A parte James, tutti gli altri mi guardano. Indietreggio colpita da una gamma di raggi laser piuttosto micidiali. Ah, ora ce l'hanno con me per come ho gestito la situazione con James, quando tutto questo  stato ordito dalle loro menti perverse e bacate?

Trattengo una rispostaccia tra i denti, stringo i pugni, fissandoli tutti in cagnesco. Dopotutto, sono arrabbiata con almeno tre di loro, quattro con la donna gravida. Infine, una parte di neuroni, quelli pi sani, registrano l'evidente portata degli eventi. Anne. Anne e il suo bambino. Anne sta avendo il bambino? Senti un po' destino, la finisci di prendermi a legnate in testa, una buona volta? Il santo degli scrittori famosi mi ha abbandonata, trovando la situazione troppo pesante anche per lui, come biasimarlo. Prendo un respiro profondo. Nel frattempo, Sara si  gi dimenticata di me, perch i gemiti di Anne sono cos assordanti che una sirena farebbe meno rumore. Nella mia vita ho provato moltissimi incubi, ma mai e poi mai avrei immaginato di poter vivere il peggiore e cio che la moglie di James partorisca suo figlio sotto i miei occhi. Dovrei scappare a gambe levate e non ritornare mai pi. Dovrei andarmene sul serio. Giusto, perch stare qua, in questa valle di gemiti e urla? Devo fuggire, andare via, tornare a casa, la mia bella e confortevole dimora, senza degnarli di una occhiata, faccio dietro front e m'infilo in camera, chiudendomi dentro a chiave. Prendo la sacca da viaggio e getto alla rinfusa tutto ci che di mio  sparso per la stanza. Mi guardo intorno e il dolore mi trafigge peggio di una pugnalata. Mi siedo spossata sul letto. Poche ore prima ero abbracciata al mio James e gli sussurravo quanto lo amassi. Ora invece sto per lasciarlo per sempre e senza voltarmi indietro. Questo tira e molla mi ha sfiancato, distrutto. Dovrei odiarlo per questo e invece non ci riesco. Un amore come il nostro vivr in eterno. Solo che non ce la faccio a restare sua amica, mentre lui fa il padre di quel figlio che avrei voluto dargli. Anne gli render la vita impossibile comunque, ci ha visti insieme e avr fatto due pi due come tutti gli altri. Mi dispiace moltissimo per lei, che deve sopportare un vile

tradimento nelle sue delicate condizioni. Lo perdoner? Sono l'ultima in grado di dare una risposta sensata. Avevo pure perdonato Alex, non sono un soggetto affidabile in questi frangenti. Mi asciugo le lacrime da sola, devo smetterla di compiangermi, di combattere contro il destino a testa bassa come un ariete. La mia vita deve essere degna, se nonostante tutti i miei sforzi non posso avere l'uomo che amo, allora vivr da sola fino alla fine dei miei giorni. Animata da quella brillante nonch zitellesca idea, mi preparo la valigia. Sembro un automa perch compio ogni gesto in maniera meccanica, come se non fossi nel mio corpo e la mente vagasse al di fuori del tempo e dello spazio senza meta. Dovrei chiamare Sananda, ma devo sbrigarmela da sola, dopotutto io so che lui sa che io so, non serve che me lo ripeta ogni volta. Scacciare la mosca dal naso  pi che d'uopo. Afferro il cappotto e prendo in mano il bagaglio. Sono pronta. Fuori dalla stanza voci concitate, qualche imprecazione tra i denti (Dante, seguito da Alex e James), mia nonna che impartisce ordini precisi (Anne star molto comoda nella sua stanza, come no). Dovrei approfittare del momento in cui tutti saranno impegnati con Anne per svignarmela. Sar anche un gesto da vigliacca, ma nessuno mi pu obbligare a stare in questa casa contro il mio volere. Il mio cuore non sopravvivr anche a questo. Sto per aprire la porta di soppiatto, quando la stessa  presa a pugni. Sobbalzo impaurita e indietreggio pian piano. Non pensare di restare chiusa l dentro, Angie, ho bisogno di parlarti. Subito!. Digrigno i denti dalla rabbia. Non  il momento adatto per fare il cavaliere dall'armatura scintillante, James, non devo essere salvata, n tanto meno compatita, e no... Non aprir la porta, perdiana. Ma chi  l'immaturo adesso? Vorrei schiaffeggiarmi. Grugnisco di nuovo. Ti prego, Angie, apri questa benedetta porta, ti prego....

Mi mordo le unghie e poi pure il labbro, perch quando ha questo tono supplichevole, che non  parte del suo carattere testardo e ribelle, mi acquieto come un agnellino. Sono rassegnata, James  l'unico che riesce sempre ad averla vinta. Se qualcuno trover un antidoto contro la Jamesite acuta, giuro che me lo sposer. Apro la porta e mi scanso per farlo entrare, dopodich la richiudo perch non ho voglia che entrino uno dietro l'altro anche gli altri. James ha la fronte corrucciata, il solito sopracciglio inarcato e battagliero, gli occhi pozze liquide e scure. Adocchia la valigia e stringe i pugni. Mi sorprende che non se lo sia immaginato, pensavo mi conoscesse meglio. Tu non scapperai di nuovo dai tuoi problemi. Penso di essere stato abbastanza chiaro in merito. Non scappo, me ne vado di mia spontanea volont, qui non c' bisogno di me, sono stata abbastanza chiara?. Con un balzo si avvicina e afferra le mie mani, strappandomi il bagaglio che cade con un tonfo. M'irrita che debba sempre avere la meglio su di me. Non pu pretendere cos tanto. Amore mio, capisco il tuo dolore. Il nostro dolore. Credi che sia contento di tutto questo? Anne ha le doglie, non c' un'ostetrica che possa aiutarla, potrebbe addirittura perdere il bambino. Tua nonna ha gi cominciato a bruciare salvia e incenso. Maria si  ripresa, rimessa il rosario, portato una gigantografia di Papa Francesco in camera di Adel, sta facendo incetta di lenzuola, asciugamani e bollendo un sacco di cose. Dante sta cercando un medico, il suo cellulare  rovente. Alex... Beh, avrei voluto strozzarlo, ma mi ha chiesto perdono trecento volte. Mi sento smarrito, perso, se tu non rimani al mio fianco, Angie. Avevo previsto tutto questo, sapevo che avresti cercato la via pi facile, ma questa volta no. Devi restare perch ti amo, ho bisogno di te, adesso pi che mai!. Ho le lacrime che stanno tracimando, ma le ricaccio in gola deglutendo sonoramente. Quegli occhi cos intensi, magnetici, singolari, talmente blu come il mio sogno pi bello, mi osservano imploranti. Tutto questo va contro natura. Come posso essere presente alla nascita del figlio che un'altra donna gli sta dando? Se mi facessero una lobotomia in fretta potrei

anche riuscirci, ma cos... Abbasso lo sguardo e ritraggo le mani allontanandomi da lui. Mi stai domandando troppo, James, e tu lo sai bene. Hai pensato ad Anne? Il momento pi bello della sua vita rovinato dall'amante del marito, perch  questo che sono diventata la notte scorsa. Tu l'hai tradita con me. Non riuscirei nemmeno ad avvicinarmi a lei, figuriamoci tenerti la mano mentre partorisce. James, sei per caso impazzito?. Spalanca gli occhi allibito e poi li socchiude incazzato. Non sei la mia amante, sei la donna della mia vita, Angie. Lo sono per te, non per Anne, per lei sono solo una che si  fatta il marito, se rifletti su questa situazione, potrai comprendere quanto siamo in difetto. Io ti conosco, tu uscirai da quella porta e non ci rivedremo pi. Non mi telefonerai, non vorrai pi saperne di me. Un addio definitivo non  mai stato contemplato da me. Mai. Quest'uomo mi far diventare pazza, dovranno rinchiudermi in manicomio con la camicia di forza e gettare via la chiave, altrimenti dovr ucciderlo. Come pu minimamente credere che riusciremo a restare in contatto dopo tutto questo? Non  realistico. Se non lo conoscessi cos bene, direi che si sia fatto di qualche sostanza allucinogena, perch ha perso il lume della ragione. Di l c' tua moglie che sta per partorire e tu stai perdendo tempo prezioso con me. Svegliati, James. Tra noi  finita, prima lo accetterai e prima riusciremo ad andare avanti ognuno con le nostre vite. Ce lo siamo gi detti, lo abbiamo ripetuto fino allo sfinimento. Una notte d'amore non cambier mai la realt della tua vita. Per quanto sia stata la notte pi meravigliosa di tutta la mia esistenza, devo pensare a me stessa e soprattutto a non provocare ulteriori danni, n sofferenze inutili. Avresti dovuto pensarci prima, non avresti dovuto sposarla, niente di tutto questo sarebbe successo e forse ci sarei io al suo posto, James!. Come al solito la mia lingua  un cane sciolto. Vomito quelle parole con tutta la rabbia che possiedo nel cuore, le urlo contro di lui con veemenza, anche se non avrei mai immaginato di vuotare il sacco e rivelargli la verit, che mi rodeva dentro da tempo.

Grido a squarciagola, quasi sperando di farlo soffrire tanto quanto me. Difatti,  impietrito e affranto, le lacrime gli rigano le guance. Anch'io sto piangendo di nuovo, anche se avevo promesso a me stessa che non avrei pi versato una lacrima per lui, ma riesce sempre a far uscire il peggio di me, di quell'Angela Hood che si  lamentata troppo delle proprie sfighe, quando invece avrebbe dovuto prendere in mano la vita e viverla a testa alta. Ma quanto  malato questo amore che ci rende schiavi di noi stessi a tal punto da non riconoscere pi ci che  giusto da quel che  sbagliato? Insano. Un cancro che sta devastando lentamente le nostre anime. Non mi avvicino per consolarlo, n voglio essere confortata. Si asciuga con una mano le guance bagnate, un gesto rabbioso e duro, che non mi sorprende affatto. Hai vinto tu sussurra roco, voltandosi e uscendo impettito dalla stanza senza voltarsi. Ti sbagli, amore mio. Abbiamo perso. Tutti e due. Lo so. Lo so che ha sentito.

8. ALEX. 

La vista che si gode dalla cucina open space di Adel  magnifica. So benissimo che non  il momento adatto per bearsi di cotanta bellezza, ma  un mio modo per esorcizzare questa triste situazione. Avevo trovato un po' di caff nella caffettiera e mi sono servito, scaldandolo. Ho un enorme bisogno di stare sveglio, anche se la bevanda corroborante mi riscalder s le viscere, ma mi render ancora pi nervoso di quel che gi sono. Chissenefrega. Anzi, penso che sia meglio farne una per tutti. Mentre la sto preparando, adocchio James uscire dalla stanza di Adel, nella quale sono tutti a predisporsi per la futura nascita, e dirigersi a passo d'highlander verso quella di Angie. Conosco molto bene questo cottage perch ci sono stato con lei, pochi mesi prima di partire per Miami. Se all'epoca avessi saputo tutto

quello che il futuro aveva in serbo per noi, chiss se sarei partito. Non credo. Ingoio la tristezza, me ne vesto come fosse un cappotto che a fatica vorrei indossare, ma ormai la decisione  stata presa, non torner indietro. Nemmeno se James sparisse di nuovo dalla sua vita, non voglio essere un ripiego o la seconda scelta. Angie e io ci siamo amati, ma  lui che ama ben al di sopra di tutti gli uomini. Secondo me opter per un monastero di clausura oppure un rifugio in un eremo. Nei minuti concitati di poco prima, sono riuscito a fermarlo e scusarmi per la situazione creatasi a causa mia. Per quanto Anne sia una testa dura, avrei dovuto non rivelarle nulla, n portarla fin quass. So che l'ospedale  stato allertato, ma  distante e lei ha troppi dolori per riuscire a rifare i tornanti e scendere gi in paese. Il povero Dante sta chiamando tutti i dottori che Adel conosce e l'ultimo tentativo  una vecchia ostetrica che avr circa ottant'anni, ma  sveglia e in gamba, meglio di quei pischellini degli ospedali, ci ha riferito Adel. Dante si  messo le mani nei capelli in un gesto disperato, con due cellulari tra le mani ha le orecchie rosso fuoco. A giudicare dalla sua aria contrita e disperata, penso che la vecchina sia nella lista. Ho promesso ad Anne di non lasciare il cottage, James  diventato la sua valvola di sfogo e non ho mai visto nessuna donna concentrare tante parolacce, pur restando senza fiato per le contrazioni come fa lei. Dei tonfi alla porta della stanza di Angie. Sorrido mesto. Non pensare di restare chiusa l dentro, Angie, ho bisogno di parlarti. Subito! la voce di James  concitata e furibonda. Ma se la conosco, gliela dar vinta anche questa volta. Trascorrono pochi minuti e dopo una supplica di James, la porta magicamente si apre. Se ci fossi stato io avrei dovuto chiamare a raccolta tutti gli angeli e i santi del paradiso per farmi ascoltare, ma con James  completamente inerme e succube.

Le palle le ha solo quando non serve. Contraggo la bocca in una smorfia di disgusto, perch mi fa incazzare questo suo lato troppo morbido del carattere nei confronti di quell'uomo. Non cambier mai, poco ma sicuro. Non sono affari miei, meglio che non ci pensi. Mentre sorseggio il caff, sto con le orecchie tese in ascolto. Non dovrei farlo, ma la curiosit sovrasta l'intelligenza e capisco che mentre la ragione fila dritta su una strada, il cuore  testardo e vorrebbe provare e rimediare. Osservo la porta di quella stanza come se con un apriti sesamo potesse spalancarsi magicamente rivelandomi che accade. Non sento nemmeno una mosca volare. Non lo considero un buon segnale. Trascorrono dieci minuti, un quarto d'ora al massimo, quando la porta si apre e James esce come una furia con gli occhi arrossati. Sbaglio o se li sta asciugando? Lo osservo senza fiatare, non si accorge di me, ma si avvia lesto verso il bagno. Stringo la mug con il caff e guardo nella tazza, come se potessi trovarvi soluzione al mio pi importante quesito:  giunto il momento di andare da lei? Non  quello perfetto, date le circostanze, ma quando mi accadr? Bevo tutto d'un fiato scottandomi la gola e altrettanto velocemente come James, mi avvicino alla stanza. Ho un disperato bisogno di parlarle, alzo la mano, busso. Chiunque sia, non ho tempo n voglia di ascoltare, grazie! urla Angie. Di male in peggio, ma non mollo. Sono io, Alex. Nessun rumore. All'improvviso, la porta si apre e me la trovo vestita di tutto punto, con il cappotto addosso e la valigia in mano. Dove accidenti te ne vai, ora? replico piuttosto inviperito. Questa donna ci far ammattire tutti. Ti do solo cinque minuti, Alex, non uno di pi. Cinque minuti saranno sufficienti per domandarle perdono e farle capire che sta commettendo un errore grossolano nell'andarsene via?

Dubito mi ascolter. Entro alla svelta e mi sento in imbarazzo. Quando mi volto e la guardo, tutti i sentimenti profondi per lei riemergono ancora pi forti e vorrei contemporaneamente abbracciarla, baciarla e non lasciarla mai pi. Ma capisco che farei la figura del demente soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti che mi vedono coinvolto. Io l'ho tradita, io l'ho lasciata. Anche lei, per, ci ha dato dentro, ma nessun rimprovero,  giusto che viva la vita come meglio crede. Roberto  il suo pi grande amico. James  l'uomo della sua vita. Competere con loro due  impossibile. Alex... m'incalza. Mi desto dai miei pensieri e le sorrido. Sono impalato come un baccal, ma vorrei fare tutt'altro. Angie, non te ne andare, ti prego, abbiamo bisogno di te, io ho bisogno di te... sono uno stupido, mi sto tirando la zappa sui piedi da solo, ma per quanto il suo sguardo non riveli nulla di positivo, mi rendo conto solo adesso di quanto l'amo. Mi sento una contraddizione vivente. Il primo amore non si scorda mai, proprio vero. Angie sgrana gli occhi, manca poco che le cada persino la mascella.  cos buffa quando fa quella faccia. Nel giro di un nanosecondo cambia atteggiamento e si adombra come se una cortina nera e buia l'avesse inghiottita. Come puoi permetterti di dirmi una cosa simile, Alex, proprio tu! Non sono stata io a distruggere due anni di vita insieme, se ben ricordo ruggisce. Ahi. Ahi. In effetti, non avrebbe tutti i torti. Per, ehi, ci ho provato. Alzo le mani in segno di difesa. Angie, mi dispiace, perdonami, ti prego. Ti ho fatto soffrire, lo so. Sapevo che sarebbe successo un casino, cazzo. Ma non voglio che te ne vada anche se comprendo il motivo. Io.... Alex, per piacere. Smettila. Non ce l'ho con te, davvero. Anzi, mi

dispiace, avevo intuito che se fossi andato a Miami sarebbe tutto cambiato, lo sentivo dentro di me. Io e James.... Abbassa lo sguardo e arrossisce vistosamente. Quell'ammissione  come un pugno in pieno viso. Me l'ero immaginato, ma detto da lei fa ancora pi male. Allora  cos che si sta quando qualcuno ti colpisce al cuore, strappandolo in minuscoli pezzi? Io ti ho amato molto, ma James... James .... Lo so,  lui,  l'uomo della tua vita, beh l'ho sempre saputo non ci vuole un mago per comprenderlo. Amer sempre James, ma non possiamo stare insieme, per questo me ne vado. Non ce la farei a condividere una gioia simile, quando tutto quello che vorrei  che quel bambino non nascesse affatto, capisci? replica tra le lacrime. Mi sento un perfetto cretino. Come abbiamo potuto farle questo? Non possiamo pretendere cos tanto. Mi avvicino, la prendo tra le braccia e la stringo forte. Poso delicatamente il mio mento sul suo capo e chiudo gli occhi. Contraccambia il mio abbraccio, anche se un po' esitante, e appoggia la guancia sul mio petto. Restiamo l in silenzio, mentre il battito del mio cuore martella impazzito. Anche se lo sta sentendo, non dice una parola. Mi aspetto che versi lacrime di dolore, ma nemmeno questo succede. Quando ci sciogliamo dall'abbraccio, il suo volto  imperturbabile, duro, inflessibile. Risoluta e testarda tanto quanto James, non gliela dar vinta questa volta e io la spallegger. Non si pu essere masochisti, ma pensare anche all'amor proprio e questo  uno di quei casi in cui una donna come Angie deve battere in ritirata, non per vigliaccheria ma per dignit e amore per se stessa. Ti porterei io a Milano, ma Anne.... Non ti preoccupare, Alex, lo so, immagino che Anne non voglia James al suo fianco, anche se la porta  chiusa, prima ho sentito le sue urla... Mi dispiace tanto per lei, moltissimo, spero che James riesca a farsi perdonare. Non voglio che quel bimbo cresca senza un padre. Quell'ammissione mi immobilizza.

Ma certo! Lo fa per lui, lo fa per evitare che si ripeta quello che ha vissuto lei da bambina. Ma quanto ama quell'uomo? Indietreggio imbarazzato. Angie si accorge del mio cambiamento e abbassa lo sguardo. Se tu non fossi partito per Miami, Alex, non credo che tutto questo sarebbe accaduto.... Lo dici per me o pi per te stessa?. Alza il volto e mi sorride con una smorfia. Un sorriso sarcastico, certo. Lei sa che io ho capito tutto. Mi rammarica che due anni vissuti cos intensamente sfumino senza lasciare traccia nel suo cuore. Cos mi fermo dinanzi a lei. Le alzo il mento con la mano e mi avvicino per baciarla. Non appena congiungiamo le nostre labbra e lei risponde con ardore, cerco di soffocare l'intensit del desiderio che mi sta sovrastando. Un ghigno roco e mi allontano repentino. Angie mi fissa immobile. Vorrei solo farti sapere che in questi due anni ti ho amata davvero. Tu sei la prima donna, Angie, e non ti dimenticher mai. Sei un disastro completo con i sentimenti, ma il mio amore per te era vero.  vero. Ti ho amato pure io, Alex, mi devi credere.... Lo so, Angie, lo so. E ora per piacere esci da questo posto di pazzi e torna a casa. Ci sentiamo, uno di questi giorni. La lascio sola mentre chiama un taxi al cellulare. Un macigno grava sul mio petto, ingoio la disperazione e vesto la faccia dell'Alex tutto d'un pezzo, che non  stato per la prima volta messo KO dalla donna che ama. Anche i duri hanno i loro scheletri nell'armadio, dopotutto.

9. ANGIE. 

Sono rapita dal meraviglioso bacio che Alex mi ha appena dato. Non immaginavo che mi rivelasse i suoi sentimenti e l'ammissione di amarmi per un istante mi lascia sorpresa, ma poi subentra anche un moto di stizza e rabbia perch, come al solito, sbaglia i tempi.

Oramai non potrei pi tornare indietro, non dopo aver fatto l'amore con James e aver promesso a lui e a me stessa che non amer nessun altro. Quella mosca che porto al naso diventer un tatuaggio, prima o poi. Il dolore che mi sta straziando per non pu pi rendermi fragile. Anzi, sar la mia forza. Far di necessit virt. Non mi chiuder in un eremo, non mi far suora, non scaler il Tibet n andr a purificare la mia anima dal dalai lama, niente di tutto questo. Forse rimarr qualche settimana a casa di Sananda per trovare la pace dell'anima e sanare le ferite. Cercher di purificare i miei chakra, imparare a meditare. Potrei anche farmi regredire, sia mai che io e James abbiamo un contenzioso con il karma, che non ci fa stare insieme? Trattandosi di noi due, tutto  possibile. Afferro la valigia e apro la porta della stanza. Mi guardo furtiva intorno e non intravedo nessuno. Il momento giusto per sgattaiolare prima che m'intercetti il restante della famiglia. A dire il vero, non ho nessuna voglia di parlare con Sara. Mi giro a osservare il corridoio e odo voci concitate, Anne e i suoi gemiti, James che le intima di respirare. Nient'altro. Immagino Maria che prega e Adel che brucia incenso farfugliando litanie, Alex che osserva tutto in un angolo e... Angie!. Sobbalzo colta alla sprovvista e mi trovo a tu per tu con Dante, che era uscito dal buio del corridoio, facendomi morire di paura. Il suo sorriso  mesto, pieno di rammarico e scuse. Ci voleva lui per farmi piangere di nuovo? Mi scaravento come uno sputnik tra le sue braccia e lui mi accoglie prendendomi in braccio e alzandomi per stringermi meglio a s. Mia piccola cugina, tesoro mio, quanto mi dispiace. Mi mette gi e si accorge del mio bagaglio. Non  stupito al pari degli altri, mi conosce meglio di chiunque. Cos te ne vai, hai deciso?. Secondo te, che dovrei fare?. Si gira verso la stanza degli orrori e poi torna con il suo bellissimo e azzurro sguardo su di me. Non mi abituer mai al suo fascino irresistibile. I capelli rossi sparati in alto, occhi limpidi come un

torrente di montagna, alto e ben piantato, mi ricorda un antico highlander. Ora per lo sguardo  segnato da profonde occhiaie. Ho un po' di cose da farmi perdonare da te, cuginetta mia, e avremo tutto il tempo per accapigliarci, ma prima devi sapere che la situazione di Anne  piuttosto critica. Corruga la fronte e alza il sopracciglio, ha il cellulare tra le mani e lo fissa ogni secondo. James me l'aveva accennato, ma non credevo fosse cos grave. Ci sono possibilit che... non voglio minimamente immaginare a quanto questa situazione si stia rivoltando contro Anne. Mi sento in colpa, anche se so che in realt non sono l'artefice di tutto questo. Lo sono, s, ma involontariamente. Lo sono perch quando ho fatto l'amore con James ero al corrente della situazione, ma quando sono con lui perdo la bussola, mi abbandono nel mio oceano tutto blu dimenticando il resto del mondo. Il solito naufrago bastardo che approda sull'isola `James' e nemmeno un plotone di cannibali lo farebbe desistere dall'abbandonarla. I medici non sono reperibili, Adel pensa che Vittoria sia la nostra ancora di salvezza. Sono annichilita. Vittoria? Quella Vittoria? Ma avr cent'anni, per la miseria!. Annuisce mesto e poi fa un sorriso sghembo. Meglio lei che la nonna, non credi?. Al pensiero di Adel che si prende carico di una nascita mi subentra il panico. Nonna  straordinaria, ma i suoi metodi sono troppo new age per una come Anne abituata al lusso, alle cliniche a cinque stelle e a essere attorniata dai medici pi costosi e specializzati. Sarebbe come farle avere il bambino in un villaggio Amish. Dante conosce Vittoria molto bene, quando veniva a Merano con nonna e i suoi genitori la cara vecchina si divertiva a vestirsi da befana e lo faceva talmente bene, che pi di una volta ha rischiato di far morire d'infarto pure mia zia. Una vecchina adorabile, anche se dal carattere forte, ma dolce con i bambini. In paese la conoscono tutti come la `madre Teresa di Merano'.

Da quel che so  talmente vecchia che la sua vista si  ridotta e le sue gambe non le permettono di muoversi e camminare come faceva un tempo. Come dovrebbe portarla Dante fin quass? In braccio? Dove abita  difficile per il Suv di Dante passare da quella stradina sterrata e ghiaiosa, tra l'altro molto ripida. Che disastro! Il suono di un clacson. Mi desto dai miei pensieri e mi accorgo che il taxi  arrivato, anche se in anticipo. Meglio cos. Non voglio rimanere in questo posto un secondo di pi. Non voglio scontrarmi con Sara, sono troppo inviperita e direi cose di cui poi mi pentirei amaramente. Trattandosi del nostro rapporto d'amicizia, vorrei conservarlo, facendogliela pagare solo col mio mutismo per un bel po'. Deve capire che non sono una bambina e ormai sono in grado di cavarmela in ogni situazione catastrofica. Ammattir, ma tanto  gi pazza di suo, non mi preoccupo per la sua salute mentale gi precaria. Abbraccio mio cugino di fretta e osservo la figura di Alex stagliarsi in tutto il suo splendore proprio di fronte la vetrata dell'open space. In controluce, non scorgo i suoi bellissimi occhi, ma alza una mano in segno di saluto, che ha tutta l'aria di essere un addio definitivo. Mi sento molto triste per tutto e tutti. Con cuore greve apro la porta di casa, voltando le spalle all'amore della mia vita e augurandogli tutta la felicit possibile. Da lontano sento i gemiti di Anne e prego affinch vada tutto bene. Quando metto il piede fuori, mi schermo gli occhi perch il sole  alto nel cielo e la magnifica giornata si sta facendo beffe di me. Nessun temporale, nessun grigiore, anzi... Gli uccellini cinguettano felici, il profumo degli abeti m'inebria, la natura risponde alla mia infelicit con la sua magnifica bellezza ed  simile a uno schiaffo in pieno viso. Un respiro profondo e m'incammino con passo pesante verso l'uscita, percorrendo il viale del giardino, quando mi blocco quasi a met. Se pensavo che le sorprese fossero finite mi ero completamente sbagliata.

Pantaloni bianchi. Scarpe da ginnastica candide. Maglia indaco. Capelli ribelli che gli scendono sulla fronte. Occhi sorprendentemente limpidi, simili alle foglie degli alberi che mi circondano. Appena sceso dal taxi, sta entrando con tutta la grazia che lo contraddistingue e cio fluttuando. Balbetto perch ancora non posso crederci: Sa...na...nda?. Mi restituisce un sorriso radioso e mi pare addirittura di sentire una musica soave, quasi angelica, che mi apre l'anima. Sananda non fa in tempo a raggiungermi che estrae il cellulare. Uhm, una suoneria angelicamente spirituale. Dopo tre secondi, nei quali ha solo ascoltato e annuito come se l'interlocutore sapesse e fosse in contatto telepatico con lui, Sananda si avvicina a me e sono cos turbata e nel contempo felice che sia qui, che sono immobilizzata nella mia solita posa plastica. Oramai il processo di imbalsamazione si  concluso, createmi un sarcofago e facciamola finita. Solo lui  in grado di scorgere nei miei occhi mummificati l'orda di emozioni che mi stanno sconvolgendo, dopotutto  il mio guru. Piccola mia, la mosca ha colpito ancora, eh?. Non ce la faccio. Il maremoto si scatena, il fiume straripa, il mare di lacrime inonda il mio volto e mi abbandono tra le sue braccia trovandovi il conforto e il rifugio di cui ho estremo bisogno. Torniamo dentro, Dante. Bimba mia, non te ne vai da nessuna parte, io e te dobbiamo chiarire alcune cose. Mio cugino prontamente prende la mia valigia, mentre Sananda mi accompagna di nuovo in quella valle di lacrime e urla. Sono anestetizzata dal dolore perch lo seguo senza trasformarmi nella solita bambina recalcitrante e dentro di me covo la speranza che la sua presenza mi porti un po' di serenit. La speranza  l'ultima a morire, dicono, la mia unica speranza  di non morire imbalsamata nelle mie lacrime.

10. JAMES. 

Le mani stringono con forza il lavandino, il fiato corto, gli occhi lucidi dalle lacrime, ma chi  quell'uomo che mi sta fissando allo specchio? Serro la mascella e digrigno i denti con rabbia. Vorrei

scagliarci contro qualcosa, ma non posso che biasimare me stesso, la mia follia, la mia stupidit. Le cazzate che ho fatto finora non fanno che aumentare la poca stima che ho di me stesso. Angela mi ha di nuovo lasciato, ma che mi aspettavo da lei? Che mi tenesse la mano mentre un'altra donna partoriva mio figlio? Sono un coglione! La notte trascorsa rester un mero ricordo, insieme con tutti quelli che ho di lei. Mi rimane solo quello. Polvere. Niente. Basta compiangerti, fai schifo, cazzo! Mi schiaffeggio pi volte il viso, mi sciacquo e cerco di dare una parvenza di umanit a un volto scavato, barbuto e senza speranze come il mio. Quando esco dal bagno, resto impietrito. Mi sembra di ritornare a respirare. Le forze ricompaiono. Angie. Angie non se n' andata. Contraggo la bocca in una smorfia, la sua mano  stretta a quella di un uomo molto piacente, la cui somiglianza  a dir poco imbarazzante con un attore che stimo moltissimo e con il quale dovrei recitare nel mio prossimo film. Mi sorride affabilmente e lascia Angela per avvicinarsi a me. Invece di camminare sta letteralmente fluttuando. Veste indaco e ha un sorriso cos aperto, che m'ipnotizza. Per un istante resto intrappolato tra le maglie del suo sguardo, scandaglia a fondo la mia mente e arretro impaurito, scrollando la testa come fossi una bambola. Di chi si tratta? Un altro pretendente? Sbuffo come una locomotiva, so che non ho alcun diritto su di lei, ma la sua anima ormai fa parte di me, nessun altro la pu possedere. Nessun altro che non si chiami James Mckinney. James,  un vero piacere conoscerti, finalmente. Sono Sananda, un caro amico di Angela, ho saputo che tua moglie sta dando alla luce un figlio. Non aver timore sono, anzi, siamo qui tutti per aiutare l'anima di tuo figlio a entrare in questo mondo terreno. Vedrai che andr tutto per il meglio, non  vero, Angie cara?. Tutto quello che riesce a fare Angela  un grugnito misto a un borbottio a voce roca, che assomiglia moltissimo a una parolaccia. Basito di fronte a quel panegirico che dovrebbe rincuorarmi, ma invece sortisce l'effetto contrario, resto imbambolato a fissare il nuovo arrivato. La casa di Adel sembra un porto di mare. Tuttavia, tutto ci a cui penso in questo momento  la salvezza di mio figlio.

Come se avesse letto nella mia mente, Sananda continua: Posso comprendere il momento critico nel quale vi trovate, Dante mi ha fatto un quadro piuttosto completo della situazione. Sappi che ho una laurea in medicina e che ho fatto nascere parecchi bambini, quindi come vedi sono arrivato in tempo. Mi giro stravolto verso Dante per avere un riscontro positivo a quell'affermazione, che considero alla stregua di un dono dal cielo. Prima di sentirmi tranquillo, esigo che il cugino di Angie mi dia conferma. Gli occhi di Dante si posano su di me consapevoli ed estremamente tranquillizzati, le ombre che fino a poco prima li velavano sono del tutto scomparse. Ma chi  costui, il Sai Baba italiano? James, ringrazia i tuoi santi perch Sananda  accorso qua senza nemmeno essere avvisato, lo conosco e posso confermare tutto quel che ha detto. L'ammirazione con la quale Angie ha appena parlato mi infastidisce, sono perduto se, in frangenti disperati come questo, ho il pensiero fisso sul fatto che se provasse a metterle le mani addosso, lo strangolerei. Devo schiaffeggiarmi, rinsavire, esorcizzarmi! Deglutisco senza risponderle. Con un minimo cenno del capo annuisco e indico a Sananda la stanza dove si trova Anne. Con un sorriso sincero e un tocco della sua mano sulla mia, che m'infonde stranamente serenit, s'incammina, sempre fluttuando, seguito da Dante. Non ti preoccupare, adesso, lei  in buone mani, anzi... Perch non vi preparate una tisana rilassante? Camomilla e un po' d'iperico, forse. Angie, tesoro, porta James in cucina e bevetene un po'. Sono certo che non vi far dormire, anzi ne sono sicuro, per distender i vostri nervi aggiunge mellifluo lasciandoci soli. L'espressione omicida della donna che amo al santone  cos eloquente che mi viene voglia di ridere. Angela  ritta in piedi, impalata come un baccal, gli occhi scuri che mandano lampi ed  cos bella che mi sto sforzando di tenere le mani a posto. Una dura battaglia contro l'istinto di prenderla e portarla in camera e fare l'amore di nuovo con lei. Le mie priorit cominciano sempre con la

stessa lettera: A. A di Angie, A di amore. Mi sento patetico. Sto sognando a occhi aperti e quando ritorno in me, non la vedo pi. Per un istante il mio cuore cessa di battere e ho il timore irrazionale che se ne sia andata lasciandomi l come un salame, invece sta armeggiando in cucina con il bollitore. Il silenzio tra noi non sembra cos pesante, anzi... Fa di tutto pur di tenere le mani e lo sguardo occupati. Non accenna a parlarmi e mi sta bene perch posso finalmente osservarla senza sentirmi colpevole. Cos non sei andata via, che cosa ti ha fatto cambiare idea? domando incuriosito. So gi qual  la risposta, ma preferisco farmi del male e fustigare il cuore come se finora non grondasse gi sangue in abbondanza. Un ennesimo grugnito e sta quasi per far cadere il bollitore dalle mani tremanti, non mi sfugge il particolare. Un respiro profondo. Sananda!  stato lui e quando si tratta di lui non so mai dire di no. Ah, se voleva dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato c' riuscita molto bene. Stringo i pugni, la collera sale repentina, ma sono troppo esausto per un'ennesima lite. C' qualcosa tra di voi? sussurro strozzandomi quasi con la saliva. Fare il geloso  inopportuno, ma non so tenere a freno la lingua quando si tratta di lei. Mi sono fatto da parte prima con Roberto e poi con Alex, trangugiando bile, adesso sfiderei a sciabolate tutti gli stronzi che si permettessero anche solo di posare lo sguardo sulla mia donna. Angela alza la testa di scatto sorpresa, con la bocca aperta a formare una O di stupore. Posa sul ripiano il bollitore e mi si avvicina. Sono seduto sul divanetto di fronte alla vetrata, non vorrei volesse spaccarmi la testa contro il vetro infrangibile. Con lei tutto  possibile. Sembra una valchiria pronta a mangiarmi vivo. Mi piace quand' cos battagliera, mi eccita. James, non so se prenderti a schiaffi oppure darti del demente. C' qualcosa che non ti  chiaro riguardo il nostro rapporto? Non ti ho lasciato perch voglio stare con Sananda, a meno che io non sia il

dalai lama in persona, ma dato che non lo sono e che quel che ti ho detto fino allo sfinimento  ancora vero, non vedo perch proprio adesso tu debba fare il solito dannato scozzese geloso. Sei rimbambito del tutto, per caso? mi punta persino un dito sulla tempia per rendere ancora di pi l'idea della mia stupidit. Afferro la sua mano e la porto alla bocca baciandole le dita una a una. Non si ritrae, il suo respiro  accelerato e pure il mio. Mi perdo nei suoi bellissimi occhi scuri, vorrei perdermi dentro di lei, per sempre. So che il momento  sbagliato, che  tutta colpa mia, che siamo in una situazione di stallo, che non ce la faremo a coronare il nostro sogno, ma io l'amo cos disperatamente che me ne andrei via con lei e mollerei tutto. Anche mio figlio. Mi sconcerta quella verit. Mi destabilizza. Mi annienta. James... sussurra debolmente. Accade senza preavviso. Le sue mani sul mio volto, le sue labbra sulle mie, la sua lingua guizza cos velocemente che sono estasiato e rispondo con somma gioia a quel bacio inaspettato. Credo sia la prima volta che mi sorprende cos, in quel bacio  racchiusa tutta la nostra passione, il nostro grande infinito amore. Si stacca altrettanto velocemente fissandomi, quasi stupita dal proprio gesto, serra un istante gli occhi e poi li posa di nuovo su di me. James ti amo moltissimo e soffro altrettanto, ma ti prego... Lasciami andare, per me non c' posto nella tua vita, non pi.... Capisco quel che intende dirmi, anche se nego con la testa. Mi alzo vinto dalla stanchezza. Ricordati le mie esatte parole, Angie. Noi torneremo insieme. Siamo anime gemelle. Tu e io. Noi siamo destinati a stare insieme, dopo tutto quello che abbiamo patito, io vedo il nostro futuro uniti. E questa non  una promessa, ma la verit. Per cui, se vuoi, puoi anche andartene ora, ma ci rivedremo, amore mio, e la prossima volta non ti lascer mai pi. Mi volto con il cuore in gola e spero di riuscire a camminare senza sbandare come un ubriaco, perch mi sento esattamente cos. Angela per compie un altro gesto che mi sbalordisce, avanti di questo passo e rimarr a bocca aperta e cuore galoppante per il resto della mia

esistenza. Trattiene la mia mano, obbligandomi a voltarmi. Il cuore pompa sangue alle orecchie, bum bum bum, sono quasi sordo. Resto qui, non me ne vado. Va bene,  giusto che tu non deluda il tuo amico Sananda. Non lo faccio per lui, ma per te, James, lo faccio per te. Allibito dalle sue parole grondanti amore, l'abbraccio di slancio e la bacio lievemente sulle labbra. Grazie rispondo con le lacrime agli occhi. Annuisce con le lacrime agli occhi. Mi dirigo nella stanza di Anne con il cuore pi pesante, ma con la felicit che respira sulle mie labbra.

11. ANGIE. 

Alla fine ci siamo pure dimenticati di bere la tisana di camomilla e iperico. La preparo ugualmente, sia mai che ne serva un po' ai nervi di tutti i presenti. Ho ancora le labbra infiammate dai baci di James, ho ancora in mente le parole che ci siamo detti e quelle non dette fatte di gesti, sguardi, quel timido sfiorarsi, quella promessa di un futuro insieme. Una promessa, s. Voglio credere che ci sia un futuro per noi, con fermezza. Altrimenti mi trasformo in Kirk, costruisco un teletrasporto, rapisco Spok e voleremo con la nostra navicella nel profondo spazio blu, come gli occhi di James-Spok. Dal fondo del corridoio le urla si ripetono a intervalli di qualche decina di minuti. Non so nulla di parto, ma penso che le doglie siano piuttosto regolari e che non ci voglia molto perch nasca il piccolo. Una scena molto interessante da aggiungere al mio romanzo, dovrei prendere appunti. Non c' nessuno in giro, se la matematica non fosse un'opinione potrei affermare che ci sono troppe persone nella stanza di mia nonna, anche se  molto ampia. Mi sorprende che Sananda non li abbia buttati tutti fuori a calci in culo. Di sicuro non mi unir alla congrega, anche se ho promesso a James

che sarei rimasta non sono cos forte da presenziare all'evento con un sorriso stampato in volto. Mi limiter a pregare affinch nasca sano e salvo. Sar maschio o femmina? Se avr gli occhi del padre, mi dispiace solo per le generazioni future, che siano di genere femminile o maschile, perch quegli occhi cos blu non potranno che mietere ignare vittime. Angela?. Sobbalzo con un gridolino degno di una matrona dell'ottocento e restituisco un'occhiata fulminante alla mia amica passaguai. Sorvolo con uno sforzo enorme sulla sua mise. Capelli sfatti, occhiaie profonde, vestiti raffazzonati con macchie di sudore sparso, un olezzo strano aleggia nell'aria, un misto tra urina e incenso. Il suo sguardo  a met tra quello di Jack Nicholson in Shining e quello del bambino del sesto senso. L'ha voluto lei, quindi non mi spaventa, n la compatisco. Si aspetter che le inveisca contro e invece non emetto alcun suono, nemmeno un gorgoglio, un borbottio, nulla. Si avvicina lentamente, se pensa di farmi paura ha pensato molto male. Lo so che mi odi, forse me lo merito, per vorrei ricordassi quanto tutti noi e sottolineo tutti, con enfasi, ti vogliamo bene e quanto eravamo preoccupati per quel dannato viaggio. Non mi hai lasciato scelta, ho dovuto intervenire. Un'uscita degna di lei. Se mi avessero voluto davvero bene, avrebbero appoggiato qualsiasi mia decisione. Vorrei replicare, ma sono stufa e non ne ho voglia, quindi, resto zitta a osservarla. Sara, presa alla sprovvista dalla non-reazione, comincia a tamburellare nervosamente il piede per terra. Non penso abbia terminato la sua arringa. Infatti, prende un respiro profondo e continua: Alex era il prescelto. Arabella e Alberto lo avevano chiamato pensando che lui potesse farti cambiare idea. Per ha rifiutato, non ha voluto partecipare al nostro piano, anche se ne conosceva i dettagli. Perci non mi rimaneva che James. Un momento, fermi tutti. Qui c' qualcosa che non quadra. Alex esce di scena, entra James, ma chi diavolo ha deciso di narcotizzarmi?

So che cosa pensi e no... James non si aspettava quell'epilogo da thriller. Lui doveva solo rinchiuderti nel bagno e farti cambiare idea sul viaggio, utilizzando tutte le sue doti di persuasione alzo un sopracciglio sorpresa, poi rincara la dose di stronzate ma all'ultimo momento abbiamo compreso che non sarebbe servito a nulla, che avresti pestato i piedi furibonda e forse pure strangolato James dalla rabbia. Arabella aveva la boccetta viola di Maria (una messinscena da parte sua, che sapeva tutto, ma non il finale) e abbiamo deciso nel giro di pochi secondi. Abbiamo messo un sedativo nell'acqua e il resto lo sai.... Se prima avevo dubbi sulla possibilit di ucciderla, in questo momento si sono fugati tutti quanti. Sono pronta. Non  il momento adatto, n il luogo, per confessarti, Sara. Ora dobbiamo solo pensare ad Anne e James. Ne parleremo pi avanti. Non me la sento nemmeno di rivolgerti la parola onde evitare di dire cose delle quali mi dovrei pentire amaramente in futuro. Lasciamo tutto cos com' rispondo rigida e acida. Sara deglutisce sonoramente, stringe i pugni, sembra stia per piangere. Non mi fa pena. Ogni azione si deve scontare, si devono subire le conseguenze. Non ho altro da aggiungere. La giuria ha deliberato. Va bene, come vuoi. Vado a lavarmi un po', sono distrutta, Anne mi ha perforato i timpani con le sue urla e stritolato una mano, non me la sento pi. Un sorriso sghembo, ma non contraccambio. La sua bocca si distorce in una smorfia e a passo strascicato fila in toilette. Ho ancora la mug in mano con la tisana calda. La bevo tutto d'un fiato quasi scottandomi la gola. Spero che l'iperico faccia effetto, perch non sono molto sicura che riuscir a restare calma per molto, dopo quello che la pazza mi ha appena rivelato. Angie?. Che c'? urlo spazientita voltandomi verso Dante. Che vogliono tutti da me? Non hanno altro da fare? Non sono mica l'anima della festa.

Dante si ritrae come se gli avessi sparato contro. Ma diamine, sembrano tutti cos vulnerabili. Anche la sua mise rivaleggia con quella di Sara, Freddie Kruger due la vendetta. Dov' andata Sara? Abbiamo urgente bisogno di lei. Tranquillo, non l'ho ancora uccisa se ti preoccupi di questo,  andata in bagno, aveva bisogno di lavarsi rispondo melliflua. Sospira. Sospira? Era davvero convinto che l'avessi uccisa e nascosto il suo corpo nella panca di legno sotto la finestra della vetrata? Il fatto  che... esita. Che c' cugino, che cazzo c' adesso? sbraito all'improvviso, irritata. Alzando le mani come per salvarsi dalla raffica di colpi di un fucile invisibile, balbettando, mi avverte che la puerpera ha bisogno di altra assistenza. Sembra che Anne non sia una paziente modello e che Sananda oltre a intonare canti tibetani e procedere nel migliore dei modi al parto, non riesca a tenerla ferma. Ha una forza tale che ha dato un pugno in faccia a James. Non  che glielo volesse dare sul serio quel pugno? replico mordace non senza trovare un po' di ironia in tutto questo. Santo cielo! Che il parto si trasformi in una carneficina? La vocina perfida si sta gi facendo sentire, purtroppo non sono cos perfida come vorrei dare a intendere. Grugnisco. Ha bisogno di ghiaccio la faccia di James? domando mentre mi avvio verso il frigo. Non importa, ci penser pi tardi, ha la mascella gonfia e pesta, ma non gli fa male, cos mi ha detto risponde mio cugino con voce roca. In quel preciso istante, dal fondo del corridoio, un urlo atroce. Io e Dante perplessi e piuttosto impauriti, ci fissiamo a bocca aperta. Anne ci sta dando dentro di brutto, un altro po' e rompe i vetri! esclamo per stemperare l'atmosfera pesante. Dante si avvicina e mi afferra le braccia quasi stritolandole. Mi osserva con occhi agghiacciati dal terrore.

Ascoltami bene, cuginetta, non  cos semplice come credevamo. Il medico  stato chiamato e mi ha detto che sarebbe arrivato tra poche ore. Sananda  molto bravo, Maria un'ottima infermiera, nostra nonna pure, per Anne  in una situazione critica perch  magra e il bambino  grosso. Capisci che intendo? Il figlio di James potrebbe nascere morto!. Mi divincolo dalla sua presa e urlo parimenti: E sarebbe colpa mia, adesso? Mi dispiace per lei, ma che ci posso fare, scusa? Mi rattrista per James tutto questo, ma non per lei, no affatto! Se l' solo cercata e a dirla tutta se non fosse stato per voi, adesso lei sarebbe nella sua clinica a cinque stelle a partorire tra i cuscini di seta. Scusami, Angie, scusami, sono tanto stanco, non sopporto questa situazione... Avrei solo bisogno di dormire... sussurra affannato Dante, gettandosi di peso sopra la panca in tessuto chintz. Sbollisco la collera all'istante, mentre lo fisso contrariata, ma anche altrettanto preoccupata. Ormai la vocina perfida sta colpendo i miei sensi di colpa a sangue, ma non ce la fa a vincere. Lotta impari. La coscienza  molto pi forte e in questo momento mi sta rimproverando aspramente. Insomma, anche il mio Io se la prende con me medesima. Sono rovinata. Mi volto verso il corridoio. In quella stanza sta accadendo qualcosa di grave, mentre io piango sul latte di James versato. Ho trentasei anni, perdiana, devo imparare anche a convivere con il dolore e camminare a testa alta affrontando al meglio qualsiasi situazione negativa. Lascio mio cugino e, senza pensarci troppo, altrimenti farei dietro front e uscirei da qui a gambe levate, cammino spedita verso la stanza degli `orrori'. Mio cugino non emette alcun suono, evidentemente  rimasto paralizzato dal mio colpo di testa. Figurati io. Mi sorprendo sempre pi di me stessa, Sananda sei un grande! Mi trovo di fronte alla porta della camera dalla quale provengono grugniti di varie tonalit. Un respiro profondo e apro. Per prima cosa, vengo investita da un olezzo ributtante, simile all'odore che possedevano sia Dante che Sara con una nota ancora pi pungente, forse lavanda. Comincio a tossire. Una specie di fitta nebbia

ottenebrante m'impedisce di vedere chiunque e qualunque cosa. Il fumo esce lentamente dalla camera e mi ingloba in un bozzolo olezzoso, rischiando di farmi svenire. Ci vorrebbe la maschera anti-gas, qui sono tutti altamente infetti. Chiudi subito, Angie ordina a voce alta Sananda. Come abbia fatto a capire che ero io, con tutta la nebbia che impedisce sia a me di vedere loro, che viceversa, proprio non lo so. Evidentemente  anche fornito di antenne ad alta frequenza vibrazionale. Con lui tutto  possibile. Si alza un coro di brusii e qualche parolaccia. Riconosco la voce di James e i suoi panegirici scozzesi e un sonante cazzo da quella di Alex. I brontolii di sicuro appartengono ad Anne. In sottofondo le campane tibetane cercano di armonizzare l'atmosfera tuttavia l'elettricit e il nervosismo si tagliano con il coltello. Forse, se non ci fosse questa musica, avrei assistito a un omicidio di massa, per cui mi rincuoro, sospirando rumorosamente. Ok, guru rispondo con una vocina cos dolce che sembra abbia mangiato un barattolo di melassa. Chiudo la porta e m'immergo nella fitta nebbia, con un fazzoletto davanti alla bocca. Un po' alla volta i miei occhi si abituano e riescono a vedere. Una scena che Alien a confronto  un film per bambini. Anne sta seduta sull'enorme letto a gambe ovviamente divaricate, ginocchia all'ins, con trecentomila cuscini dietro la schiena e la testa, entrambe le mani occupate a stritolare la spalla di James, che si  coricato accanto a lei, e il braccio di Alex accucciato per terra dalla parte opposta. Sananda si trova in posizione strategica, ossia proprio dinanzi alle gambe aperte di Anne, mentre nonna alla sua destra e Maria a sinistra ognuna a tenere: un piccolo vassoio con l'incenso l'una e il rosario l'altra. Ogni tanto si passano asciugamani, tamponando qualcosa dalle gambe di Anne e infine altri aggeggi che preferisco ignorare. Le mie gambe vacillano e sento una potente nausea provenire dal fondo del mio stomaco, tanto che mi viene da vomitare. Non potrei nemmeno respirare perch inalerei il potente veleno che annebbia questa stanza. Sono perduta e quasi sull'orlo di uno svenimento dal quale non penso

che uscir viva, quando Anne alza lo sguardo terrorizzato e mi fissa incatenandomi a s. Per un istante mi sembra di parlare telepaticamente con lei. -Hey, Anne, come butta? -Zitta, brutta strega, butta un cazzo di male, ecco che cosa. -Non  colpa mia, per. -Ti sei fatta mio marito mentre io gli sto dando un figlio, ti sembra una quisquilia? -Mmmmm... -Se muoio mi avrai sulla coscienza e verr di notte a tirarti i piedi! -Aheeeeeeee. Vorrei schiaffeggiarmi la faccia,  peggio che parlare con le sopracciglia o le mani di James. La mia fantasia  sfrenata, non c' che dire. Invece, quel che accade nella realt ha dell'incredibile. Anne mi osserva come se in me vedesse la Madonna Incoronata pronta a salvare la figlia prediletta dagli abissi dell'inferno. Un tantino mistica come visione, ma nessuno pu vedere quello sguardo, se non io, per cui so quello che dico. In un millesimo di secondo mi sovviene l'idea che tutta questa nebbia sia anche allucinogena, ma non oso domandarlo a nessuno. Il momento  topico. Non posso che restituire ad Anne un'occhiata benevola, materna, di comprensione. Ti prego, aiutami sussurra con voce arrochita dalle urla e dalla sofferenza. Ho quasi le lacrime agli occhi perch capisco che sta davvero soffrendo e tengo bene a mente che mai e poi mai far la sua stessa fine, user sempre i contraccettivi e mi prender dei bellissimi gatti. Io amo i gatti, li preferisco agli umani. Rinfrancata da questa decisione, mi avvicino ad Anne dalla parte di Alex che si allontana come se fossi l'Anticristo, lasciandomi campo libero. Non ho il coraggio di alzare gli occhi verso James, ma sono certa che sta ringraziando i suo avi in kilt per questo mio ravvedimento. Sananda mi osserva a lungo e sorride a trecentomila denti. So che lui sa, che io so. Mosche e tutto il resto. Ora Anne, ti prego, cerca di seguire i consigli di Sananda, vedrai che tutto andr per il meglio e che tra poco avrai accanto a te un frugoletto

meraviglioso, tuo figlio, va bene? e con i bellissimi occhi azzurri del mio, anzi nostro, James. Strano, ma vero, dopo quelle parole, Anne spinge che  un piacere. Forse mia madre non mi ha chiamato Angela per niente. I miracoli accadono ancora, in fin dei conti!

12. ANGIE. 

Anne ha dato alla luce una bellissima bambina. Il parto  stato difficile, ma fortunatamente il Primario del reparto di ginecologia dell'ospedale di Merano,  arrivato giusto in tempo per assicurarsi che la bimba fosse sana e in salute e la madre stesse bene. Brenda, cos l'ha chiamata Anne, senza nemmeno domandare a James se gli piacesse oppure no,  nata con un incredibile ciuffo rosso di capelli sparato per aria, labbra simili a boccioli di rosa e occhi che, a giudicare dal colore, credo mieteranno tante maschili vittime. Mi fa quasi male ammetterlo, ma  stato un momento talmente bello che ci siamo tutti messi a piangere, abbracciandoci come se ci amassimo alla follia. Purtroppo, l'incantesimo si  spezzato solo dopo due giorni, trasformando Anne nella rompipalle che ricordavo. Forse era finito l'effetto allucinogeno della nebbia che si respirava nella stanza. Possibile. Sono quasi le cinque del pomeriggio e stiamo tutti aspettando il momento del commiato. Sta arrivando un elicottero privato che porter la famiglia Mckinney al completo a Londra. A Merano c' una pista d'atterraggio che servir al loro scopo, sto gi sentendo il clacson del taxi. Anne si  precipitata fuori dal cottage di Adel come se un drago l'avesse sputata dalle sue fauci. Mi ero affezionata alla bimba, non fosse altro perch quando stava in braccio ad Anne piangeva come una pazza, mentre con me sembrava un angioletto. Per quanto mi si stringesse il cuore a tenerla cos, desiderando fosse mia, ero molto felice di poter fare qualcosa per James. Sembravano le prove generali di una nostra ipotetica, barra parallela vita nella quale eravamo una meravigliosa famiglia felice. Anne infatti pur sapendo del tradimento

del marito con colei che ha avuto la sfrontatezza di aiutarla durante il parto, con la sua mitica faccia di bronzo, lo ha pregato di tornare a casa insieme con loro. Sapevamo tutti quanti, muri compresi, che James non avrebbe fatto una piega nell'accettare. Non appena ha posato gli occhi sulla creaturina si  rammollito a tal punto da non avere occhi che per lei. Stravede per la figlia e ne sono felice. So che non far mai come mio padre e questo mi allevia dal dolore che sto provando per l'addio definitivo. Mentre Adel e Maria, Alex, Sananda, Dante e Sara sono in giardino a salutare la famigliola del mulino bianco, ho preferito rinunciare e rintanarmi in cucina, che  collocata dall'altra parte del cottage. Il commiato tra me, Anne e Brenda  stato surreale. Anne si  avvicinata porgendomi la bimba, che, non appena mi ha visto, si  agitata regalandomi un sorriso sdentato e una puzzetta, e stringendomi una mano mi ha ringraziato con un sussurro. Poi ha preso la bimba e se n' andata senza nemmeno darmi il tempo di risponderle. James era gi uscito a portare le valigie nel bagagliaio del taxi. Si  fermato davanti al cancello del cottage e mi ha fissato con uno sguardo eloquente. Mi ha fatto un cenno col capo e poi ha atteso Anne e la bimba, io sono entrata in casa e ho chiuso la porta dietro di me, lasciandoli tutti fuori. Sto bevendo la mia solita tisana rilassante con la speranza che il cuore si plachi e smetta di martellare impazzito. Ho deciso che non pianger pi per lui, il volto  asciutto, arido, come il deserto. Sono immune alle lacrime e a James. Devo abituarmi all'idea, pensare che, pur amandoci, non sia possibile un futuro per noi in questa assurda vita. Pur amandoci... Non crederai che me ne vada senza salutarti. Ci manca poco che mi versi addosso la tisana bollente. Accidenti a quella mosca che vuol sempre gironzolarmi sul naso. Il paragone sarebbe allucinante se pensassi a dove le mosche si posano, ma evito di sparare sulla Croce Rossa e mandare il morale a suicidarsi. L'ultimo desiderio della condannata a morte. L'ultima occhiata all'uomo che ama pi di se stessa. Avevo detto che non avrei pianto, vero? Promesse da marinaio. I lucciconi non mi permettono di vedere nitidamente, ma conosco il quadro cos bene, potrei avere la sindrome di Stendhal e svenire

immantinente. Nulla che nessuno, nemmeno James, non sappia gi. Camicia bluette con le maniche arrotolate, jeans dal taglio perfetto che gli calzano a pennello sulle gambe muscolose, tipiche di un calciatore mancato, capelli sorprendentemente puliti e legati all'indietro con un codino da damerino dell'ottocento, il blu dei suoi occhi mi riscalda l'anima. Splendono, sono raggianti di felicit e nel contempo le palpebre all'ingi in una smorfia di rassegnazione. Io so che lui sa che io so etc... Che dirgli? Buona vita? Abbi cura di te e di tua figlia? Ricordati la promessa che io e te ci ameremo sempre anche se non ci vedremo pi? Resto mummificata nella mia posa plastica e non so proprio che dirgli, mentre mi sfiora il pensiero di essere pure la reincarnazione di un faraone egiziano. James si avvicina e si ferma a un soffio da me. Mi guarda come se fossi il diamante pi prezioso di questa terra e mi pare di scorgere le lucine che danzano nei suoi occhi blu. Alza una mano e mi accarezza il volto. Sono estasiata dal suo gesto, mentre le lacrime scendono abbondanti, confermando che il diluvio universale non sia dopotutto un'invenzione biblica. Appoggia trepidante le labbra alle mie suggellando tra sospiri e un abbraccio quasi stritolante quanto il nostro amore sia grande, unico, speciale. In fin dei conti non servono molte parole per comprendersi e noi due ne abbiamo passate cos tante che i gesti valgono molto di pi. Non ti dico addio, ti dico solo arrivederci, amore mio. Non riesco a proferir parola tanto mi ha scombussolato l'intensit di questo momento.  un dono di James. Un dono che conserver sempre dentro di me. E vorrei che tutto ci confermasse che dopotutto al destino non stia cos tanto sulle palle!

GRANFINALE
Notizie inaspettate, sette mesi dopo

Evento: presentazione de `Il mio sogno tutto blu' di Angela Mollalla Mondi di Milano, ore 18,30. Prefazione dell'editor Sara Bernardi . Siete tutti invitati . Uno scroscio di applausi. Standing ovation. Una lacrima di gioia scivola sulla guancia e Sara, con il volto radioso di felicit e pregustando soldi a palate, mi abbraccia dandomi buffe pacche sulla schiena con cos tanta veemenza da mozzarmi il respiro. Ehi, tesoro, fa piano, vorrei essere tutta intera per gli autografi. Sara si blocca, ridacchiando come una pazza, mi fa paura: Cacchio, amore mio, senti come ti applaudono? Sono tutti per te, te lo sei meritato. Te l'avevo detto che l'ultimo della serie di Angie Moll avrebbe convinto i lettori.  vero. In effetti, il poco entusiasmo che avevo provato prima di cominciare la presentazione, poi  diminuito non appena ho notato l'interesse del folto pubblico in libreria, colma di persone venute per me. E se vi domandate come mai io e Sara ci amiamo pi di prima, ho constatato che essere amiche significa anche perdonarsi e dimenticare con un bell'abbraccio. Dopo due mesi di assoluto silenzio da parte mia e, data l'incalzante uscita del terzo e ultimo libro della trilogia di Angie Moll, avevo capito che la mia amica passaguai mi mancava terribilmente e che non era tutta colpa sua se tra me e James c'era stato quel triste epilogo. L'unico appunto che mi  stato mosso: un finale surreale con nessun chiaro happy end. Perch terminarlo cos, Angie? Un happy end ci stava tutto, non trovi? Questa  una favola romantica, doveva finire bene. Su Amazon ti beccherai parecchie

lamentele nelle recensioni, poco ma sicuro aveva dichiarato una lettrice che era innamorata dei personaggi e non voleva che la loro storia finisse in modo infelice. Avrei voluto dirle che la realt  ben diversa da un romanzo e che a volte non ce la faccio a essere sempre positiva con le mie storie. Ha ragione, ma le assicuro che sono i personaggi stessi che mi hanno portato a questo. Sono andata cos vicino alla realt che lei nemmeno immagina. Quindi Angie e James non ce la faranno a ritornare insieme? domanda un'altra mia fan porgendomi il romanzo per l'autografo. Mi osserva di sottecchi, come se sperasse che in questa storia non abbia assolutamente lavato alcun panno in pubblico e che il vero finale si sveli pi avanti, magari in una prossima pubblicazione. Sorrido in modo enigmatico, in effetti non possiamo mai sapere che cosa ci riserva la nostra vita. La mia fan se ne va con la speranza che illumina i suoi occhi a cuoricino. Se solo sapessi mia cara, quanto quella speranza stia alimentando pure il mio di cuore. Le fan di James arrivano tutte a passo di marcia e come tanti soldatini si appostano di fronte al tavolo dove le mie copie sono sparpagliate a mo' di ventaglio. Sono cariche al punto giusto. Ormai conosco alcune molto bene, altre si sono separate e hanno aperto un fan club pro Alex, altre ancora pro Roberto. Ho creato dei mostri. Io e Alex siamo rimasti in ottimi rapporti. Dopo l'inevitabile flop del film sugli strip men ha optato per un anno sabbatico in giro per il mondo. Alex  di vecchio stampo, mi invia una cartolina da ogni luogo visitato. Ora si trova in Nepal, Sananda gli ha dato un passi speciale per andare a trovare il Dalai Lama. Roberto, invece, dopo mille ricerche estenuanti e parecchie avventure nelle quali ha rischiato la testa, come al solito, ha ritrovato la moglie ferita in un villaggio. Non so bene che sia accaduto, ma mi ha scritto via email che la sua famiglia era stata presa in ostaggio da un gruppo di talebani e che Shamira ha rischiato la morte, ma lui  giunto in tempo in

suo soccorso. Credo non sia stato lui di persona armato fino ai denti, ma qualcun altro a fare lo sporco lavoro, ma  il finale che conta. Si  risparmiato i dettagli truculenti per non farmi svenire dalla paura. Dopo la sua mail, sono andata da Sara ad abbracciarla. In quel momento abbiamo suggellato la nostra pace. Hanno fatto pi che bene a proibirmi di partire, altroch. Non  ancora giunta l'ora che le mie opere vengano pubblicate postume. E cos la lieta novella non sembra essere arrivata fino alle tue orecchie, a quanto sembra. Rossella, l'admin del fan club, che conosco dai primi nostri tormentati incontri, nei quali lei e un gruppo di amiche fecero incetta di indumenti di James nel nostro appartamento a Milano, mi risveglia dai miei pensieri. Hmm? mugugno senza capire dove voglia andare a parare, mentre le mie orecchie si stanno drizzando, perch so bene che loro sono informate di tutto. E quando dico tutto, dico tutto. In tutti i sensi. Ah ah, lo vedi? Lo sapevo io che non lo sapeva. Ah ah fa il verso Giulia, dando una gomitata a Rossella. Giulia  la co-admin del gruppo. Non so come abbia fatto a sopportarle cos a lungo, mi faranno santa. Un gran finale cos non lo avrei mai immaginato e noi ne siamo le fautrici, ti pensi Rox? continua a blaterare battendo le mani e saltellando gioiosa. Sopraggiunge l'istinto omicida, mi trattengo solo perch so quanto siano contente di leggermi ed  d'uopo che le lettrici vengano sempre trattate con i guanti. Mi sforzo e le osservo con un cipiglio simile a quello di Arabella quando vuole che gli altri vadano al sodo. Praticamente le fulmino. La perspicace Rossella alza le mani a mo' di resa, non senza sogghignare come una pazza verso Giulia. Forse non avrei dovuto essere sempre buona con queste qua. Ok, ok, va bene. Non ti teniamo sulle spine, ma  davvero strano che i tuoi amici e parenti non ti abbiano avvertito... incalza. Di che cosa avrebbero dovuto avvertirmi, Rox? chiedo con la ferocia nello sguardo. Di questo aggiunge Giulia e posa sul tavolo un giornale di gossip. Vorrei alzare gli occhi al cielo prima e strangolarle poi, ma sono cos rapita dalla foto di copertina, che non riesco nemmeno a sillabare una

parola, figurarsi una frase di senso compiuto. Tutto ci che esce dalle mie labbra sono gorgoglii. Lo sapevo che restava di sasso, lo sapevo, lo sapevo, adesso non potr non regalarci un altro paio di mutande di James ah ah replica Giulia saltellando su se stessa come una bambina. Afferro con mani tremanti il giornale, che, pur essendo una nota rivista di gossip, resta tra le pi attendibili, ovvero non sempre reca notizie false solo per tirare milioni di copie. Ed  l'unica che ogni tanto leggo, ma molto saltuariamente. In copertina c' il mio James, che si  tagliato di nuovo i capelli e veste un completo blu scuro con camicia azzurra, senza cravatta, che gli sta d'incanto, con la sua solita barbetta rossa, che lo fa sembrare un vero e proprio highlander. Il mio highlander.  bello come un Dio. Il mio Dio. Sospiro cos forte che le ragazze continuano a emettere strani versi e gridolini fastidiosi per le mie orecchie. Si sa che alla sola vista di James perda ogni battaglia e mi riduca in poltiglia, ma  quel che  scritto che mi lascia incredibilmente senza fiato. James Mckinney, che sta divorziando dall'attrice Anne Fletcher, che gli ha dato una bellissima bambina di nome Brenda, si dice pronto per l'amore vero e anche per il nuovo colossal che si accinger a girare a breve, i dettagli all'interno. Perdincibacco, che peste mi colga esclamo con le lacrime agli occhi. Rossella e Giulia, insieme con le altre ragazze del fan club cominciano a danzare una giga. Sara, che nel frattempo si era allontanata con Mauro, il marito, per un'intervista con un giornalista di un'importante testata sulla loro attivit di editor ed editore, mi osserva con la bocca spalancata dal fondo della libreria, facendo cenni assurdi. Non riesco a risponderle, tanto sono stravolta per la notizia. Come per Candy Candy barra Angie quando si trova nella collina di Pony e scopre che il suo Terence barra James si  finalmente separato dalla compagna del momento Susanna barra Anne, proprio grazie a un giornale di gossip. Essere paragonata a un cartone animato mi  sembrato il complimento pi bello che mai avessi ricevuto.

James  finalmente libero. James sta divorziando. Dovrebbe dispiacermi per lui? Per Anne? Interferire con la scelta di James di ricucire il rapporto con Anne per amore della bambina sarebbe stato un terribile sbaglio. Non era giusto per Brenda. Mi ero fatta da parte, sperando che le cose migliorassero tra loro e invece... Lo so che sar un padre modello, ora lo so. Non  detto che essere separati sia negativo per un bambino per crescere bene, l'importante  che i genitori non lo facciano pesare, ma conoscendo James, far il possibile perch Brenda cresca sana e serena. A qualcosa servir la sua irreprensibile discendenza scozzese. Non ci eravamo pi sentiti, non avevo pi sbirciato su facebook, twitter, youtube e, ogni volta che ero tentata di sguinzagliare Arabella come un mastino, mi schiaffeggiavo violentemente. Avevo proibito alla mia bislacca famiglia di ficcare il naso, per cui nessuno aveva ricevuto notizie. Avevo precluso a tutti ogni schifosa rivista, nessuno doveva dirmi nulla a riguardo. Devo dare una gratifica a queste ragazze, se lo meritano. Con un sorriso a tutti denti, le metto a tacere confidando loro che mi sono rimaste un bel paio di mutande non solo griffate, ma pure con le sue iniziali ricamate dalle dolci mani della madre. Mi hanno promesso un monumento telematico (una specie di video con tutti i miei romanzi, non ho capito molto bene) e l'alta carica a presidente onorario del loro fan club con una targa dorata. Ho creato dei mostri, assioma inconfutabile!

SEI MESI PI TARDI

Il taxi raggiunge con uno stridio di freni l'aeroporto di Milano. Scendo trafelata, quasi inciampando sul marciapiede e rischiando di spiaccicarmi il naso. Guardo l'ora sul mio cellulare, manca poco. Il cuore  in gola, ho la tremarella e le mani sudano, credo pure di puzzare sotto le ascelle. Ne annuso una e alzo gli occhi al cielo storcendo il naso, ingannata da un angelo invisibile che avrebbe dovuto per lo meno aiutarmi a non somigliare in tutto e per tutto alla maleodorante moglie di Shrek. Fuori ci sono s e no trenta gradi e l'afa  irrespirabile, avrei dovuto forse domandare al genio della lampada di esaudire quel desiderio impossibile. Sbuffo irritata. Sto per entrare quando il tassista mi fischia dietro. Ehi, signora, non mi ha ancora pagato la corsa. Perdindinrindina, non  tempo di perdere la trebisonda. Mi volto e profondendomi in mille scuse, gli offro il doppio dei soldi che gli spettano. In un primo momento mi fissa meditabondo, quasi non volendoli accettare, poi arraffa il denaro, chiude la portiera e nemmeno mi saluta. L'educazione innanzitutto. Forse ha avuto il timore che cambiassi idea. Poco male, non importa. Non m'importa un fico secco di nulla. Un mendicante sul ciglio del marciapiede mi osserva ed esclama: Ehi, signora, hai qualche spicciolo pure per me?. Ma mi hanno scambiato per re Mida? Sbuffando gli getto due euro, ho sempre aiutato tutti i barboni di Milano e non solo, non posso fare eccezioni. Finalmente, dopo essermi accertata di non aver lasciato dentro al taxi tutto l'occorrente, mi precipito come un missile dentro l'aeroporto. Vengo travolta da una fiumana di gente che trascina pesanti valigie, famiglie con bambini urlanti, personaggi di varia umanit che si accalcano come sardine ai check-in. Meno male che non ne devo prendere uno.

Eh, no. Odio sempre gli aerei, odio volare, non volerei nemmeno se mi pagassero un milione di euro. Preferisco tenere ben piantati i piedi alla terra. La forza di gravit mi d sempre moltissima ragione. Osservo il tabellone degli arrivi. Inforco gli occhiali perch non ci vedo cos distante, non vorrei scambiare fischi per fiaschi e trovarmi nel posto sbagliato. Con un sorriso a novantanove denti mi accorgo che manca poco. L'aereo sta per atterrare. Ancora dieci minuti. Dieci minuti equivalgono a seicento secondi e cavoli, ho atteso cos tanti anni, che saranno mai seicento secondi? Seicento secondi sono un'eternit paragonati a tutti gli anni in cui ho atteso questo momento. Seicento miseri secondi per sono un ottimo tempo necessario per calmare i nervi che sono cos tesi, che potrei far bollire una caffettiera solo con il pensiero. L'agitazione  palese, mi giro e rigiro per vedere a quale gate devo dirigermi. Nel frattempo con la valigetta cozzo contro tutte le gambe possibili e immaginabili. I malcapitati mi fissano con cipigli piuttosto malevoli, ma ehi, sono assolutamente giustificata, per cui sorrido loro e mi scuso. Tra seicento secondi mi sar scusata un milione di volte, poco ma sicuro. Il gate dal quale scendono  a destra e gi in fondo, s e no dovrei impiegarci seicento secondi per arrivare. Mi affretto e comincio a correre, meno male che indosso le scarpe da ginnastica e una mise molto sportiva. Non avrei potuto vestirmi in ghingheri con il tacco dodici, altrimenti li avrei percorsi tutti col naso quei pochi metri che ci separano. Giungo al gate e davanti a me c' una folla assiepata di corpi accaldati, sudati e alcuni piuttosto puzzolenti, che a differenza di loro, sembro appena uscita da una vasca di borotalco. Ci che non sopporto  che siano tutti cos alti e non c' modo di poter scorgere alcun passeggero in arrivo. Ma porco cazzo! esclamo inviperita. Uno spilungone che mi nascondeva la visuale si gira e m'indirizza un'occhiata di sgomento e orrore.

Beh, sono sempre io, la exscaricatrice di porto di quel di Milano che ha dato il benservito alla dama dell'ottocento perch `Santi Numi' non avrebbe mica reso l'idea, ma non bado alle etichette e sbuffo, facendomi largo e trovando perci il posto perfetto. Sar il primo volto che vedr, sar il sorriso sulle sue labbra e la gioia nei suoi occhi. Sar... Sar... Le gambe fanno giacomo giacomo e non sono un bello spettacolo, mi si  bloccata pure la salivazione. Apro la bocca e soffio contro una mano, non vorrei avere l'alito che stende i morti. Per evitarlo prendo dalla mia borsetta una mentina e la mangio. Dal gate si aprono le porte e i passeggeri cominciano a fluire. Ho la valigetta pronta con la sorpresa che ho in serbo per lui, anche se sar leggermente plateale, ma sono sicura che far un effetto pazzesco. Una pazzia, ma dopo cos tanti anni, me la posso anche permettere. La felicit trabocca nel mio petto, il cuore ormai palpita all'impazzata, la mia anima sta volando verso di lui... Quando, a un certo punto, lo vedo uscire. Resto imbambolata a fissarlo, inebetita, con la bocca aperta e uno stupido sorriso stampato in volto. Credo di aver dimenticato di respirare perch i polmoni stanno bruciando dallo sforzo. Ammaliata, come lo sono stata tantissimi anni fa quando lo conobbi in quel benedetto pub. Benedetto che ci ha fatti incontrare. James, con un cappellino da baseball blu, una t-shirt azzurra e jeans sgualciti, capelli lunghi e barba rossiccia, che lo fanno assomigliare al pi bel barbone che abbia mai visto in tutta la mia vita, posa i suoi meravigliosi, luminosi occhi blu su di me, dopo vari tentativi nei quali mi cercava affannato tra la folla. Si blocca a met strada, continuando a guardarmi. Sembra che siano spariti tutti. Nessuno fortunatamente ci degna di uno sguardo, cos conciato James  irriconoscibile, se non da un occhio esperto quanto il mio. Infine, il suo sorriso si apre radioso, sciogliendomi come burro. Ci manca poco che svenga. Dalla felicit, dal futuro che ci si prospetta. Un futuro insieme.
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INSIEME. Magnifica parola. Me ne far un tatuaggio, la scolpir a caratteri di fuoco sul mio petto. Aspetta, ho una tremenda paura degli aghi, mi limiter a scriverlo con la penna! Io e lui, particelle indivisibili, in sincrono con le leggi dell'universo. Prima che mi dimentichi del mio piano e nel momento in cui sta affrettando il passo verso di me, sollevo una mano. Il suo sopracciglio si alza e mi pone sconcertanti domande, ma non lo degno di risposta. Sillabando con le labbra, gli intimo di fermarsi. James si blocca davanti a me. A pochi centimetri da me. Immagino che vorrebbe prendermi, abbracciarmi, baciarmi e fare tutto quel che vorrei fare io con lui nel medesimo istante, ma abbiamo tutta la vita, per cui pu anche accettare le mie idee strampalate. Nel frattempo, odo un brusio intorno a noi. Me ne infischio e proseguo con il mio piano. Prendo la valigetta ed estraggo dei fogli di album da disegno. James inarca il sopracciglio talmente all'ins che fa un tuffo carpiato con avvitamento della morte su se stesso. Prenderlo in contropiede mi sta regalando una gioia indescrivibile. Cos afferro il primo di questi dove c' scritto in stampatello: CARO JAMES James  allibito, prima legge e poi mi fissa con un'espressione indecifrabile negli occhi. Gli restituisco un altrettanto sorriso enigmatico, che la Gioconda mi fa solo un baffo. Ho sognato di te fin dal primo istante In cui hai posato i tuoi occhi cobalto Sulla sfigata qui presente Mai avrei immaginato Che rivolgessi le tue attenzioni a me Mai avrei immaginato di vivere momenti Cos estatici con te (e anche molti brutti, ma fanno parte del pacchetto) Ringrazio il cielo per averti conosciuto quel giorno Per essere stato il mio grande amico Confidente, la persona pi speciale che mai avrei osato anche solo immaginare di avere al mio fianco sappi che tu sei il mio sogno e d'ora in poi non voglio pi smettere di sognare di te, con te, per tutta la vita e oltre ( a sentire Sananda) Ti amo Per sempre Tua, Angela L'ultimo foglio scivola per terra insieme con tutti gli altri mentre la folla freme in un silenzio fatto di mormorii, ohh e moltissimi sospiri. Il volto di James  talmente radioso e ammaliante, che potrei volare dalla contentezza. Gli occhi brillano, sorridenti e il suo sorriso  cos intimo e carico di felicit da illuminare lo spazio intorno a noi. Sei una pazza, Angie Moll, la donna pi incredibilmente, indiscutibilmente, pazza che abbia mai conosciuto in tutta la mia vita sussurra roco afferrandomi per la vita, stringendomi contro di s, resto incatenata al suo sguardo, nel mio sogno tutto blu, che ora sogno non  pi, ma l'incredibile, meravigliosa realt. Mckinney, questo  soltanto l'inizio, preparati perch ho idee molto ma molto precise sul ruolo che tu avrai nella mia vita per... Diciamo l'eternit!. La risata del mio James  limpida e arrochita dal desiderio: Sono pronto da quando ho ventidue anni, aye, anzi non vedo proprio l'ora. Un gran finale con il botto. Lo scroscio di applausi da parte del pubblico improvvisato. Flash dei cellulari e qualche ragazza che ci ha riconosciuti. Che facciano pure, d'ora in poi io e James siamo un'equazione matematica con tanto di radice quadrata. Non so che vuol dire, ma mi piace. Il nostro primo bacio come coppia: le nostre labbra che si fondono, suggellando un'unione che le stelle avevano precedentemente concepito. Ora posso dire di sentirmi realmente in Paradiso. Quello dei VIP, naturalmente!
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FINE.
